domenica 8 aprile 2018

LE CROCIFINZIONI DI BLANCA VARELA

 
 

                                                     Vuoi che sia colei che inciampa sempre...



Sono qui per mano tua in quest'inudibile camera di tortura,  mi
oriento con il sangue e con i gemiti, cieca per opera e grazia della tua divina bava.
Guarda la mie pelle di santa invecchiata al passo del tuo respiro, guarda il tamburo sterile del mio ventre che conosce soltanto il ritmo dell'angoscia, il colpo sordo del tuo ventre che fa fischiare il prigioniero, il feto, la bugia.
Ascolta le trombe del tuo regno. Noè fa naufragio ogni mattina e ogni mare è terribile, ogni sole è di ghiaccio, ogni cielo è di pietra.
Che altro vuoi da me?
Vuoi che cieca, irrimediabilmente al buio, smetta di essere lo scorpione del tuo nido, la tartaruga scuoiata, l'albero sotto l'ascia, il serpente senza pelle, colui che vende la madre col suo primo vagito, che è solo schiena e mai fronte, che inciampa sempre, colui che nasce in ginocchio, il viperino, l'ernioso, che ha sepolto le sue gambe ed è vivo, il padrone dell'altra guancia, colui che non sa amare come se stesso perché è sempre solo. Guarda che hai fatto di me. Predestinato sterco, fango di occhi svuotati.
La tua immagine nello specchio della fiera mi parla di una terribile somiglianza.


                                                                        ***


A ROSE IS A ROSE

immobile divora la luce
si apre oscenamente rossa
è la detestabile perfezione
dell'effimero
infesta la poesia
col suo arcaico profumo.



                                                                 ***


NOTTE

vecchia artefice
guarda che hai fatto della bugia
un altro giorno



                                                        ***


IDENTIKIT


l'oscura materia
animata dalla tua mano
sono io



                                             ***


VA  EVA

animale di sale
se giri la testa
nel tuo corpo
ti convertirai

           e avrai nome

e la parola
strisciando
sarà la tua orma



                                                                             ***


FELICEMENTE non ho nulla nella testa
se non poche idee di certo sbagliate
e una memoria senza tempo né luogo
non ho nulla da mettere
nulla da lasciare
se non ossa gusci vuoti
un mucchietto di ceneri e
con fortuna un po' di polvere
innominato nulla
in ciò che fu la mia testa



                                                                     ***


STRIP TEASE

togliti il cappello
se ce l'hai
togli i capelli
che ti abbandonano
togliti la pelle
le viscere      gli occhi
e metti un'anima
se la trovi



semplicemente
girarsi.




             Blanca  Varela     da      Crocifinzioni




2 commenti:

  1. La notte è caratterizzata dall'assenza di luce ed ha rappresentato - sin dai tempi antichi- un problema che allora era più che altro logistico.
    Oggi, con gli strumenti tecnologici a nostra disposizione, la notte in senso di oscurità non è più un problema per nessuno ( almeno per le
    civiltà che di questi strumenti possono disporre ).
    Ma esiste altresì un altro tipo di notte , che poeti o santi definiscono " oscurità dell'anima".
    In effetti, è privati della luce che si vivono i peggiori incubi ( anche i bambini piccoli in genere non stanno volentieri al buio ); ed è di notte che
    la nostra psiche rivela paure o tormenti ( veri o presunti ), che i poeti ci
    raccontano (mi viene in mente fra tutti Alejandra Pizarnik, la cui opera è incentrata prevalentemente sul tema della notte ).
    Per tornare o noi, è senza la luce dell'anima - ovvero senza Dio ( per credenti e Santi ) - che l'uomo è ( o si sente ) perso.

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