martedì 5 novembre 2019

LE BAMBINACCE

 
 

                                                                Era lì la cosa, la casa, la rosa…



LA BAMBINA CHE AVEVA SCOPERTO UNA COSA

C'era una bambina
che aveva scoperto
di avere una cosa
tra le gambe,
sotto le mutande,
seduta stante
( ma pure in piedi ).
" La vedi ? " diceva.
Era lì, la cosa.,
la casa, la rosa.
Non sapeva bene
come chiamarla
ché stava sempre lì
e lei la indicava.
Indicava alla madre
indicava al padre
in certe serate
con certe risate
poi
ridevano meno
se la indicava
ai marinai,
ai parrocchiani
e perfino ai cani.
Che cos'era quella casa,
quella rosa, quella cosa :
mica lo sapeva.
E c'era poco da vedere
perché c'era e non c'era
a volte credeva che
fosse solo nella mente.
Infatti la mattina
si svegliava e faceva
come niente, come
se non c'era. Eppure
c'era moltissimo, c'era
e lo sapeva e non
lo sapeva ma allora
che faceva? La indicava
e chiedeva che cosa
era quella cosa,
una cosa in particolare
o una delle tante
cose nelle mutande
e nessuno rispondeva.
La madre rideva,
il padre rideva,
il marinaio no,
sorrideva e diceva:
" Te lo spiego nella stiva".
Il parrocchiano inorridiva,
il cane non faceva
né bau né una piega
ma la cosa c'era.
Poi una sera
in una congrega
chiedeva cos'era
e se era o non era
e un bambino le disse :
" Chiamiamola Eva ".


                                      ***

LA BAMBINA CHE ODIAVA I TABU'

C'era una bambina
che odiava i tabù.
Le dicevi : " Tu
non devi fare questo".
Le dicevi: " Orsù,
non devi fare quello.
Pensare a cose sconce
pensare a un uccello
pensare a cose dolci
pensare a un pisello ".
E lei subito immaginava
un prof di trigonometria
nudo come un verme
che la portava via.
E lei all'istante pensava
a un prete assatanato
che sceglieva proprio lei
per dire addio al celibato.
Le dicevano : " Non farlo!"
e lei subito faceva.
" Non devi mai pensarlo! "
e il pensiero s'accendeva.
" Evita i maschiacci!
Guardati dalla poesia!".
E lei giù subito abbracci
con poetastri e chicchessia.
" Non badare all'uomo!
Non deragliare dalla regola!".
E quella subito limona
devastata dalla fregola.
" Non fare la sciocca!
Sarai una bambinaccia!".
E lei subito bisboccia
con la peggiore feccia.
I genitori disperati
temevano già il crimine,
quella oltrepassava
ogni umano limite.
Ormai senza più paure
si arresero al tabù,
le dissero: " Fai pure
quello che vuoi tu".
Fu allora che la bimba
scandalosamente
scoprì che non aveva
più voglia di far niente.


                                            ***

LA BAMBINA SENZA VERGOGNA

C'era una bambina
che credeva a tutto.
Un giorno un farabutto,
un bimbetto canaglia
le offrì della ganja
e solo per farsi bello
le tese un tranello.
" Ho visto uno scoiattolo
dentro quel bugigattolo! ".
Lei scevra da indugio
lo seguì nel pertugio.
Una volta nello stanzino
le fu alzato il grembiulino,
e il bimbo si infilò là sotto
per ordire il suo complotto.
La sera stessa
come la santa messa
in filodiffusione
partì la visione
in ogni cameretta
sotto ogni coperta
di quel filmino rubato
del sogno bagnato
che sognarono in tanti
senza essere amanti.
La mattina successiva
mentre la bimba si vestiva
le arrivò un messaggio:
" Posso averne un assaggio ?"
In classe fu il delirio
un'orda in visibilio
ché dopo la nottata
quella s'era presentata!
Non si era nascosta:
che bella faccia tosta!
Una parata di schermi
l'accolsero con scherno
tutti pronti alla gogna
di chi non ha vergogna.
La maestra non capiva
per cui si innervosiva,
la secchiona di turno
tentò di farle il punto,
e la vecchiaccia incredula
sbraitò con voce querula:
" Di certo ai miei tempi
non c'eran questi scempi! .
Poi per darle una lezione
mise la bimba in punizione.
Ma la bimba - è sicuro -
non ci sta faccia al muro.
Con le spalle alla parete
dice : " Ora vedrete ! ".
Si abbassa le mutande
nel silenzio disarmante
poi va dalla vecchiaccia
e gliela sbatte in faccia,
comincia a far lezione
fino a ricreazione
oltre la campanella
ché la lezione è bella
una cosa mai vista
anzi già vista
ma ora è lei la regista.


                                            ***

LA BAMBINA CHE AMAVA TROPPO

C'era una bambina
che amava troppo
ma non sapeva amare.
Il cuore si rabbuiava
per lo spreco d'amore:
non è buona creanza
se l'amore avanza,
i rimasugli nel piatto,
il budino intatto.
Il cuore formica
della bimba cicala
raccoglieva di soppiatto
quei resti d'amore,
si nutriva di nascosto
spolpava le ossa
leccava la salsa
puliva la glassa
poi metteva in dispensa
ché temeva la fame.
Ma l'amore marciva
dopo tre giorni puzzava,
era amore avariato.
Si facevano i vermi:
la dispensa gremita
di scarti e di germi.
E la bimba cicala
altro amore sprecava.
Il cuore in affanno
raccoglieva in un panno,
congelava gli avanzi
e poneva nel frigo
ché temeva la fame.
Ma l'amore gelato
non dava calore
e se si scioglieva
sembrava annacquato.
Non c'era rimedio
a uno spreco sincero.
La bimba amava troppo
amava l'amore stroppio
e odiava le dispense
odiava le conserve
l'amore sott'olio
l'amore sott'aceto
l'amore sotto zero
l'amore pretesto
l'amore col pesto
la tenuta stagna
degli amori trascorsi
la lagna dei risparmi
l'amore dei rimorsi.
Quando arrivò la carestia
la bimba fuggì via,
lontano da casa
dai sottoscala
dalle credenze
dalle cantine
da barattoli
tappi e scatoline
e infine infame
temendo la fame,
il cuore vile
non la seguì.
La bimba dissipò
ciò che restava
fino allo stremo
fino alla morte
senza pudore
strafatta d'amore.
Della sua carcassa
delle sue ossa
degli attimi inquieti
non fate amuleti.
Non abbiate cura
non date sepoltura
non date tregua
non date retta
siate rapaci
siate ingordi
siate balordi.
Niente ricordi
solo bagordi.


                                         ***

LA BAMBINA CHE AVEVA LA MALINCONIA

C'era una bambina
che aveva la malinconia.
E' una bella compagnia ?
" Non lo so, ma è mia "
diceva. La malinconia
 la portava via
ogni santa mattina
nella propria scia
e la stringeva a sé
nel caldo dell'abulia
fino a fine giornata
e nella nottata come
una bambola invisibile
si stringeva alla bimba,
ne era indivisibile.
Nessuno la vedeva
né il fratello o il padre
nessuno la voleva
di certo non la madre.
Nessuno le credeva,
stava silenziosa in croce
accanto alla sua preda
ammutolita e atroce:
la malinconia era una bimba
che non alzava mai la voce.
La bambina le voleva bene
come vuoi bene alle catene,
se non hai avuto niente
nella pena delle pene.
La malinconia era miele
e fiele, era lì tutte le sere,
la malinconia era fedele
non sapeva se doveva
perderla o tenerla,
se la malinconia era
davvero bella averla,
eppure c'era ed era
tutto ciò che aveva.



           Veronica Raimo  &  Marco Rossari   in     Le bambinacce



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