martedì 18 settembre 2018

CHE COSA HA ORIGLIATO PAUL?

 
 



L' ALTRO

Più profonde ferite che a me
inflisse a te il tacere,
più grandi stelle
ti irretiscono nella loro insidia di sguardi,
più bianca cenere
giace sulla parola, cui hai creduto.


                             ***


HAI OCCHIO

Hai occhio
per l'uncino nella
parete del mio cuore,
orecchio
per il parlare fra noi,
lui
e me
come ci fosse
spazio per tutto il già detto?

Se più non l'hai,
voglio venire ancora una volta
ed essere lui.


                                    ***


NESSUNO - NON DIMENTICARE - NESSUNO

Nessuno, non dimenticare, nessuno
si piagava frugando, fra i sentieri del cuore,
nel tuo tenero interno.
Fin che una parola ti uscì dalla bocca,
riservata e taciturna:
con essa, non dimenticare, tu vivi,
da essa ti cresce la forza
per ascoltarmi, quando dico io a te :
vieni, io ti voglio,
ti voglio non amare -.


                                  ***

A CHI SGORGA IL SENTIRE DALL' ORECCHIO

A chi sgorga il sentire dall'orecchio
e scorre per le notti:
a lui
racconta ciò che hai origliato
dalle tue mani.

Le tue mani migranti.
Non hanno cercato
di afferrare la neve verso cui
crescevano i monti?
Non sono discese
nel cuorpalpitato silenzio dell'abisso?
Le tue mani, le viandanti.
Le tue mani migranti.



       Paul Celan   da   Racconta ciò che hai origliato dalle tue mani

2 commenti:

  1. Belle poesie, con un meraviglioso e struggente violino, uno strumento che, insieme al pianoforte e alla chitarra, amo molto...

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  2. Il riferimento alla scena del bellissimo film è dato dal fatto che sia Paul ( Celan ) sia Frantz,( il violinista ) sono persone sensibili e fragili… Alcune poesie di questa raccolta sono state scritte in una casa di cura per malattie psichiatriche...

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