venerdì 24 luglio 2020

IL PENSIERO DI EMMANUEL




   " Il dolore è come un ospite troppo grande: costringe a cambiare le misure" . ( E. Mounier )


(...) Lo sforzo spirituale, in una religione di trascendenza, di
      interiorità e di incarnazione nel tempo, dev'essere sollecitato
      in altezza, larghezza e profondità. Essa non dovrebbe mai 
     inoltrare un rifiuto o proporre un sacrificio che non sia accolto
     e come negato in una accettazione superiore:lo sforzo esclusivo
     contro l'istinto fa perno sul rifiuto e prima irrigidisce, presto
     paralizza tutta la vita psichica in un atteggiamento abituale 
     d'inibizione. Chi passa tutta la vita a frenare, a respingere, a
     calpestare, non riesce a proporre alla vita altro che gesti di
     negazione e di ripiegamento; l'iniziativa e la creatività, come
     l'amore, vengono solo da un'apertura interiore. Ecco la 
     sorgente di quella tristezza opaca e un po' ebete che troppo 
     spesso vediamo entrare e uscire dalle chiese e dai templi .(...)



              Emmanuel  Mounier   da     L' Affrontement chretien 



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