domenica 16 settembre 2018

AUTUNNO ( La pace dei boschi ) 3

 
 

                                                                     L' Autunno d' Ottobre



(…) Sì, dopo la vendemmia e la torchiatura, mentre l'odore del
       mosto impregnava ogni cosa riempiendo perfino le valli tra le
       colline, intere serate gioiose erano dedicate a sgranare la
       mèliga, in casa ora dell'uno, ora dell'altro: si invitavano i
       vicini o gli amici perché sfogliare le pannocchie era lavoro
       lungo e noioso ma, fatto da tanti, appariva veloce e forniva l'
       occasione di cantare e brindare alla stagione che moriva in un
       tripudio di frutti. I giovani e le ragazze aspettavano quelle
       serate della sfogliatura e fantasticavano su incontri e amori,
       mentre l'abitudine a vivere in cascine isolate spingeva gli
       adulti al piacere di stare insieme, di " contarsela" prima del
       rigido inverno. Seduti sui mucchi di granturco raccolti nell'aia,
       noi ragazzi sapevamo come inframmezzare il lavoro e renderlo
       divertente: tra risate e battute, soprattutto al sopraggiungere
       della penombra, lanciavamo i torsi leggeri alle ragazze belle,
       oppure le pannocchie nella schiena di quelle brutte; e quando
       colpivamo la testa di qualche adulto, lamentele e minacce non
       facevano che accrescere il divertimento.Qualcuno traeva dalla
       fisarmonica, così familiare allora nei paesi, note struggenti in
       cui l'allegria andava sempre a braccetto con la malinconia…
       Ma intanto il granturco era pronto per essere trebbiato e poi
       macinato: promessa di polenta abbondante per l'inverno
       incipiente. Una parte della mèliga  era solo " sfogliata",
       lasciando due foglie così da permettere di legare insieme le
       pannocchie e di appenderle ordinate ai balconi in legno:
      arazzo colorato che avrebbe acceso le grigie giornate invernali
      o esaltato le corti innevate. Poi, anche quelle spatolate di
      arancio si sarebbero via via sgretolate in chicchi di cibo per le
      galline.  (…)


                     Enzo Bianchi    da   Ogni cosa alla sua stagione


                                          
                                            Le cose che aspettano il loro tempo...
                                

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