lunedì 26 agosto 2019

ODE A ORLANDO SORA 1

 
 


Essere

fino a morire
ed essere in tutte le cose.


                                                ***

 
 


Perdersi in chiarità, in leggerezza
nella luce, nell'aria;
dileguare, diffondersi
e rifletter l'incanto.

Una goccia, una sola,
sospesa
alla massima altezza,
festosa di iridi.

Sentirsi umili, puri,
nuovi a tutte le cose,
fino a stupire di sé:
frantume di specchio
in mille frantumi
e vedersi - miracolo - in tutti.


                                                ***



Calar sulle rose in rugiada
col venir della brezza
e rapir con la brezza il profumo alle rose.

Quell'essere e non essere più :
dissolversi, sparire.
E apparire improvvisa
in ogni giardino - di sera -
in visita, a palpiti,
fra tante stelle, una lucciola:

una nota d'oro, una sola,
e sentirsi - oh, stupore ! -
in gola a una rana,
gargarizzata laggiù dentro un fosso
a presagire la pioggia .


                                              ***



Indugiare per sponde fiorite
e trasparire, traslucere
fino a brillare sul muschio:

non avere meta, non avere stanza;
venire dal cielo e dal mare
per tornare al mare dal mare
come un bambino in vacanza.


                                              ***



Far come l'aria che passa
e rimuove le fronde
- nel respiro lo spirito
l'anelito stesso del tempo -
volare sui vanni del canto,
tumultuar con le onde.

Effondersi in tutto, in ciascuno,
nel seme nel suono.
Essere dentro le leggi del mondo:
gli elfi il drago le fate,
negli esseri che stanno dietro le leggi,
le furie la brama,
nel lampo nel tuono
nelle sere d' estate.



      Fabio Tombari  da    Essere ( su dipinti di Orlando Sora )

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