giovedì 18 ottobre 2018

UNA FRATELLANZA INQUIETA ( Prefazione ) 1

 
 

" L'amicizia, tra persone di sesso diverso, è una nobile pianta artificiale, ma richiede doti di giardiniere " , ( Lou Salomé )


(…) Riprendo in mano un libro, nelle mie intenzioni di allora un
       pamplhet veloce, scritto anni fa, in cui mi chiedevo: chi sono
      gli uomini?chi le donne?quale la relazione tra loro?lotta dura,
      completa inimicizia? Oppure una fratellanza inquieta?
      Lo rileggo e mi trovo insieme d'accordo e in disaccordo con me
      stessa e decido che sì, vale la pena di ripubblicarlo, se però
      sarò capace di ripensare i punti del disaccordo. E lo potrò fare
      solo scrivendo. Io - del resto - penso solo così, scrivendo.
      In questo atto scopro chi sono: sono una donna che non ha
      altro modo di scoprire quello che pensa, se non lo scrive.
      Così leggo quello che ho scritto, e comprendo che non voglio
      ripubblicare lo stesso libro, voglio riscriverlo. Perché non mi
      soddisfa. Del resto, non mi soddisfa mai quello che ho fatto,
      quello che faccio. Penso sempre che ci sia dell'altro, qualcosa
      che sempre sfugge alla presa.
      Anche in questo sono una donna: non mi ritrovo e non mi
      riconosco mai sazia, mai soddisfatta, sempre china semmai
      intorno al mio manque, per riprendere un termine impiegato
      per dire un tratto esemplare del femminile. Ben sapendo che il
      mio manque riarticola la partita. Che lo manque , come dice
      Rachel Bespaloff, è la molla del divenire.
      In più, io vorrei sempre una seconda chance. E la dò anche ai
      miei lettori, se vorranno inoltrarsi con me nei meandri del
      labirinto cui mi avvia la stessa domanda di allora. Rovesciando
      però il sottotitolo nel titolo, entrerò nell'inquietudine della
      fratellanza tra uomo e donna, partendo dall'oggi, che è molto
      cambiato da ieri. Non si può certo negare come in ogni aspetto
      della vita quotidiana si sia ormai diffusa un'idea positiva dell'
      esistenza femminile, che ha profondamente trasformato i valori
      dell'esperienza tutta, degli uomini e delle donne.E se c'è sempre
      stato un lato fallico del femminile, come c'è sempre stata un'
      invidia del femminile da parte del maschio, oggi la medesima
      confusione di pulsione e di desideri di un tempo, si esprime
      senz'altro con più libertà e meno remore. Da tempo ormai
      abbiamo riconosciuto la qualità mitica della differenza sessuale
      e, come la differenza di genere, sia una favola già chiara fin
      dalle società primitive. Entrando in una società, il corpo
      subisce una traslazione, una metamorfosi, anche se non
      necessariamente di natura spirituale nè strettamente
      escatologica: è l'evento di una seconda creazione.
      Come si narra nella Lettera di Paolo ai Galati, grazie a una
      nascita seconda, in quel caso nel segno di Gesù Cristo:
    " Non c'è più né Giudeo né Greco, né schiavo né libero,né uomo
       né donna" (3, 28 ); allo stesso modo, l'identità umana è
      reimmaginata passando appunto dall'ordine del genere,
      inscritto nel campo semantico della natura e della generazione,
      all'ordine del Nome. All'impero della Lingua . (…)


 Nadia  Fusini  da  Una fratellanza inquieta ( Donne e uomini oggi )

2 commenti:

  1. Il suo modo di scrivere mi fa venire le vertigini e rimanere senza fiato, troppe cose contemporaneamente, ma ha un aspetto in comune con me quando afferma "penso solo così, scrivendos... sono una donna che non ha altro modo di scoprire quello che pensa, se non lo scrive..."

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  2. In un certo senso la modalità vale anche per me vale anche , ma non in assoluto: scrivere mi chiarisce le idee e le ordina ; ma sono molto distante dal :
    " Io penso solo così, scrivendo…".
    Per capire " chi" sono, ho anche altre modalità oltre alla scrittura.
    Grazie per l'intervento.

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