giovedì 31 ottobre 2019

CHI E' FASCISTA 1

 
 


(…) Se ripercorriamo la storia italiana negli ultimi sette decenni,
       incontriamo periodicamente momenti nei quali politici e
       intellettuali della sinistra, specialmente comunisti e socialisti,
       hanno denunciato il pericolo del fascismo, dove per fascismo
       essi non intendevano più soltanto il fascismo di Mussolini e
       neppure il neo fascismo dei suoi nostalgici seguaci ed eredi.
       Il fascismo di cui parlavano i comunisti e i socialisti era un
       nuovo fascismo, mascherato addirittura da antifascismo.
      Nel 1951 un autorevole esponente socialista, Lelio Basso,
      pubblicò un libro intitolato Due totalitarismi : Fascismo e
      Democrazia cristiana , per sostenere che " il vero pericolo  di
      totalitarismo in Italia non è rappresentato dai nostalgici del
      neo fascismo, ma dalla  Democrazia cristiana che allora
      presiedeva il governo del Paese con Alcide De Gasperi, un
      antifascista cattolico che si era opposto al regime fascista fino
      alla sua caduta.  ( rammento che l'analisi risale al 1951 ed è
      ovviamente di parte, n.d.r. ).
      Certamente il giudizio di Basso fu condizionato dall'esclusione
      dei comunisti e dei socialisti dal governo dei democristiani
      dopo il 1947.Ma già all'indomani della liberazione, il 29
      Aprile 1945, l'esponente socialista aveva denunciato l'esistenza
      di un nemico " più insidioso " del fascismo appena sconfitto,
     " cioè il fascismo camuffato e mimetizzato sotto spoglie anti
      fasciste e magari democratiche".
      Come si può vedere, furono soprattutto i comunisti a mettere in
     guardia contro la persistenza del fascismo nell' Italia governata
       dalla Democrazia cristiana. Palmiro Togliatti, segretario
     generale del partito comunista, sosteneva nel 1952 che " il
     fascismo, nel periodo attuale della nostra vita nazionale, è
     qualcosa di sempre presente, come pericolo e minaccia che
     incombe sopra di noi" perché " il proposito di tornare a una
     egemonia reazionaria del vecchio tipo, liquidando anche le
  forme della democrazia, è presente nel ceto dirigente capitalistico
   in misura più larga di quanto non si creda, nell'interesse della
   conservazione sociale in generale e dell'imperialismo americano
   in particolare. Per tutto questo il fascismo è tuttora presente
   come pericolo e minaccia seria, e bisognerà avere occhi aperti e
   animo vigilante per non essere travolti".  (…)


                         Emilio  Gentile   da    Chi è fascista


 Nota  :desidero precisare ai lettori che l'analisi di Gentile, pur
          essendo recente il testo ( pubblicazione dell ' Aprile 2019),  
          non è  applicabile alla politica dei giorni nostri, essendo
          troppo consistenti i mutamenti avvenuti in questi decenni e 
          soprattutto nei tempi recenti.
          E che viene qui riportata solo come analisi  storica, senza
          alcun riferimento ai Partiti politici sulla scena nazionale e 
          internazionale   ( alcuni dei quali sono scomparsi e molti
          altri sono di nuova costituzione, tali tuttavia da
           stravolgere  il panorama socio- politico contemporaneo
          dove già diventa arduo definire i concetti classici di
           Destra e di Sinistra , le loro peculiarità e le relative
          appartenenze.


                                          ( f )

 

2 commenti:

  1. Io proporrei una lettura di "piccolo discorso sul fascismo che siamo" della Murgia. Mi pare molto chiaro e sintetico

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  2. Grazie per il consiglio.
    Del resto , il discorso mi sembra oggi di grande attualità e urgenza ( purtroppo ) per non prenderlo in considerazione.

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