lunedì 18 maggio 2020

PIANISSIMO




                                                   Come albero ignudo a mezzo inverno..


Taci, anima mia. Son questi i tristi 
giorni in cui senza volontà si vive,
i giorni dell'attesa disperata.
Come albero ignudo a mezzo inverno
che s'attrista nella deserta corte,
io non credo di mettere più foglie
e dubito d'averle messe mai.

Andando per la strada così solo
tra la gente che m'urta e non mi vede,
mi pare d'essere da me stesso assente.
E mi accalco ad udire dov'è ressa,
sosto dalle vetrine abbarbagliato
e mi volto al frusciare d'ogni gonna. 
Per la voce di un cantastorie cieco,
per l'improvviso lampo d'una nuca,
mi sgocciolano dagli occhi sciocche lacrime,
mi s'accendono negli occhi cupidigie.
Ché tutta la mia vita è nei miei occhi.
Ogni cosa che passa la commuove
come debole vento un'acqua morta.

Io son come uno specchio rassegnato
che riflette ogni cosa per la via.
In me stesso non guardo perché nulla
vi troverei.
E, venuta la sera - nel mio letto -
mi stendo lungo come in una bara.



                   Camillo  Sbarbaro    da una   Silloge del 1914



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