domenica 3 novembre 2019

L'OLMO DI VILLALTA 1

 
 

 " Non omnes arbusta iuvant umilesque myricae…"  (  Non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici…"   ( G. Pascoli )


(…) La piccola e la micro proprietà, caratteristica di quel lembo
       della pianura friulana occidentale, comportava azioni tali da
       incidere - segmento dopo segmento - come una serie di piccole
       catastrofi che solo alla fine avrebbero creato il deserto.
       All'abbandono del lavoro dei campi - del resto - seguiva la
       vendita dei micro fondi e l'accorpamento di questi alle
       proprietà più ampie di chi aveva deciso di continuare l'attività
       agricola.
       Per non parlare degli animali, di quelli che scomparvero, non
       solo le lucciole di pasoliniana memoria. Dai campi sparirono,
       dopo la creazione del deserto produttivo e l'avvento dei
       diserbanti, le lepri e i fagiani, le talpe e il topo di campagna,
       i loro piccoli predatori di terra e di cielo.Nel cielo, soprattutto,
       scomparve una varietà numerosa di uccelli. Il silenzio del
       cielo, dove prima era stato un coro di gorgheggi e di richiami,
       fu notato da pochi quando i motori, le radio e la televisione
       cominciarono ad occupare sempre più lunghe ore della
       giornata.  (…)




                     Gian  Mario  Villalta     da     L' olmo grande


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