martedì 6 novembre 2018

ASSENZA E SOLITUDINE

 
 

                                                   Il tuo sorriso lo conservo dentro di me...


ASSENZA

E' forse per amore
che le parole cadono nel vuoto
come la sera sull'azzurro di pietra.

E' per furia di silenzio
che i canti affondano nell'assenza.

Oh tu,
luce accesa in me dall'eclissi
di quel sorriso che manca!

Poesia vana
davanti a uno sguardo che resiste
mentre il corpo brucia
nello specchio del ricordo.

Oh tu,
non sei nell'abbandono
dove il volto si rivela
nella gravità degli occhi bagnati d'amore!

Non sei nell'eternità
veste d'amore che trema
nel giorno sorpreso dai nostri corpi abbracciati.

Manchiamo
alle pigre luminescenze del tempo
alle tardive mense
alle lacrime di Cristo
e al languore così bello
della nostra fortunata fatica.

Il tuo viso mi abbandona
quando il mio pensiero si fa pressante;

il tuo sorriso
lo conservo dentro di me
inaccessibile all'assenza.

E' il sorriso
della tua voce quando precede
quello delle tue mani
che bacio abbassando gli occhi.


                                ***


LA LUCE DEL GIORNO LENTAMENTE

La luce del giorno lentamente traccia sul
corpo pudico di terra bianca il contorno di un
corpo amoroso.
Sul corpo nudo scivola la brezza del mattino.
Un vento breve drizza il seno
poi le anche. Sulla cima del ginocchio
impazzisce l'uccello del paradiso.
E' un cuore che palpita
o è la terra che si spazientisce?
Il desiderio si è disteso sul letto del fiume lontano.
Corpo d'amore
brace di luce
attendi la notte per l'amplesso solitario.
Sono io che ti invento
ti guardo fremere e muovere
la tempesta ti gonfia le labbra e ti irrigidisce il busto
una palma si china sui tuoi capelli che spandono fuoco
ti so fiume, leggenda e musica.
Ma il tramonto ti ha spento,
ultima stella che accompagnava il sole.
Giunta la notte, nessun pensiero ti esalta.
Questa è la solitudine:
un corpo appena nominato è portato via dalle parole.


        Tahar  Bell  Jelloun   da    Stelle velate . Poesie 1966 - 1995


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