lunedì 4 marzo 2019

L'ILLUSIONE DI NARCISO 1

 
 

" Non può esserci un Dio perché - se ce ne fosse uno - non crederei che non sia io "  ( F. Nietzsche )


(…) Caravaggio, seguendo il mito raccontato da Ovidio,ci presenta
       il giovane Narciso affacciato sulle acque che gli restituiscono
      - in una perfetta simmetria avvolta dal buio - la sua immagine
        adorata. La bellezza di Narciso contiene - si capisce - una
      trappola mortale:la fascinazione per se stessi può essere fatale.
      E' quello che accade anche nel mito: nel tentativo di afferrare
      la propria immagine riflessa, il giovane Narciso sprofonda
      nell'abisso delle acque perdendo la propria vita. Freud aveva
      coniato da questo mito una figura fondamentale della clinica
      psicoanalitica : il narcisista è colui che perde la propria vita
      restando alienato nell'infatuazione esaltata ma sterile per la
      propria immagine.Nel mito di Ovidio, Narciso è - infatti - colui
      che suscita ammirazione e amore, ma che non può - a sua volta
     - né provare né ricambiare in nessuna forma. L' anestesia
      affettiva è un tratto anche clinico della personalità narcisistica
      che segnala la sua impossibilità di entrare in una forma di
      legame con l'altro in quanto tutta la sua libido appare
      sequestrata dal proprio Io. Non a caso per Freud, l' Io è il
      primo oggetto di investimento libidico, il suo "serbatoio "
      originario. Il che significa che l'essere umano non nasce
      predisposto all'altruismo ma, casomai, al culto di se stesso. Il
      narcisismo definisce la tendenza dell'uomo che contrasta
      radicalmente con la tesi aristotelica dell'uomo come animale
      sociale. Il nostro Io è il primo grande e insidioso idolo alla cui
      potenza immaginaria la nostra vita si consacra. Il fascino di
     Narciso è lo stesso che troviamo nell'autosufficienza enigmatica
     del gatto - per riprendere una nota immagine di Freud - che
     contrasta con la fedeltà obbediente e servile del cane altruista.
     Si tratta di una differenza che riguarderebbe - sempre per 
     Freud - anche lo sviluppo dei sessi : il bambino tende ad
     accentuare la  dipendenza ( anaclitica ) dalle cure materne 
     sulle quali si appoggia, alla ricerca di un sostegno ( è più cane
     che gatto ); mentre la bambina resta più facilmente attaccata
    ( narcisisticamente ) alla propria immagine ( è più gatto che
     cane ). (…)




            Massimo   Recalcati  da          I Tabù del mondo 





                                                          
 
 
    Narciso   (  Caravaggio )
 
 


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