mercoledì 27 marzo 2019

LA BELLEZZA IN FOTOGRAFIA 2

 
 

                                                                       Robert Adams   ( America )


(…) La parola " sincerità"  - quindi -va applicata all'arte con
       cautela, riferendola semmai a quella che potremmo chiamare
       la sincerità del distacco dai condizionamenti dell'artista. Con
       questo, stiamo sfiorando un nodo critico legittimo, perché al
       centro del nostro interesse è l'essenza dell'arte, la
       conformazione complessiva che un artista trova nella sua
       materia, il significato che scopre nell'apparente confusione
       della vita.
       Altro metro di giudizio improprio è la " biografia",la vita dell'
       artista.Non si possono disprezzare le poesie di Marianne
       Moore per la sua abitudine ad indossare abiti stravaganti, o i
       racconti di Faulkner per la sua fama di bevitore, così come
       non si può attaccare una fotografia perché chi l'ha fatta lavora
       per " Life" o all'Università, è socialista o meno e così via.
       Secondo il critico Max Kozloff le note di presentazione di un
       fotografo dovrebbero specificare - tra l'altro - " le origini di
       classe dell'artista  e i suoi rapporti professionali ". Come
       regola generale vale invece il contrario, perché le uniche cose
       che distinguono un fotografo da chiunque altro sono le sue
       immagini, il solo motivo del nostro particolare interesse nei
       suoi confronti. Del resto, se non si possono capire le immagini
       senza conoscere i dettagli della vita privata dell'artista, questa
       sarebbe una buona ragione per scartarle. L'arte - per
       definizione - è indipendente da chi l'ha prodotta.
       Col passare degli anni spero anche che i critici possano
       liberarsi del loro pesante accademismo per arrivare alla verità
       Elaborati schemi concettuali di interpretazione - come la
       psicoanalisi - tendono perlopiù ad allontanare dalle fotografie
       e a semplificare oltremodo il mistero e la qualità dell'opera.
       George Orwell ha scritto che " si può interpretare " una poesia
       solo riducendola ad allegoria, che è come mangiare una mela
       per i suoi semi". Mi piace la similitudine perché conosciamo
       tante splendide immagini di mele ( Cézanne, Stieglitz, Steichen,
       etc ),
       ma non perdiamo per questo il piacere di mangiarle.Per alcuni
       però,le idee costituiscono l'interesse primario.Orwell mostrava
       i pericoli di un'eccessiva interpretazione, citando un passaggio
       da un libro su Amleto :" Nell' Amleto, un desiderio inconscio
       di incesto impedisce all'eroe di sposare la ragazza che ha
       corteggiato".Quindi proseguiva con un commento che mi piace
       ricordare agli amici intellettuali : " Davvero molto ingegnoso,
       ma quanto sarebbe stato meglio non averlo detto! ". Come
       sarebbe parsa migliore la storia, più ricca, più complessa,
       come la vita stessa .   (…)


            Robert Adams    da     La Bellezza in fotografia

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