martedì 30 gennaio 2018

A DEBITA DISTANZA 1


" La tristezza non va dispersa perché ha in sè la condensazione della possibilità "  ( S.K.)


(...)Un'unica, intensa, incoercibile volontà di sottrazione alla prosa
     del mondo accomuna Kleist, Kierkegaard e Kafka, solidali nell'
     intento di prendere congedo dalle rispettive fidanzate o,
     perlomeno, di mantenerle rigorosamente a debita distanza . Un
     analogo, radicale, estremo desiderio di solitudine, quasi una
     necessità ,per certi versi una condanna, che viene posta in
     essere attraverso complesse e molteplici motivazioni, realizzata
     attraverso strategie assai differenziate, ma convergenti nella
     caparbia ostinazione che non può accogliere le ragioni dell'
     altro, indifferente al doloroso dissenso di chi viene abbandonato
     senza essere colpevole di alcunché.
     Kleist si isola dal brusìo del mondo esterno alla nichilistica
     ricerca di un amore esclusivo in cui si dissolva ogni presenza e
     si dischiuda una prossimità assoluta; Kierkegaard sembra
     declinare ogni responsabilità relativa alla configurazione etica
     dell'esistenza, rifugiandosi nel dominio extraterritoriale del
     religioso; ancor più esplicitamente Kafka si rintana in una
     cantina nella quale può isolarsi dal rumore del mondo e
     salvaguardare le istante indivisibili della scrittura.
     L'ambivalenza della solitudine - subìta ma anche ricercata - è
     esemplificata molto bene da una parabola raccontata da
     Schopenhauer : " Una compagnia di porcospini, in una fredda
     giornata d'inverno, si strinsero vicini vicini, per proteggersi col
     calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto - però -
     sentirono le spine reciproche e il dolore li costrinse ad
     allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro. Quando poi il bisogno di
     riscaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripetè quell'altro
     malanno, di modo che venivano sballottati avanti e indietro
     fra due mali, finchè non ebbero trovato una moderata distanza
     reciproca che rappresentava per loro la migliore posizione".
     Il dilemma originario dei porcospini sembra adattarsi bene
     al senso della nostra esperienza: la solitudine è intollerabile,
     ma gli aculei della vicinanza sono ancora più dolorosi .(...)

Marco Vozza  da  A debita distanza ( Kierkegaard, Kafka, Kleist e le loro fidanzate )
     

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