mercoledì 12 maggio 2021

NEL CONTAGIO 2

 

UNA PROFEZIA TROPPO FACILE


(...)  I virus sono fra i tanti profughi della distruzione ambientale. Accanto a batteri, funghi, protozoi. Se riuscissimo a mettere da parte un po' di egocentrismo, ci accorgeremmo che non sono tanto i nuovi microbi a cercarci, ma noi a stanare loro. Il bisogno crescente di cibo induce milioni di persone a mangiare animali che sarebbe meglio lasciar stare. Nell' Africa occidentale - per esempio - sta aumentando il consumo di selvaggina a rischio, fra cui i pipistrelli, che in quella zona sono malauguratamente anche i serbatoi di Ebola. I contatti fra i pipistrelli e i gorilla, dai quali Ebola può passare facilmente all'uomo, sono resi più probabili dalla sovrabbondanza di frutti maturi sugli alberi, dovuta a sua volta all'alternanza sempre più violenta di piogge anomale e periodi asciutti, dovuta a sua volta al cambiamento climatico. Fa girare la testa. Una concatenazione micidiale di cause ed effetti. Ma le concatenazioni come questa - che sono moltissime - hanno bisogno di essere pensate urgentemente da sempre più persone. Perché al loro termine potremmo trovare una nuova pandemia, ancora più terribile di questa. E perché alla loro origine remota ci siamo sempre e comunque noi, con tutti i nostri comportamenti.

Mi sono permesso un po' di enfasi - all'inizio - nell'affermare che quanto sta accadendo è già accaduto e accadrà ancora. Non era una profezia improvvisata. Non era nemmeno una profezia. Anzi posso aggiungere ora - appassionatamente - che quanto sta accadendo con la COVID -19 accadrà sempre più spesso. Perché il contagio è un sintomo. L' infezione è nell'ecologia.  (...)



                 Paolo Giordano   da      Nel contagio



Nessun commento:

Posta un commento