martedì 4 gennaio 2022

QUESTUA ( e non finisce mica il cielo... )

 


                                                          Sì... non finisce mica il cielo...




Quello che cerco è di non vivere in questa galera

di uomini e sbarre di bit e di segnali afoni,

ammalata da sempre di viste dall'alto e di

sviste di coraggio, incapace di camminare

tra queste macchine di sale di gomorra,

affascinata da tombini e da stelle in  caduta,

bianca negli occhi come i ciechi o i vati,

topolino da fogna o cigno da salotto con collane

doppie al collo e pochi anelli al dito, calze nere

e lucido da scarpe nei capelli.


Quello che cerco è la tua malattia ancora da inventare

e gli anni che ho perso e che tu puoi ancora  srotolare

come un derviscio il suo tappeto da preghiera.

Tu hai una mecca e un oriente verso cui tendere e vivi

dentro il tuo mondo in bianco e nero, mentre io annaspo

in una miriade di colori sbiaditi dalla troppa acqua salata.

Tu ti specchi per ritrovarti al mondo, mentre io - al più -

mi aggiusto i posticci o le piume del cappello, in un 

tramonto da bagno che non riesco a controllare, come

la lampadina a intermittenza che ciangotta la sua fine

- inconsistenza elettrica sopra un lavandino crepato.




                                            frida




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