mercoledì 30 gennaio 2019

ERO STRANIERO E MI AVETE OSPITATO 1

 
 

" Colui che tu accogli, sia per te un dio".
      (Tatirya  Upanishad )


(..)Oggi, praticare l'ospitalità nei modi in uso presso le popolazioni
  seminomadiche del Medioriente,di cui anche l'episodio di Abramo
  a Mamre è testimonianza, appare sempre più difficile: un'antica
  consuetudine, presente in tutte le culture come dovere sacro, si sta
  smarrendo soprattutto in quella che chiamiamo la civiltà
 " occidentale". Le cause di tale fenomeno sono certamente
  molteplici. Il primo luogo, il declino della prassi dell'ospitalità è
  provocato dal carattere consumistico di questa società. Il mercato
  di oggi si è impadronito anche dell'ospitalità, strappandola alla
  gratuità e facendone un affare commerciale, un business: le
  strutture alberghiere e le diverse categorie di alberghi e hotel, di
  fatto sono accessibili solo a chi ha possibilità economiche. Se non
  si possiede una carta di credito non si può prenotare una stanza
  d'albergo. E a pochi passi dagli alberghi più o meno costosi, sulle
  panchine dei parchi o sui marciapiedi delle strade, si trovano
  sempre più folte schiere dei " senza casa", che si riparano con  un
  giornale o un cartone. Bisogna inoltre mettere in campo la mutata
  tipologia della presenza degli stranieri nelle nostre società. Una
  presenza non più sporadica o stagionale, ma  consistente, stabile
  e - a differenza dei flussi migratori conosciuti a partire dal XIX
  secolo - " plurale": gli stranieri giungono tra di noi da paesi,
  culture e mondi religiosi distanti da noi e tra di loro. Di
  conseguenza, molti degli " autoctoni" si sentono minacciati nella
  loro identità culturale e religiosa, oltre che in termini di
  occupazione e di sicurezza, così che gli stranieri finiscono con
  l'incutere paura. La paura di chi è diverso e il ripudio di forme
  culturali, morali, religiose e sociali da noi finiscono per
  spingerci sempre più velocemente verso la sfera del " privato",
  l'isolamento, la chiusura all'altro, magari mascherati da custodia
  della propria identità . (…)


             Enzo Bianchi   da    Ero straniero e mi avete ospitato

1 commento: