martedì 1 giugno 2021

UN BACIO A TUTTI DA UN ISTRIONE

 


                   Capirai che l'amore era l'unica domanda buona, l'unica risposta giusta...




Io sono l'istrione di Aznavour

e tu già lo sapevi,

lo hai sempre saputo, per istinto

che quel francese parlava

di tuo figlio. E cantamelo ancora

nella voce di chi mi saluta

nel casino degli operai sul tetto.

Canta sempre con la musica

dei piatti nel lavello, la voce

malinconica di casa.



                                           ***


Le mani di quelli che ami

sono fontane di luce

le tieni strette come appigli

nelle tempeste e nelle cadute.

Le mani di quelli che ami

sono case dove ripararsi

e tubi e cunicoli e cavi

dove corre l'amore 

senza fermarsi e rami

che salgono e bucano

nuvole e stelle, sono pane

e minestre, e voli, navicelle.

Le mani di quelli che ami

neanche la morte

te li toglie dalle mani.



                                        ***


Questo cuore aperto 

può accogliere di tutto :

vetri di bottiglie, diluvio,

radici di albero, intere autostrade,

colate di cemento, costellazioni.

Ci passi senza abbassare la testa

tu e la morte nera, palafitte,

il crollo di una diga.

Questo cuore che aperto

può tenere tutto, trema

come lavatrice nella furia di centrifuga

ed è qui, è tuo.



                                             ***


Come lavo questi piatti

fa' che siano lavati

i rancori passati di Giulia.

Se lavo il coltello togli

dalla sua mente le ferite

familiari, gli sguardi taglienti

che le affondarono nel petto.

Se lavo il bicchiere toglile

la noia bastarda delle attese

la regolarità inutile di un giorno

senza squilli e senza visite.

Se lavo la pentola purifica il cuore

che sia libero da ogni delusione.


E questa parola non resti poesia

ma spacchi il vetro

risalga all'infinito e giunga dritta

al centro dell'universo.



                                      ***


Voglio che tu sappia

che non sei qui per caso

e che capiterà sempre più spesso

di salutare le persone che ami

alla stazione, di non rivederle

per settimane e mesi.

Le vedrai cadere

nella voragine dei giorni

e ti verrà da piangere e da maledire,

da spaccare le vetrine.

Ma le distanze sono ponti

non possono dividere noi

che abbiamo raccolto la luce

dal pozzo degli occhi, abbiamo

visitato il tronco rotto della notte.

Voglio che tu sappia

che non sei sola mai

e che in ogni centimetro di vuoto

c'è una festa, una moltitudine

e che ogni sorriso viene

- ricordatelo, mi raccomando -

dalla riserva segreta del bene.

Sappi che ci sarà da domandarsi

il senso di tutto, che alla fine

non ci sarà una vera fine

e capirai che l'amore

era l'unica domanda buona,

l'unica risposta giusta.




               Valerio Grutt    da     Dammi tue notizie e un bacio a tutti




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