martedì 12 maggio 2020

L'ORA INCERTA DI PRIMO




                                                 E che non starei al mondo senza di te...


11 Febbraio 1946

Cercavo te  nelle stelle
quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto te alle montagne,
ma non mi diedero che poche volte
solitudine e breve pace.
Perché mancavi, nelle lunghe sere
meditai la bestemmia insensata
che il mondo era uno sbaglio di Dio,
io uno sbaglio del mondo.
E quando, davanti alla morte,
ho gridato di no da ogni fibra,
che non avevo ancora finito,
che troppo ancora dovevo fare,
era perché mi stavi davanti,
tu con me accanto, come oggi avviene,
un uomo una donna sotto il sole.
Sono tornato perché c'eri tu.


                                           ***

ATTESA

Questo è tempo di lampi senza tuono,
questo è tempo di voci non intese,
di sonni inquieti e di vigilie vane.
Compagna, non dimenticare i giorni
dei lunghi facili silenzi,
delle notturne amiche strade,
delle meditazioni serene,
prima che cadano le foglie,
prima che il cielo si richiuda,
prima che nuovamente ci desti,
noto, davanti alle nostre porte,
il percuotere di passi ferrati.


                                              ***

LE STELLE NERE

Nessuno canti più d'amore o di guerra.

L'ordine donde il cosmo traeva nome è sciolto;
le legioni celesti sono un groviglio di mostri,
l'universo ci assedia cieco, violento e strano.
Il sereno è cosparso di orribili soli morti,
sedimenti densissimi  d'atomi stritolati.
Da loro non emana che disperata gravezza,
non energia, non messaggi, non particelle, non luce;
la luce stessa ricade, rotta dal proprio peso,
e tutti noi seme umano viviamo e moriamo per nulla
e i cieli si convolgono perpetuamente invano.


                                            ***

12 Luglio 1980

Abbi pazienza, mia donna affaticata,
abbi pazienza per le cose del mondo,
per i tuoi compagni di viaggio - me compreso -
dal momento che ti sono toccato in sorte.
Accetta, dopo tanti anni, pochi versi scorbutici
per questo tuo compleanno rotondo.
Abbi pazienza, mia donna impaziente,
tu macinata, macerata, scorticata
che tu stessa ti scortichi un poco ogni giorno
perché la carne nuda ti faccia più male.
Non è più tempo di vivere soli.
Accetta - per favore - questi 14 versi,
sono il mio modo ispido di dirti cara,
e che non starei al mondo senza di te.



                Primo  Levi    da        Ad un'ora incerta



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