martedì 24 aprile 2018

LETTERE A OPHELIA 2

 
 
 

                                         Lisboa, velha ciclade cheia de encanto e beleza...



29 Novembre 1920


(...) Ophélinha,
      la ringrazio per la lettera. Essa mi ha portato dolore e sollievo
      allo stesso tempo. Dolore perché queste cose addolorano
      sempre; sollievo perché - in verità - l'unica soluzione è questa:
      non prolungare oltre una situazione che ormai non trova più
      una giustificazione nell'amore, né da una parte, né dall'altra.
      Da parte mia, almeno, resta una stima profonda, un'amicizia
      inalterabile.
      Lei non mi negherà altrettanto, vero?
      Né lei, Ophélinha, né io, abbiamo colpa di tutto questo. Solo il
      Destino ne avrebbe la colpa, se il Destino fosse una persona a
      cui poter attribuire delle colpe.
      Il Tempo, che invecchia i volti e i capelli, invecchia anche , ma
      ancora più rapidamente, gli affetti violenti. La maggior parte
      della gente, per la sua stupidità, riesce a non accorgersene, e
      crede di continuare ad amare perché ha contratto l'abitudine di
      sentire se stessa che ama. Se non fosse così, non ci sarebbe al
      mondo gente felice. Le creature superiori - tuttavia - sono
      private della possibilità di questa illusione perché non possono
      credere che l'amore sia duraturo né - quando sentono che esso
      è finito, si sbagliano interpretando come amore la stima o la
      gratitudine che esso ha lasciato.
      Queste cose fanno soffrire, ma poi il dolore passa. Se la stessa
      vita - che è tutto - passa, perché non dovrebbero passare l'
      amore, il dolore e tutte le altre cose che sono solo parti della
      vita?
      Nella sua lettera è ingiusta con me,ma la comprendo e la scuso.
      Certo l'ha scritta con irritazione, forse perfino con dolore; ma
      la maggior parte della gente, uomini e donne avrebbero scritto
    - nel suo caso - in un tono ancor più acerbo e in termini ancora
      più ingiusti. Ma lei, Ophélinha, ha un meraviglioso carattere
      e perfino la sua irritazione non riesce ad essere cattiva.
      Quando si sposerà, se non avrà la felicità che si merita,
      certamente non sarà colpa sua.
      Quanto a me... (...)


                                                                          continua...

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