venerdì 8 maggio 2020

POLITICA DELLA BELLEZZA 1




  " Pensa a tutta le bellezza rimasta ancora intorno a te e sii felice " .  ( Anna Frank )


(...) Coniugare estetica e politica, o bellezza e città, può sembrare
       un'idea decisamente azzardata - ai giorni nostri - mentre era
       comune e fondamentale nella vita della Grecia antica. Despoti
       orientali e principi europei dilapidarono i loro patrimoni per
       far erigere monumenti di imperituro splendore, in gloria dei
       loro Dei - e naturalmente di loro stessi - ma anche per 
       allietare la gente che governavano - e che tassavano. Una
       popolazione turbolenta veniva placata dalla bellezza e dalla
       edificazione della bellezza : giardini d'acqua, palazzi d' estate,
       padiglioni stravaganti, cattedrali, mausolei, memoriali, cosa
       che ancora oggi continua con i grandi viali e gli imponenti
       edifici delle nazioni repubblicane. Le opere estetiche 
      guadagnavano al sistema l'orgoglio politico e il consenso della
      gente, e questo sia nella Mosca comunista che nella 
      Pietroburgo zarista, sia nella Roma fascista che a Washington,
      con templi di marmo bianco per i suoi eroi secolari.
      Questo modo di coniugare estetica e la città, lascia però la
      psiche insoddisfatta. L'estetica è ridotta a politica, mentre la
      bellezza serve uno scopo ulteriore : la manifestazione
      tangibile e concreta della dottrina: la propaganda fissata nella
      pietra.
      Io credo invece che la relazione fra estetica e politica sia più
      personale e psicologica. Sta nelle nostre reazioni nei confronti
      del mondo in cui viviamo. Ogni giorno il nostro senso del
      bello gira per il mondo, ci accompagna in macchina, nei
      negozi, in cucina.Nell'arco della giornata è un continuo, sottile
      rispondere esteticamente al mondo. Vediamo le sue immagini,
      sentiamo gli odori che ci trasmette e - impercettibilmente - ci
      aggiustiamo al suo volto. Ed è in questi aggiustamenti, proprio
      perchè sublimali, che oggi è nascosto l' " inconscio". Siamo
      inconsci delle nostre risposte estetiche.  (...)



                     James  Hillman   da    Politica della bellezza

             

Nessun commento:

Posta un commento