mercoledì 22 luglio 2020

LETTERE DI ABELARDO E ELOISA 4



LETTERA DI ELOISA

(..)Non ho mai cercato nulla in te - Dio lo sa -se non te; desideravo
    semplicemente te, nulla di tuo. Non volevo il vincolo di un
    matrimoni, nè una dote. Mi sforzavo di soddisfare non la mia
    voluttà o la mia volontà, ma le tue, come sai. E se il  nome di
    moglie sembra più santo o più importante,per me è sempre stato
    sempre più dolce quello di amica o, se non ti scandalizzi,
    concubina e persino prostituta. In questo modo, umiliandomi di
    più davanti a te, avrei potuto conquistare un valore più grande
   davanti ai tuoi occhi e,nello stesso tempo, non avrei danneggiato
    la tua fama e la tua grandezza. Anche tu - per tua bontà - ti sei
    ricordato almeno in parte di queste cose nella lettera che hai
    inviato ad un amico per consolarlo. In essa hai voluto esporre
    alcune delle ragioni con le quali tentai di distoglierti dalla 
    nostra unione e dall'infausto talamo, ma hai taciuto la maggior
    parte dei motivi a causa dei quali io preferivo la libertà dell'
    amore al vincolo coniugale. Invoco Dio come mio testimone; se
    Augusto, signore di tutto il mondo, si fosse degnato di offrirmi
    l'onore del matrimonio e mi avesse donato- per l'eternità - l'
    intera terra, anche allora mi sarebbe sembrato più dolce e 
    degno essere chiamata la tua meretrice piuttosto che la sua
    imperatrice.   (...)

LETTERE DI ABELARDO E ELOISA 5



LETTERA DI ELOISA

(...)Due doti, soprattutto,ti permettevano di sedurre in breve tempo
     qualsiasi donna :la piacevolezza dei tuoi versi e l'armonia delle
     tue canzoni, abilità che, come sappiamo, gli altri filosofi non 
     possedevano. Quasi per gioco, per riposarti dalla fatica degli
     studi filosofici, hai composto molte poesie e canzoni d'amore,
     poesie che, grazie alla loro straordinaria dolcezza nella lirica e
     nel canto, furono spesso cantate e mantennero continuamente il
     mio nome sulle labbra di tutti. Persino la gente semplice non 
     poteva dimenticare le tue melodie grazie alla loro dolcezza. Le
     donne sospiravano d'amore per la bellezza delle tue canzoni e,
     poiché la maggioranza di esse celebravano il nostro amore, io
     diventai in breve tempo famosa in molte regioni. Molte donne -
     allora -si infiammarono d'invidia perchè la tua giovinezza
     possedeva tutte le bellezze dell'anima e del corpo. Ora che sono
     stata privata di così tante delizie, anche colei che allora mi
     invidiava, è stata costretta dalla mia sventura ad aver
     compassione di me. Non è forse giusto che questa compassione
   - dovutami - addolcisca oggi l'ostilità dei miei nemici e delle mie
     nemiche di una vita?
     Tu lo sai: io, che ho molto peccato, sono completamente 
     innocente. Il crimine non è - infatti - nell'effetto dell'azione, ma
     nel sentimento che anima colui che agisce. La giustizia giudica
     non l'azione, ma l'animo col quale la si è compiuta. Solo tu che
     l'hai sperimentato puoi giudicare quali sentimenti io ebbi
     sempre verso di te. Sottometto ogni cosa al tuo esame, mi
     sottometto in ogni cosa al tuo giudizio.
     Dimmi solo questo,se puoi: perchè, dopo la nostra conversione,
     che solo tu decidesti, mi hai trascurata e dimenticata al punto
     che non ho più avuto il sostegno né dei tuoi colloqui - se mi eri
     vicino - né  di una tua lettera, se eri lontano.Dimmelo, ti prego,
     se puoi, o io dirò ciò che penso - o meglio - ciò che tutti
     sospettano. E cioè che fu la concupiscenza a legarti a me e non
     l'amicizia ; fu il desiderio sessuale e non l'amore. Quando
     dunque cessò il tuo desiderio,svanì anche tutto ciò che mostravi
     per poterlo soddisfare. Questa - mio dilettissimo - non è una 
     mia supposizione, bensì di tutti; non mia personale, ma di 
     ognuno; non privata, ma pubblica.   (...)




LETTERE DI ABELARDO E ELOISA 6



LETTERA DI ELOISA

(...) Mi meraviglio, mio unico, che tu, contro le norme epistolari,
      anzi, contro l'ordine naturale delle cose, proprio all'inizio dell'
      intestazione della tua lettera, abbia osato anteporre me a te
      stesso, cioè una donna a un uomo, una moglie al marito, un'
      ancella al signore, una monaca al monaco e al sacerdote una
      diaconessa, all'abate una badessa. Secondo l'ordine giusto e
      decoroso- infatti - chi scrive a persone di pari o superiore
      dignità, deve anteporre al proprio nome quello di coloro a cui
      scrive. Se - al contrario -si rivolge a degli inferiori - chi
     precede gli altri per dignità,precede nell'ordine della scrittura.
     Mi ha molto colpito che tu abbia accresciuto la nostra 
     desolazione, quando avresti dovuto confortarci e consolarci, e 
     che ci abbia fatto piangere quando avresti dovuto asciugare le
     nostre lacrime. Non è possibile ascoltare ad occhi asciutti la
     frase che poni quasi alla fine della tua lettera : " Se il Signore
    mi consegnerà nelle mani dei miei nemici ed essi mi vinceranno
    e mi uccideranno...".
    O carissimo, con quale animo hai pensato una cosa simile, con 
    quale coraggio hai potuto dirla? Dio non dimentichi mai le sue
    ancelle al punto da farle sopravvivere a te!Non mi conceda mai
    una vita che sarebbe per noi più difficile da sopportare di
    qualsiasi morte. E' invece giusto che sia tu a celebrare le nostre
    esequie, a raccomandare le nostre anime a Dio, ad inviare al
    Signore, prima di te, coloro che riunisti nel Suo nome; allora
    non saresti più turbato da alcuna preoccupazione per noi, e
    ormai certo della nostra salvezza,potresti seguirci serenamente. 
    Risparmiaci, ti prego, o mio signore, risparmiaci parole simili
    con le quali hai reso noi, che già eravamo infelici, infelicissime,
    e non ci sottrarre, prima della morte ciò che, in un modo o nell'
    altro, ci aiuta almeno a vivere.
    Chiedi, o mio unico che, se per qualche motivo concluderai
    questa vita lontano da noi, facciano portare il tuo corpo al
    nostro cimitero perchè tu possa ottenere, con questo ricordo
    quotidiano, una messe più ricca delle nostre preghiere. Ma
    davvero puoi temere che il tuo ricordo possa svanire in noi?
    Come potremo pregare allora, quando il nostro turbamento sarà
    tale che non vi sarà più spazio per alcuna quiete,quando l'anima
    non sarà più capace di ragionare, né la lingua capace di
    pronunciare parole? Quando la mente , più irata contro Dio -
    lasciamelo dire - che rassegnata al Suo volere, non Lo
    supplicherà con le preghiere,ma Lo infastidirà coi suoi lamenti?
    Allora avremo molto tempo per piangere, non saremo in grado 
    di pregare, ma vorremo soltanto che fosse giunto anche per noi
    il momento di seguirti nella morte e non quello di seppellirti;
    allora saremo sepolte e non costrette a seppellire. Dopo la tua
    scomparsa, quando perderemo con te anche la nostra vita, non
    ci sarà più possibile vivere. Voglia il cielo che non si viva fino a
    quel giorno! Il pensiero della tua morte è già per noi una morte.
    Che cosa avverrà se ci sorprenderà davvero questa tragedia?
    Dio non permetta mai che noi, a te superstiti,ti paghiamo questo
    debito, che noi ti debba soccorrere con quell'aiuto che invece ci
    aspettiamo da te!. Noi, il cielo ci esaudisca, non vogliamo 
    sopravviverti, ma precederti nella morte.  (...)





domenica 19 luglio 2020

CATTEDRALE DI NANTES





                                              Quest'organo non suonerà più...
                          Chi ama la musica e l'arte è in lutto.

                          Io sono in lutto.


                                      frida



sabato 18 luglio 2020

IL SILENZIO DELL'AMORE



                                                Quanta luce qui... e come è inospitale...


Bevi la mia anima con la cannuccia.
Conosco il suo sapore amaro d'alcol.
Ma non ti pregherò di smettere nella tortura.
Oh, io sono in pace da settimane, ormai.

Avvertimi però quando hai finito. E
non importa se non avrò più l'anima.
Prenderò la via qui accanto,
guarderò i bambini che stanno lì giocando.

Fioriscono i cespugli di uva spina
e qualcuno porta i mattoni nel recinto.
Chi sei: fratello o amante?
Non lo ricordo, e non serve d'altra parte ricordare.

Quanta luce qui, e come è inospitale.
Il corpo stanco intanto si riposa.
Ma - turbati pensano i passanti - è vero, sì,
è rimasta vedova ieri soltanto.




                           Anna   Achmatova   da   Il silenzio dell'amore


venerdì 17 luglio 2020

LA LINEA INUTILE DI LUZ MARY




                              Quando llegarà ese dìa que no me separe nunca màs de ti ?




LINEA INUTILE

Dopo l'addio
la tua mano è diventata un viavai nella memoria
e il tempo ha sbiadito il tuo profilo.
La porta ha lasciato andare la tua immagine
e il tuo gesto distorto nel ricordo
è scivolato
verso nessun luogo.



                      Luz Mary Giraldo  da  De artes y oficios

giovedì 16 luglio 2020

GATTI COME ANGELI 1





                                                 Prendevo dentro di me tutto il suo giorno...



ALMA DE CASA

Perché la notte scorsa, con la tua voce sbiadita
come un vecchio album di foto,
hai cantato per noi due fino al sonno.

Allora ti ho grattato la schiena
stamattina, piano piano, ascoltando i tuoi piccoli grugniti
di piacere mentre ci svegliavamo.

E proprio adesso, tra noi sul letto - gualcite lenzuola
color avorio, brezza fresca delle montagne -

c'è una grande farfalla, una monarca
con due ali immense e un cuore solo.

                                      Patricia  Goedicke


                                            ***

LA MOGLIE DELL' INSTALLATORE  NAVALE

Lo amavo soprattutto
quando tornava a casa dal lavoro,
con le dita ancora contorte dai tubi,
la camicia di jeans fiorita di sudore
e odorosa di sale, delle alghe secche
dell' oceano. Andavo da lui seduto
sull'orlo del letto, la fronte
sporca di grasso, le mani screpolate
infilate tra le cosce, e gli slacciavo
gli stivali dalla punta d'acciaio, gli massaggiavo le caviglie,
i polpacci, la pianta e gli ossi dei piedi.
Poi gli aprivo i vestiti e prendevo
dentro di me tutto il suo giorno - i fianchi
grigi della nave, le lunghe tubature di rame,
la voce del caposquadra che risuonava
sulle costole d'argento della chiglia, scintilla di piombo
che bacia il metallo, la morsa, il verricello,
il fuoco bianco della torcia, il fischio
e il lungo viaggio in auto verso casa.

                                          Dorianne  Laux

                                                         ***

SEGNALI BINARI

Ma che buffo, mi son detta,
che appropriata ( benché amara )
ironia, che questi
carnalissimi incontri - meri
corpi di notte
congiunti - finissero puri
come impulsi, virtuale comunicazione,
eterea segnalazione

solo
il mio corpo tradì l'illusione,
e il suo incalzante pulsare
scrivendo un suo proprio, deviante subtesto
balenato sugli oscuri oceani,
intermittente, invocando:
vieni  0  vieni  0 vieni.

                                                Brenda  Porster


                                                   ***

CURIOSANDO FRA I LIBRI

Nell' angolo più remoto della libreria
lei gli stava dietro in punta di piedi,
mentre lui assorbe le parole dei poeti,
le mani di lei sulla schiena, la pancia, il sedere
mentre i commessi girano affaccendati.
E le si chiede perchè le cosce che
ha visto nude un migliaio di volte prima
non le sono mai sembrate così invitanti
come adesso.
E glielo dice, con un tocco
che solo Thoreau e Wilde possono vedere,
ascoltando il suo nuovo respiro
con un fremito.

                                                Adhara   Law


                                              ***

IL CORPO DEL MASCHIO

Sia lode al corpo del maschio, sia lodato
tutto quanto: il fucsia
dei genitali, i plettri delle unghie
dei piedi. Ad ogni parte sia lode,
selvatico afrore d'ascella,
pancia dove l'occhio vigila,
scopre ogni cosa come un neonato,
l' a- piombo dei fianchi
sulla terra, la  chioma che odora
talvolta di sudato e
unto, altre ancora di sale;
sia lode alle gambe dell'uomo
che s'arcuano e incurvano
trasportando la stazza del
maschio; sia lode alle braccia,
la parte migliore, quando 
a mezzo ti piegano
come un'amaca o
una frombola. Mani rozze
e screpolate e pungenti
scorze di frutti indicibili,
mani che scompaiono
nella gentilezza; sia  lode al naso
del maschio e alle orecchie
recanti quelle caverne, orifizi
per sprofondare dentro il corpo i loro
misteri stuzzicanti; sia lode al dorso
come una vela spiegata, la spina dorsale
che si piega come un alberello;
sia lode a quanto -
regioni oscure della pelle- è nascosto
luoghi di pura energia
che pure se non vedono mai la luce
ne sono completamente intrise.

                                               Leonore  Wilson


                                                    ***

A DISTANZA DI ANNI LORENA *( BOBBIT ) PENSA AL PENE CHE HA AVUTO PER UN GIORNO

Come nella mia mano
era infinitamente meno
collerico,
come un uccello impaurito
non quell'arma
che avevo conosciuto
ma raggrinzito,
spaventato, un gattino ferito
raggomitolato
in se stesso, nella
mia mano come pelle, come
sacca amniotica in cui
trovare rifugio,
non era più
un pugno
di sangue che picchia,
una spada d'osso
e poiché sembrava
tremare,
sognare
la fuga, aprii la mano
e lasciai
che volasse via.

                                                Lyn  Lifshin



       
                                       da      Gatti come angeli


*  Il 23 Giugno 1993 Lorena Bobbit ( che poi risprese il suo cognome da nubile " Gallo "), stanca di subire abusi sessuali da parte del marito, con un coltello da cucina gli tagliò il pene mentre dormiva ( gettandolo poi dal finestrino dell'auto con la quale fuggì ). L'episodio, pur non essendo unico del genere nella storia criminale , suscitò all'epoca molto scalpore. Ora la donna si occupa - mediante una fondazione - di donne vittime di abusi e violenze sessuali.


GATTI COME ANGELI 2




                     Così io ti entrerei nella tempia : un'emicrania fedele per sempre...



DANAE

Ma è questo il modo di trattare
una cosiddetta figlia prediletta?
Chiusa in una torre
per il mio bene - ha detto-
ma in realtà voleva dire: niente sesso per te, cara,
finché non lo decido io;
e allora
su e giù a grandi passi,
sussurrando bestemmie
artigliando pareti di bronzo, pazza
di desiderio finché : lui venne e

guardando in alto vidi
illuminato pulviscolo d'oro danzante
in aria riflessi di sole che riempiono
ogni poro, il mio corpo in un bagno
di calore che si apre
a lui e lui che penetra
il mio più intimo bisogno.

Ora
nella mia camera la pioggia s'è alzata
l'aria vuota è ripulita
pura come spazio e io
di nuovo sola, ma consapevole
che dentro di me, in deposito, giace
un cumulo d'oro
un'estasi di memoria.

                                           Brenda Porster


                                           ***

OGNI FELICITA' ASSEDIATA DAI LEONI

A volte quando
ti accolgo nel mio corpo
riesco quasi a vederli: pazienti s'aggirano.
Quasi intravedo l'ombra della coda che si muove,
odo quasi il suono attutito degli artigli ritratti.
Questo è il momento - ne sono certa -
in cui anche loro sono meno sicuri.
E' il momento in cui potrebbero quasi lasciarci liberi.

                                         Jane  Hirshfield


                                               ***

LA PRIMA VOLTA

Ne sapevo poco, e quello che sapevo
non lo credevo - mi avevano mentito
troppe volte, così lo presi come
veniva, il suo corpo nudo sul lenzuolo,
i peli sottili arricciati sulle gambe come
belle conchiglie d'oro, il suo sesso
sempre più duro sotto la mia mano
eppure non duro come una pietra, il viso
contratto come colto da terrore, il sudore
che gli schizzava dai pori facendo scie
improvvise di piccole lumache quando le ginocchia
si serrano con lievi clic e sotto la mia mano
lui si raccolse tutto e si liberò e la piena
come latte gli sgorgò dal corpo; io
la vidi luccicare sulla sua pancia, quello che mi avevano 
detto e anche di più: me ne spalmai le mani
come una crema, misi la firma perchè durasse.

                               Sharon  Olds


                                       ***

CADO A PEZZI

 Che cosa significa un bacio in un rapporto come il nostro?
Una tregua di labbra? Che anche se siamo entrami animali,
tu non mordi? Dopo aver pomiciato al cimitero,
mi sono sentita cosparsa come le ceneri di quella coppia di sposi.
Hai letto la lapide ad alta voce :PECCATO, CI DIVERTIVAMO.
Spero che la mia polvere vada a nutrire un cactus
e il suo frutto diventi la tua tequila. Così mi berresti,
e io ti entrerei nella tempia: un'emicrania fedele per sempre.
Ma non potrei vedere il tuo pomo d'Adamo muoversi
mentre trangugi. Glu glu. Camminiamo quindi dritti
per un po', teniamo il paradiso a bada, OK? Baciami ancora,
soffiami dentro i tuoi piccoli acciacchi e la strana paura.
Cancella il mio nome, lasciami muta.

                                      Amy  Gerstler


                                           ***

DEDICATA A TE : SULLA SPIAGGIA

Tu hai
le mani talmente pulite e affusolate
da far sembrare l'oro
argento liscio o la pura roccia
sabbia
ma trattieni rossori
infinitamente piccoli
che rendono gloria a un colore
il tuo è l'arancio
le arance amore sono come te
una promettente
calma pelle e un succo
dentro
un succo
un correre dal deserto
Dio mio
guarda come corri
IL TUO CORPO E' UNA LUNGA ALA NERA
IL TUO CORPO E' UNA LUNGA ALA NERA.

                                 June   Jordan



                                  
                                   da       Gatti come angeli



mercoledì 15 luglio 2020

GATTI COME ANGELI 3




                                                         Gemi per dirmi se hai capito...


COME FARE A SEDURMI

Sii capace di piangere senza sforzo o vergogna.
Ama tua madre.
Fuma erba in cortile.
Fa' tardi alle riunioni di lavoro perché ti sei fermato
ad ammirare un pettirosso.
Indossa stoffa scozzese.
Pulisciti gli occhiali con l'angolo della camicia blu
rivelando dolci occhi castani.
Lascia che ti confessi tutto
dolcemente all'orecchio.
Cita Shakespeare parlando
del più e del meno.
Cita Blake durante
i preliminari.
Incantami con la nudità delle tue parole.

Sbatti la verità sul tavolo, nuda.
Sbatti me sul tavolo, nuda.

Ficcami la lingua in gola.
Tienimi i fianchi con tutt'e due le mani.
Chiudi gli occhi.
Dammi tutto
e quando avrò gridato il tuo nome
fammelo sussurrare.

Pensa a me ( qual è la parola che usi ? )
perpetuamente.

Fammi amare perfino le ingiustizie del passato
perché mi hanno portato a questo momento.
Mostrami quel che mi sono persa
finché non hai sorriso.

Sii solo te stesso.
Sono aperta.
Potrei morire per questo
ma senza questo
non vivrei pienamente.

Mandami qualche segnale
col capo, con gli occhi, con la mano, gemi
per dirmi se hai capito.


                                   Lytton  Bell


                                                   ***

POESIA SPORCA

C'è neve sui miei campi
ma l'aria è così calda che voglio
rotolare sulla schiena e dimenarmi.
Certo, il pianto che oscura la china mostra
il vincitore, e il tetto d'erba alta
sporge dalle rive,
ma io voglio cominciare ad amare e seminare.
Le mie gonfie colline, il mio bruno
fertile suolo pieno di lombrichi rossi come bocche,
il mio giardino,
perché non ti affretti
a toglierti i vestiti?

                           Margie  Piercy


                                              ***

POESIA SULLA SEDUZIONE

Voglio il guizzo del muscolo, un punto
d'incontro meno cerebrale: nessuna parola
che l'urlo del maschio, la gualcita 
faccia privata e la tua pelle onesta
che per me geme, sì,
la muta, la cieca tenerezza
che chiede di entrare.

Svestiti del peso, come un uccello
che spicca il volo nella stellata nudità:
deponi la tua grammatica, svesti 
la tua pelle per bene:
torna bianco e ridicolo
tutta la tua lingua una parola sola
che chiede di entrare.

                                       Alison  Croggon


                                                 ***

SPOGLIARSI

Perdendo maglie
o disfacendo il letto
o come pioggia dai coppi,
arrivano ruzzolando:
vestito verde, calze pallide,
seta slacciata - come erba mietuta
o rose sfiorite, 
placandosi in piccoli mucchi
e catturando per un istante
la levità di un sentore - sapone,
pelle fragrante - congiungendo
queste flessuose repliche di sé.

E perché fermarsi lì?
O come un animale,
un seme, un frutto, andare avanti
a mutare gli antichi strati di pelle,
muta di serpente, pula, pelliccia
o duro acerbo mallo di noce,
finché l'intera selvatichezza
dell'età che incombe
è perduta e qualcosa di
dolce, intatto, immacolato
emerge ammiccando
all'aria aperta?

E forse nel tempo
questo lento disfare arriverà
a qualche immaginata profondità,
la densa e verdepallida gemma,
lieve, impalpabile.
Sì. Accadrà.
Quell'ultima capriola di indumenti,
tendini, ciocche di luce e ossa -
il resto è terra,
vetrate d'aria,
chiuse cortine di pioggia, il sole fortuito.


                                  Beatrice  Garland


                                            ***

NON AMORE

Sono in molti a cercare l'amore.
Io voglio solo rannicchiarmi in una stanza silenziosa.
A sentire l'assalto del tuo cuore
o non esistere neanche. Mani che mi aiutano a dormire.
Una lucciola che freme contro il freddo torso del cielo,
aspettando un sapore.

Desiderio ondeggiante nel buio che
mi rende più giovane degli uccelli.

Toccami
la pancia, chiamami carne, come un fiore che fa sbocciare il mio seno,
curvami all'indietro
e risalimi
finché rovineremo dentro al fuoco
dei teschi che vengono a sorridere. Gemito di ciottolo di luna.

Ossa di fiori che non hai mai colto.


                                        Nanette  Rayman



                              da      Gatti come angeli


martedì 14 luglio 2020

IL VIAGGIO SULLA TERRA DELLA SIGNORA C.




                                                   Bevendo l'acqua senza mai annegare...


COSI' COM' E'

Seguiranno altre pagine le storie che seguono
e si affatica l'indice a dire con esattezza dove,
a quale punto del tempo sarà la gobba artritica
con poco tatto le solleveremo
pesanti un macigno, ma sono lettere - queste -
anche loro ammutite per te
che alla lingua domandi la retta
pronunzia, la meraviglia che lucida il mondo
ristretto nel mare scuro,
l'increspatura che non t'aspettavi
così com'è.


                                        ***

DUE DITA

Esce dal calendario
il santo quotidiano promesse
guarigioni, balsami sacri unguenti
e un'avara porzione di miracolo
per il cuore che succhia
la speranza dei cieli.
Senti schiudersi piano e più lento il giorno,
farsi strada all'aperto, all'addiaccio
dei denti l'anima battere in bocca,
soltanto il vento segnare la fronte
- con due dita di fede.


                                           ***

A VOLTE, UN PO', PER NIENTE

Cedono i battiti
all'ultimo giro di chiave
a volte, un po', per niente
le ore lunghe e corte
e certi istanti inutili ai rimproveri
quando tutto è già stato
ed è
questa pelle difettosa
un calendario sbattuto al muro,
orologio che punta a caso il silenzio
e sguscia
dall'asola slabbrata il bottone
- non tiene a posto, è sbadata
la vestizione del giorno.


                                                ***

UNA SERA

Qui c'è una sera
un angolo nero da farci mezzo giro
a una corta distanza misurare
passi da fare
nell'inverno che resta
occhiuto custode fedele della casa
dove si accuccia il freddo cane
ai piedi.


                                               ***

BEVENDO L'ACQUA

 Ciao, e ricordati
dei nostri giorni lunghi
dall'una all'altra annodati, un solo filo
di sangue, la conta dei giorni mancanti.
Ho lasciato il rifugio, la casa di carne
che mi teneva al sicuro e sono entrata in un'altra
di chiuse stanze e mistero
di strade aperte da camminare
con una O di stupore come un sole
bruciante sulla bocca, e il mare usciva,
entrava con i giorni conosciuti
un po' per volta, non come prima, non quando
nel ventre zitta sul fondo navigavo
a testa sotto bevendo l'acqua
senza mai annegare.




   Maria Gabriella Canfarelli dalla raccolta inedita  Viaggio sulla terra della signora C.



I PROMEMORIA DI KATERINA




                                           Io vengo a una morte impetuosa vicino a te...



PROMEMORIA DELL' AMORE

Se l'amore ti ha dimenticato
tu rammentalo di nuovo
quando il tuo sguardo sfiora la natura
i pendii, le onde
gli alberi caducifogli
che non dubitano mai delle stagioni
gli animali che escono
dal ventre della madre
sanno già come vivere
come difendersi dai nemici
designati dalla natura.
Bada solo che il ricordo che rivive
non cada sul mucchio
delle aspettative tradite
dei sogni non realizzati.


                                               ***

AMORE, LA CRUDELE DISPERAZIONE

Il mattino apre di nuovo
le fosse dei suoi doveri
sopra è appesa
ciascuna fine
strisce appiccicate
le mosche della nostra sensibilità
gli esilissimi insetti
del nostro decadimento.
Ma l'amore è
la più crudele disperazione
non contiene la sua fine
come tutte le cose consolanti
della natura.
Sopravvive prima della redenzione
come se non esistesse redenzione
come se la fine fosse solo
inizio della sofferenza.
Ah! Non faccio più niente
perchè si levi di nuovo
la brezza della mia esistenza
solo ammirando la perfetta
geometria del tempo invisibile
che aspetta tu lo attraversi
io vengo a una morte impetuosa
vicino a te
e chiamo luce
l'ala nera che mi sfiora.




                         Katerina  Anghelaki- Rooke   da   Amore e natura



lunedì 13 luglio 2020

IO E' TANTI...



                                                                          Io è un abbraccio...


Io è tanti
e c'è chi crolla
e chi veglia
chi innaffia i fiori
e chi beve troppo
chi dà sepoltura
e chi ruggisce.
C'è un bambino estirpato
e una danzatrice infaticabile
c'è massacro
e ci sono ossa
che tornano luce.
Qualcuno spezzetta immagini
in un mortaio,
una sarta cuce
un petto nuovo
ampio
che accolga la notte,
il piombo.
Ci sono parole ossute
e una via del senso
e una deriva,
c'è un postino sotto gli alberi, 
riposa
e c'è la ragione che conta
i respiri
e non bastano
a fare tempio.
C'è il macellaio
e c'è un bambino disossato
c'è il coglitore
di belle nuvole
e lo scolaro
che nomina e non tocca,
c'è il dormiente
e l'insonne che lo sveglia
a scossoni
con furore
di belva giovane
affamata di sembianze.
Ci sono tutti i tu
amati e quelli spintonati via
ci sono i noi cuciti
li lacrime e di labbra
riconoscenti. Ci sono
inchini a braccia spalancate
e maledizioni bestemmiate
in facci al al mondo.
Ci sono tutti, tutti quanti,
non in fila e nemmeno
in cerchio,
ma mescolati come farina e acqua
nel gesto caldo che fa il pane:
io è un abbraccio.



                         
                         Chandra Livia Candiani  da  La bambina pugile 
            


MORGEN !




                                                      Finché non arriva un vento di parole...



IL SONNO E' NOSTRO

 Il sonno è nostro
ordinario stato
finché non arriva
un vento di parole una
poesia,
un pastore d'istanti
con arcaica sapienza della cattura.



                Chandra Livia  Candiani    da        Fatti vivo



VOCI ALLA NOTTE ( Adamo e Laura )




                                              Conosco bene quell'amore. E brucia...




VOCI ALLA NOTTE

Mi sono chiesta spesso
se sia pace o tristezza
il canto dei grilli.
E sempre mi rispondo
che , tormento o quiete,
poco importa.
Quel che conta
è che diano voce
alla notte.


                                                  ***

CENERE

Questa pioggia continua
sottile mi gela.
Questo ceppo che brucia
più che la fiamma ardente
mi rammenta la cenere
futura, il grigio mesto
radunarsi di tante faville.


                                               ***

QUELL' AMORE

Dentro una strada di Sevilla
zingara non richiesta mi cantò :
- Pobre de ti , està un amor
de fuego, dentro tu vidal -

Vent'anni appena, quell' amore
non lo sapevo ancora.

Assorta osservo il solco fondo
della mano, l'inestinguibile
mia linea netta, decisa.
Stinti alle tempie i capelli
- pobre de mi - conosco bene
quell'amore. E brucia.


                                              ***

VIVO PER POCHI ATTIMI

Vivo per pochi attimi e brucio
questo già breve tempo -
le viole profonde nell'erba
già folta, saettare d'upupe
la pioggia candida del ciliegio
che dura un giorno.
Quando sarò vecchia scaverà
anche questa follia nelle trame
intricate del viso - accelerar
di tempo per l'ansia di poche cose
note - gradite.

Anche l'inverno di questo anno

volge alla fine - di nuovo andate
le stagioni ingrate. Sotto la neve
una primula color di fragola
di selvatico un fiore rosso.


                                                  ***

TUTTO FINITO

Tutto finito
quasi un fallimento.
Pure amerò di nuovo
con la totalità piena
di sempre.




                            Laura  Ricci   da    Voci alla notte


IL BOSCO DI JORGE




                                                             Insieme siamo il bosco...


ROSSO

Esplodono i papaveri:
il profumo di porpora
accende i seminati e s'arrampica
nella giovialità chiassosa delle angurie
fino alla cresta del re del pollaio.

Il cardinale sorveglia
il brioso germoglio dell'aurora;
da un pennacchi all'altro distende la mattina le sue brume,
sui peperoni crepita l'agile mezzogiorno
e in mezzo al suono violaceo delle prugne
la sera scivola verso il sonno illibato della fucsia;
quando l'orizzonte avrà chiuso il suo circolo di fuoco,
con l'aerea corsa dei cervi
e l'odore aspro dell'erbaccia,
nella gioia delle piante chiamate " macachines ",
al di sopra di fossi, di colli, di lagune,
la mia voce s'avvolgerà intorno al tuo udito
e la mia ombra proteggerà il suo sonno e la sua veglia.
La mia acqua appagherà tutta la sete d' Africa.


                                             ***

COSE

Tutto stava nella luce, senza fuori
né dentro, entrata né uscita. E non si vedeva
nulla. All'improvviso si aprì
l'aria: la montagna, l'orto, il limone
e la rosa, l'entusiasmo della formica
che indaga la mia mano, la donna
che annuncia in cucina il gustoso mezzogiorno,
il vecchio che accorda la stanchezza
con pochi denti e scarsa melodia.

Le ore e le cose sono nella loro pienezza.
Tra poco la loro giornata sarà compiuta. Di gradino
in gradino scaleranno il dirupo,
il pendìo dell'ombra per occultarsi
dietro il velo disteso di tutta la pianura.


                                            ***

BOSCO

Ascoltati nel crescere per diventare albero.
Guardati il sangue che gioisce alle radici.
Osserva
la linfa che sale lungo i rami.
Sprofonda dentro
gli effervescenti liquidi dei tuoi pori
e innalzati a toccare l'aria
attraverso l'oscillazione ardente del tuo tronco.


Ascoltati come albero.

Rovere, biancospino, tremolante pioppo.
Ombù. Coronillo.
E il tala vorticoso.

Coronillo, un ombù, un tala vorticoso
che li abbraccia
in un nodo di germogli e rami slanciati
fino a creare il primo bosco
dove palpitano
ancora
le grotte le caverne anche gli angoli,
dove la foglia caduta si associa alla gramigna
mentre il seme annuncia la fecondazione del giorno.

Bosco
covile di volpi e di banditi
nascondiglio di amanti
altare dove ebbero inizio i rituali danzanti
dei centauri
quando Adone infiammava di carezze
il ventre di Afrodite
fino a coprire il sogno di falene in calore
in cui la sorgente preparava
le sue prime acque
per partorire il fiume.

Perchè tutti i fiumi che nascono nei boschi
finiscono nel mare che è la vita.

Insieme siamo il bosco.




                        Jorge  Arbeleche    da    El bosque de las cosas