martedì 26 gennaio 2021

VAN GOGH ( I miei quadri raccontati da me ) 2



                            Van Gogh -  La camera da letto ( Van Gogh Museum , Amsterdam )



17 Ottobre 1888 ( a Paul  Gauguin )


(...) Allora, l'altro giorno le scrivevo che ho  la vista terribilmente affaticata. Ebbene, mi sono riposato due giorni e mezzo e poi mi sono rimesso al lavoro. Ma non osando ancora andare all'aperto, ho dipinto - sempre per la decorazione - una tela da 30 per la mia camera da letto con i mobili in legno bianco che lei sa. Ebbene, mi sono divertito enormemente a fare questo interno spoglio. Di una semplicità alla Seurat ( pittore francese, pioniere del movimento puntinista , n.d.r. ). A tinte piatte, ma con pennellate grosse e impasto grosso, le pareti lilla chiaro., il pavimento di un rosso spezzato e sbiadito, le sedie e il letto giallo cromo, i cuscini e le lenzuola verde limone molto chiaro, la coperta rosso sangue, la toeletta arancione, il catino blu, la finestra verde. Sa, volevo esprimere l'idea del riposo assoluto con tutti questi toni così diversi in cui l'unica nota di bianco è quella dello specchio con la cornice nera ( per far entrare anche la quarta coppia di complementari ).

Ad ogni modo, lo vedrà insieme al resto e ne discuteremo. Spesso - infatti - non so quel che faccio; lavoro quasi come un sonnambulo...(...)



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Van Gogh -  Seminatore al tramonto ( Foundation E.G. Buehrle, Zurigo )





1 Dicembre 1888 ( a Theo )


(...) In questo momento sono proprio nella merda: studi, studi, studi e avanti ancora - un disordine tale che mi sconforta - eppure a 40 anni ciò darà la precisione. Di tanto in tanto una tela che diventa quadro, come il seminatore in questione che, anch'io credo, è meglio del primo. Se riusciamo a resistere all'assedio, verrà per noi il giorno della vittoria, anche se non saremo tra le persone di cui si parla. E' un po' il caso di pensare a quel proverbio : gioia di strada, dolore di casa.  Che vuoi farci! Posto che abbiamo ancora tutta una battaglia da combattere, allora bisogna cercare di maturare tranquillamente. Mi hai sempre detto di fare la qualità, non la quantità. Ora, nulla ci impedisce di avere molti studi classificati come tali e di conseguenza di non avere un mucchio di cose da vendere...
Dico mio malgrado perché sono convinto che i dipinti ci guadagnano quando si asciugano completamente nel Sud, finché l'impasto non si sia indurito del tutto, il che richiede parecchio tempo - vale a dire un anno. Se mi trattengo dall'inviartele è senz'altro meglio. D'altronde, al momento non abbiamo bisogno di esporle; di questo sono convinto... (...)


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Van Gogh -  Girasoli ( National Gallery, Londra )




28 Gennaio 1889  ( a Theo )


(...) Caro Theo,
solo due righe per dirti che la salute e il lavoro procedono così così. Ma lo trovo già stupefacente, confrontando la mia condizione attuale con quella di un mese fa. Prima sapevo che ci sia poteva rompere braccia e gambe e si poteva guarire, ma ignoravo che ci si potesse rompere anche il cervello e che pure quello potesse guarire. Mi resta una sensazione di tipo " a che pro ristabilirsi ", nello stupore che mi causa questa guarigione sulla quale non osavo più sperare.
In occasione della tua visita, credo che tu abbia notato nella stanza di Gaugain le due tele da 30 dei girasoli. Ho appena apportato gli ultimi ritocchi alle copie assolutamente equivalenti e identiche. Credo di averti già detto che ho anche un dipinto della " Berceuse ", quello a cui stavo lavorando quando a interrompermi è sopraggiunta la malattia. Di questa - oggi - ho ugualmente due schizzi. Immagino queste tele proprio in mezzo a quelle dei girasoli - che così formerebbero dei lampadari o candelabri di pari grandezza da un lato e dall'altro.
Ascolta: poiché siamo ancora in inverno, lasciami continuare tranquillamente il mio lavoro: se è l'opera di un pazzo, pazienza. In quel caso non posso farci niente. Le allucinazioni insopportabili però ora sono cessate, riducendosi a un semplice incubo, a borza di prendere bromuro di potassio, credo...
In fondo al nostro cuore,  io e il mio buon Gaugain capiamo, e se siamo un po' folli, pazienza, non siamo abbastanza artisti nel profondo per contrastare le inquietudini sul nostro conto con quello che esprimiamo col pennello?
Forse tutti un giorno avranno una nevrosi, l' Horla, il ballo di san Vito o quant'altro. Ma non esiste forse l'antidoto? In Delacroix, in Berlioz, in Wagner?  (...)






Vincent Van Gogh  da  I miei quadri raccontati da me ( A cura di Piergiorgio Dragone )



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