venerdì 18 dicembre 2020

IMPARANDO A PREGARE 2

 

NONOSTANTE I MIEI SFORZI LE MIE PREGHIERE SI SONO TRASFORMATE IN MINACCE


Padre divino  non posso fingere

di non avere paura di rivederti

ma credo che quando sarà l'ora

il mio coraggio si gonfierà

come un cowboy di spugna

immerso nell'acqua. Il mio padre

terreno era molto più coraggioso di me -

è venuto in America e non conosceva

l'inglese se non i testi dei

Rolling Stones e come dire  grazie

a Dio. La sua bontà finirà sul

mio conto, e se sì quanto presto?

Mi dispiace di aver ignorato la

miriade di segni, che ora sembra

evidente come la testa di un falco

su di un piatto vuoto. Io continuo

a svegliarmi sul fondo di piscine

il pelo dell'acqua a riflettere tutto ciò

che mi manca di più: i bicchieri di

whisky, le pillole, l'oleandro di

mia madre, che era dolce e

sempre verde, ma tossico in

ogni sua parte. So che è stato stupido

nasconderti ciò che ti nascosi;

ti hanno sempre incantato

le mie debolezze. Immagino

ti sia stancato di tutto quel

tuo fare, come un virtuoso

che cerca di non distruggere il

proprio flauto sulla scena. E in 

fondo i miei peccati erano religiosi:

due pesche rubate da un

banchetto, così dolci che ho

assaggiato anche i pezzi rimasti

tra i denti. So che non è una

ragione, ma il solo pensiero di quelle

pesche ora mi fa venire l'acquolina.

Penso alla notte che passai a letto

leggendo Dream Songs all'amante di

un altro uomo - arrivammo fino a

" a green living / drops

limply " prima di ritrovarci

tra noi avvinghiati, il gatto

ancora addormentato ai nostri piedi.

Concedimi questi tesori, Signore.

Il tempo distruggerà ciò che non

si spiega - anche il tempo, anche te.



                                                ***

                        

SCUSE


Signore, desideravo essere impotente,

senza sesso come una virgola, tranquillo

come cotone che galleggia in uno stagno. Invece

mi sono lanciato nelle passioni come tigre

spicca il balzo dall'orlo

del mondo. I miei antenati lanciavano ossa

dai cannoni e dove atterravano avrebbero

costruito casa. Questo per dire che sono nato

re del nulla, tirato fuori dal nulla come una carota

sgusciata dal terreno. Sto ancora imparando

le regole di casa: non ferire qualcosa che

possa sorridere, non trattenere dolore che non sia

il tuo. La mia prima volta - braccia

scure, labbra carnose, intensa come uno sparo -

ci abbandonammo l'uno nelle cosce dell'altra.

Lei disse  duset daram, mano

tanta bezar - Ti amo, lasciami 

sola. Vedi? Così torno di nuovo a

riaprire ferite. Dovreste espormi

in un museo. Starei lì in posa

come un brutto evento storico,

sorridendo alle macchine fotografiche

come monito nella sola retorica della

vittima. Da bambino strappai via

dal mio primo Qu'ran le cento e

nove pagine sull'inferno.

Signore generoso e rigoglioso,

potrei sentirti dietro i miei occhi

e sotto la mia lingua, darmi la scossa

ogni notte come una vecchia batteria.

Cosa mi sarebbe mancato senza l'inferno? Ora

che ti ho succhiato a fondo come un pollice,

a malapena mi prenderei il disturbo di

presentarmi. Saprò mai quando

il mio lavoro sarà finito? Ora sono quasi

pronto per mostrarti il casino che ho fatto.



                   Kaveh  Akbar    Inediti                   



2 commenti:

  1. Ma sono state scritte in italiano? - non sembra...

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  2. Infatti : la traduzione è di Alessandro Brusa.
    Confesso che sono un po' inadempiente nel non riferire il nome del traduttore ( perché un buon traduttore fa la differenza ), ma non l'ho fatto finora perché - non essendomi sempre disponibile - lo ometto.
    Ma è un errore che hai fatto bene a rimarcare.

    Grazie della visita.

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