domenica 1 agosto 2021

LA FIGURA DI CAINO SECONDO GUALTIERI



                                                   Giovanni Duprè -  Caino  ( Detail )



" Mi sono tenuta a una certa distanza dalla pagina biblica, lontana da qualunque tentativo esegetico, attratta piuttosto dal silenzio che regna intorno alla figura di Caino e dalla potenza di questa icona : si staglia solidissimo in un deserto abbagliante, a muso duro, con un fratricidio che pesa sulle spalle, la maledizione della terra, la lontananza dal volto della divinità. E poi eccolo dare inizio, con la costruzione della prima città, alle nere arti  della tecnologia, rese nere più che altro dallo smarrimento dell'etica, che non ha seguito l'immenso sviluppo tecnico.

L'enigma del male, il mysterium iniquitatis, è un fondale che non possiamo non indagare, anche se non siamo capaci dell'immensa apnea che richiede. Questo è il mio primo tentativo, ancora impregnato dell'ombra che ho cercato di attraversare, colpita dalla reticenza di questo tema ad avere una parola definitiva. Non la si potrà mai pronunciare, per fortuna. Nessuno la possiede per intero e chi ha creduto di possederla, ha troppo spesso seminato dolore. "

              ( M. G.  )




Guardami -

non prometto niente di buono.

Sono messo qui a dirti qualche cosa

che non capisci bene -


Io sono la prima profezia.

La profezia che porto nella carne

è questa: calpesterai ciò che ami.

Molto vicino, intorno

e dentro te - ciò che ti fa vivo

lo massacrerai.


La profezia è questa :

ti butterai in un agire furioso

fino alla rovina.


Dopo non so. Non so.

Non so cos'altro covi.


Io sono Caino. Non sono l'antenato

non abito un passato favoloso

non sono la pagina di un libro

io non sono il reietto

il primo malriuscito che s'accantona e si perde

una manovra sbagliata della creazione

io non sono

una patologia malata.


Non sono la favola stantìa

di due fratelli nello scenario vuoto

del principio. Io vivo adesso

dentro ogni umano, e lo strattono

fino all'insolenza, fino al delitto

a volte.


Sono il tuo infecondo, il secco, la desolata riva

da cui guardi la terra fertile degli altri,

il loro stare bene e te ne duoli, ti rodi,

la più sterile riva

su cui piombi stremato, a volte.


Sono io il mistero

del male che ti attrae

e con cui ti batti. Sempre.




                                 Mariangela  Gualtieri   da   Caino



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