mercoledì 8 agosto 2018

ALESSIO PER AMORE

 
 

                                     Non voglio l'assoluto: basta e avanza il tuo sorriso…



L'OMBRA DEI FUNGHI


1

Ho cavato un buco dal ragno:
svelò i vantaggi dell'isolamento.
L' amore non scorreva tra le dita
dopo l'attesa e l'incontro. Ero folle
di te, del tuo corpo che mi assediava.
Stipati nelle tane, in spazi astratti
le ossa sono raggi afferrati al vuoto.
In tanti a mentire, indicò la madre
il padre spense un rogo e disse
all'angelo non abbandonare mio figlio.



2

Il grigio delle nuvole visto a occhi
chiusi ha l'aria di un tonno stordito.
Arido amore rinchiuso nel pozzo
restano le vibrazioni degli alberi
a dissotterrare i sogni. Una luce
nuova alimenterà la terra : odiarci
più a lungo sarebbe stato ingiusto?
Ieri il silenzio inumidiva i bordi
della tua bocca. Oggi il cielo si fa
in quattro per una scaglia d'azzurro.




6

Dove incontrarci? Il mistero ci tende
la mano amputata : non siamo pronti.
Sul filo spinato uccelli dai becchi
torti mettono ali ad asciugare : se scrivi
non ti fermi e non pensi. Se non pensi
scrivi, se scrivi rinasci. Facile, se solo
ci fosse lei e uno strato di candida neve.
Mia figlia teneva l'ombrello, io lavoravo
sotto la pioggia, adesso fatico a parlarci
l'azzurro del suo sguardo divora i discorsi.




8

Non voglio l'assoluto, basta e avanza
il tuo sorriso, un'ombra soleggiata.
Tempo scaduto , urlò l'orologiaio
e le lancette giravano svelte
bruciando secoli più che secondi.
Lo scoprì tornando da un triplice sogno
non vedendosi davanti allo specchio.
Cosa fai per amarmi ? Io? Nulla, solo
mi affliggo per quello che fummo
per i plastici volteggi dei nostri corpi.



               Alessio  Brandolini    da      Nello sguardo del lupo




PERCHE' NON PERDONARTI

 
 

                          " Nessun occhio incontra l'occhio dell'abisso" ( Robert Walser )



(…) Non c'ero mai e facevi bene a lamentartene.Avevo i miei sogni,
       vispi anche da sveglio. Non è facile distruggerli, ci vorrebbe
       un bulldozer.Vorrei scendere nei dettagli, ma anziché chiarire,
       affosserei questa storia. Mi ricordo di noi: non è vero quel che
       pensi: ho buona memoria. Insieme stavamo bene - di giorno -
       perché di notte le cose giravano nel verso sbagliato e
       conducevano in luoghi pericolosi.
       Eri depressa in modo esatto - una volta al giorno - e fingevo di
       non vedere, ma l'occhio sinistro era spalancato. Di raro fuori,
       ma sceglievo i ristoranti migliori, i guai incominciarono
       quando in bagno ritrovai il tuo corpo: avevi aperto l'acqua,
       pressato gli asciugamani sugli squarci. Una donna pulita, a
       testa bassa lo sussurrai al commissario. Nessun movente e ho
       pianto ai tuoi funerali. E' venuto tuo fratello da Milano, tua
       madre ottantenne con un suo cugino di Treviso.
       Ho cambiato casa: che altro potevo fare? L'ho venduta ad un
       prezzo onesto e mi sono trasferito in campagna. Vedevo tracce
       di sangue ovunque,non andavo in bagno nemmeno per pisciare
       Detesto l'odio che ti nutre : arriva a fiumi dall'al di là. Perché
       sfidarmi con quel gesto?. Avrei dovuto portarti a ballare, non
       si sa mai come si mettono le cose né come una storia possa
       finire. Non riesco a non pensarti per il rimorso, il ronzìo che
       sconquassa. Trito sassi e sputo mattoni, ma il muro che innalzo
       mi crolla addosso, figuriamoci un tetto, una casa. Ho la pelle
       dura - mi dico - girando in un parco pubblico tra maniaci e
       drogati : se mi ammazzano mi fanno un favore. Devo tritare il
       passato,imbattermi in una donna che ti somigli solo da lontano
       annegare il tuo omicidio che - a pensarci a freddo  - non avrei
       dovuto mettere in atto. Le notti erano incubi gonfi di pulsioni:
       provavo l'approccio e mi davi le spalle. Preferivi dormire, ma
       il mio corpo era un ordigno e il sangue pressava il cervello, le
       parti basse .Allungo un braccio per accarezzarti e ti
       indispettisci,in pieno volto mi molli uno schiaffo.Cose da pazzi,
       sento ancora il dolore. La tua era schietta, onirica cattiveria.
      Passeggio sotto gli alberi e conto le stelle, se nessuno mi
      disturba posso continuare a vivere e non combino altri guai.
      Da troppi mesi giro a vuoto, ma la solitudine fa compagnia:
      ascolto voci bizzarre,scorgo i fondamenti dell'abisso e le botole
      si spalancano per condurre in stanze allestite a festa, una festa
      senza gioia che sa di farsa.
      Non mi perdonerò mai di non averti perdonata.
      Sai bene quel che accadde. Di corsa in bagno: apro il rubinetto
      della vasca, ti ci trascino a forza, a calci, sono una belva in
      preda alla follia, afferro una lametta.
      Mi bloccai soltanto quando mi resi conto del tuo sguardo
      assente, del tuo corpo inerte.  (…)


        Alessio  Brandolini da   Un bosco nel muro ( Racconti brevi )

LA SPERANZA E L'AMORE

 
 

                                                     Credere o non credere . Dicono gli echi…



Ho ritrovato in queste lacerazioni
del tempo
i ricchi grappoli delle nostre vendemmie
i passi del bambino
gli zoccoli del cavallo
nella prateria.

Nella memoria sento
la tua risata giunta d'altrove
le tue parole
senza capirle.

Ma io so
che da qui o da laggiù
è un'altra me stessa
che ascolto.



                 ***



Voglio credere
voglio credere che queste fiamme
non siano che gli incendi
di un fuoco
che non è il nostro

che l'acqua pura
bagni il tuo giardino

che gli aranci
ti porteranno i profumi
della tua terra.

Che nulla dividerà più le nostre vite.

Quando l'odore del pane
riconcilia
come un simbolo
le battaglie del mondo

prego le rondini
affinché ti portino questa primavera
delle nostre libertà.


                     ***


Nel giardino dei miei sogni
sgorga una fontana
di risate e di promesse.

Nel paese di mio padre
l'asino è a riposo
la donna prepara il pranzo
il curato benedice la terra.

Sono di qui
sono di laggiù
abito un altrove
dove non entrerai.


                       ***



Quando
s'innalza ciò che le tue mani
non possono tacere
questa storia di sguardo
che nasconde i nostri segreti
la morte
non è che un sipario.


                      ***


Quando la chiave del tempo
su queste terre arate
s'accontenta dell'errare
i sentieri
avvampano
le nostre solitudini.

Credere o non
credere.
Dicono gli echi.



  Josyane De Jesus -Bergey  da    Voix vivres de Mediterranée en Méditerranée       
    

lunedì 6 agosto 2018

PSICOANALISI E NON

 
 



                 La frequentazione ( la Vita ) con l'analisi mi
             ha resa e mi rende infinitamente più ricca.
             Non so come sarei senza  questa modalità di
             lettura del mondo e delle persone: forse sarei
             più fragile.
             O forse no.
            La differenza sostanziale nasce dall'essere
            consapevole della mia umana fragilità ( ma
            anche della mia potenziale forza ), il che
            mi permette di capire meglio me stessa ( chi
            sono e cosa voglio ) e gli altri.
            Senza nessuna pretesa di infallibilità;
            solo con amorevole attenzione ( che per me
            significa essenzialmente una cosa:   esser- ci ).


                               frida

domenica 5 agosto 2018

LA PERLA SCURA

 
 


                                                                   Donami la perla scura…


CASA SACRA

L'anima tua - schiusa - è religione.
Abito una casa sacra, al centro
del Senso. Attraverso le stanze
con passo liturgico di sacerdote
del tuo culto.

Prego con i salmi
della nostra scrittura.


                       ***


IL SANGUE SOSPESO

Tisana di ghirlande il tuo corpo, la mano
liquida allarga una terra di eroi, epicentro
rinnovato al bisogno.

Faccio torto alle labbra, che fuggo
come scala alla gronda. Calpesto vetri, éduco
la carne dell'uomo dal ventre spezzato.

Datemi un cielo nel quale spargere
il sangue sospeso : volevo baciare il tuo velo
di nebbia, impedito dagli alberi nudi.


                        ***


VIBRI  D' INCANTO

Vibri d'incanto, il tuo respiro
è prossimo al gioco adulto
del Senso. Con un dito

percorro le mie labbra non più mie
parentesi di carne
che appartengono al Dono.



                 ***


MOLTIPLICO  TRAMONTI

Il viale di carpini cerca erba e terra, e noi
colmiamo - insieme - gli occhi degli alberi
verso una luce che degrada al nulla.

Moltiplico tramonti per quanti sono
i giorni che passo in te, transito migrante
di voci antiche, presenza primigenia della sera.

Resta sul prato - resterà
per sempre, desiderante - l'ombra
accovacciata di un bacio .


                       ***



LA PERLA  SCURA

Solo al glicine dei tuoi occhi, il mare
del mio altrove tinge ombre di bosco
e di smeraldo, d'erba sottaciuta.

Frangi - mia terra, mia - l'urlo
bruciato dell'acqua, uccidi
le navi immobili.

Donami

la perla

scura.


               
                 Augusto Pivanti    da     Biografie della nuda voce

sabato 4 agosto 2018

LIFTING

 
 

                                                                        Forse dovrei…



Forse dovrei allungare l'orlo
della gonna
per non mostrare il rammendo
incerto delle labbra; o tingermi
le tempie di fumo, confondendomi
con pensieri rossi
di vergogna.
Oppure dovrei sciogliermi
i nodi della gola;
diventare pioggia acida
sui seni troppo grandi per riempire
il palmo della mano.
Di viola dovrei colorarmi le ciglia
spente
sulle iridi imperfette
e appiattirmi il ventre
per non sentire le aderenze
risucchiarmi dentro
questa vita minuta e storpia.
Per non strozzarmi con un filo
di perle.

Di dolore.



                          frida



CORAGGIO & Coraggio

 
 


            " Il coraggio è il primo requisito della spiritualità.
              I vili non possono mai essere morali ".


                              Mahatma  Gandhi

RUTA DOS

 
 

                                                La loro richiesta di aiuto arriva sempre tardi…



METODO PER MISURARE IL TEMPO

Quelli che vivono da questa parte della strada
sanno di risarcimenti:
ogni volta che qualcuno passa diretto a sud
annotano l'ora esatta
e lasciano cadere una pietra nel vuoto dell'essere.

Quelli che vivono dall'altra parte
conoscono la polarità :
ogni volta che qualcuno passa in senso contrario,
- di ritorno -
annotano la stessa cosa
ma sottraggono una pietra al vuoto dell'essere.

Così alcuni riempiono il proprio vuoto
e altri lo sgombrano.

A cadenza regolare,
quelli che hanno riempito il proprio vuoto,
attraversano il ponte vecchio ( che era nuovo )
e aspettano con pazienza i ritornati da sud,
- uno dopo l'altro -
fino a quando il vuoto si fa totale.


                      ***


L' AFFOGATO

Voglio chiarire che non fu  in un fiume
ma affogai nella stessa terra.

L'unico fiume che ho nella memoria
è un brivido
dove affondano le piccole cose
anche se mai scompaiono del tutto.

Talvolta
affondano prima che passi il fiume.

E la loro richiesta di aiuto
sempre
arriva tardi.


                       ***


ARRIVIAMO SEMPRE TARDI

Qui - prima - c'è stato sempre qualcuno.
Arriviamo sempre tardi.

Qualsiasi cosa si faccia,
per esempio infilare la testa in un vecchio secchio,
è come affogare in quello che chiamano memoria.

Il pugno arrossato
a forza di sostenere un volto da pensatore
su gomiti e ginocchia
è parte di un'agenda,
forse di una lettera
abbozzata in un taccuino
e a metà abbandonata.

Ma si apre la testa,
si butta un po' di vino
e abbiamo la vita risolta:
tutto ha il sapore della terra.

Lo stesso se ti insultano al telefono.
Tutto ha il sapore della terra,
perché in questo luogo promesso
qui- prima - c'è stato sempre qualcuno.
Arriviamo sempre tardi.


                    *** 
 
PERDONO


Mai avevo visto - su questa terra -
una crocifissione.

Accadde in una di quelle ore di lucidità
- quando la mente aderisce al corpo in tempo reale -
e che in tanti rappresentarono
con una luce, con una sfera
regolare su un volto innocente
e il patto degli astri
al di là di una silhouette congelata.

L'uccello stava immobile,
inchiodato a un palo al fianco
della strada.

Riceveva una brezza che non aveva inizio
né fine
e guardava al di là dei suoi occhi
come chiedendo scusa.

Quello che veniva con me provò a staccarlo,
avvicinò la mano ma subito la ritirò.
Sembra un uccello rapace, disse.

Ci allontanammo per riprendere il cammino,
però mi voltai dopo una trentina di passi.

Non vidi armi sotto le sue ali.

Non mi sembrò un uccello rapace.



                       ***


SPECIE

Un fiume immenso scorre dentro di me
come se corresse nella più ostinata profondità.

Alla sua riva respirano animali assetati
che si alimentano di occhi
stanchi e piccoli,
e tutto gli sembra pulito.

Il rumore si adegua,
scorre per anguste vie.
Un rumore percuote le finestre,
corre anche per la Ruta Dos
e corre fin su la spiaggia deserta.
Ora il rumore si fa leggero.

Animali sordi.
Animali che bevono e mangiano
per allungare la propria vita.

Animali che tornano al loro misero fiume,
e tutto gli sembra pulito.



                 ***


UNA CASA

Per quale motivo seppellirsi nella terra
per costruire una casa tanto precaria?

Una casa dove vivano i vivi
e gli altri.

Una casa di ferri, pietre,
contorti tubi in pvc
e chilometri di cavi
dove scorre la luce che entusiasma i morti
e gli altri.

E la luna riempie questi occhi vuoti.



           Daniel  Calabrese    da     Ruta Dos  ( Percorso due )



SENTO NEL CORE...

 
 

                                                 La demenza divora la figura delle tue parole…



POESIA PER UN VERSO LOGORO

Sono crollato dalla sofferenza,
non sono riuscito a chiamarti.
Mi hanno ricoverato, innanzitutto l' ECG,
poi le radiografie, la fifa e in seguito la camera,
il catetere nell'inguine - che strazio - il cuore ti
viene meno, cercavano- amore mio - cosa abbia
creato la  disfunzione - le lastre non mentono:
nel mio cuore non c'è amore
( vale a dire ) non è troppo malandato.
Potrò tornarmene presto a casa,
qualche aspirina e un legamento sospensorio.
" Potremo fare ancora l'amore?" ho chiesto ai medici.
" Da principio consigliamo prudenza".
Guarda, guarda: i sostantivi si dimettono,
solo i verbi sono ancora in forma,
corrono davanti a noi e noi ritardiamo -
voglio dire, uno stereotipo dopo l'altro,
è possibile aprire la porta in un modo
diverso, pagare l'assicurazione, perfino
la saggezza dei calendari e degli
inviti alle nozze parla chiaro:
forte più della morte è l'amore - non dice
niente della gioia che io sia rimasto vivo,
che non patisco più. Che ho paura.
Prima di abbassare il ricevitore, ti
raccomando: telefona al falegname
riguardo agli scaffali, perché
non venga inutilmente.





IL LETTO E' DIVENTATO LA TUA SCACCHIERA

Stretto su un bordo aspetti che le nere figure
ti annientino per poterlo abbandonare

rinunceresti alla partita se potessi farlo
i principianti giochino sino alla fine, mi insegnavi
perdi la prima volta, perciò procedi adagio e con fatica

la demenza divora la figura delle tue parole
l'ippocampo diventa un campo dopo la battaglia
sei solo e non ti aspetti rinforzi

si moltiplicano le linee vuote, i campi deserti
i tuoi occhi si illuminano quando mi riconosci
guardi come da lontano, ti stai smarrendo

ti chiamo, ti accarezzo
così misuro il tempo che ancora ci resta
in questo campo basso fino alla sconfitta.




UN PASSEROTTO ATTRAVERSO LA FINESTRA DELL' OSPEDALE

Ho visto la morte,
si è seduta accanto a lui sul letto togliendosi le pantofole.
La pressione gli è caduta, la sua faccia è diventata bianca quando gli si è sdraiata accanto.
Occhi spaventati.
Sono volato via, all'aperto. Non facendo
parte della sua vita,
l'unica cosa giusta da fare era
di non assistere alla sua morte.
Sono tornato mezz'ora dopo
a beccare le briciole di pane
che sono rimaste del pranzo.


  Veronica Dintinjana  da   Rumeno gori grm  forzicji ( Giallo cespuglio bruciante forzici )


venerdì 3 agosto 2018

TI STRINGO LA MANO MENTRE DORMI

 
 

                                                       Il mondo prepara boccioli di primavera…


I FRAINTENDIMENTI DELL'AMORE

Aspetto il tuo odio.

Le mie frustrazioni
ti allontaneranno
o forse sarà solo
questione di rosso
- che a me piace -
o di giallo che tu preferisci.

Basterebbe saperlo prima.

Accettare il mistero
delle nostre libertà.

Trovarci allora
nella foschia
dove l'albero enorme
si staglia appena.

Grigio su grigio
mentre il suo
di un passo
piega l'erba bagnata.


                              ***



L' ACCUSATRICE

Le orbite degli occhi
rivoltate
incendiano dentro di te
pensieri freddi
affetti contorti
recriminazioni.

Il mondo
prepara
boccioli
di primavera.

Ferma
al principio della scala,
predicando vette
già battute
ti rassicuri
nella cordata
dei senza peccato.

Il mondo
bussa alla tua porta
ti chiede
le impronte digitali.
Silenzio.



                  ***



TI STRINGO LA MANO MENTRE DORMI

Ti stringo la mano mentre dormi
come per dirci addio.

Non sembri riposare
in questo sonno bianco
dove la fatica del giorno
ti stringe ancora come morsa.

Ma al risveglio del mattino
una forza indissolubile
ci unisce
e ci sbilancia
in avanti e in alto
acrobati- operai
sulla maestosa impalcatura
di una bellezza
inspiegabile a noi stessi.


              Elena Buia Rutt   da    Ti stringo la mano mentre dormi




giovedì 2 agosto 2018

ELOGIO DELL' AMORE

 
 

                                                     Amore, condizione propizia alla non morte…


(…) Fin dove ricordo i miei amori, mi è difficile parlarne. Questa
      esaltazione al di là dell'erotismo è felicità esorbitante e insieme
      sofferenza pura: l'una e l'altra pongono le parole in tensione.
      Impossibile, inadeguato, subito allusivo allorché lo si vorrebbe
      più diretto, il linguaggio amoroso è una fuga di metafore: è
      letteratura. Linguaggio singolare, non lo ammetto che in prima
      persona. Perciò vi intratterrò qui su una specie di filosofia
      amorosa. Perché, che cos'è mai la psicoanalisi se non una
      infinita ricerca di rinascite attraverso l'esperienza d'amore,
      ricominciata per essere spostata, rinnovata e ,se non abreagita,
      almeno accolta e installata nel cuore della vita ulteriore dell'
      analizzante, come condizione propizia al suo perpetuo
      rinnovarsi, alla sua non morte?
      Devo confessare che il particolare destino dei miei amori ( o
      dovrei dire della mia vulnerabilità, nascosta dietro una
      maschera di vigilanza ) aggrava il venir meno del mio discorso
      di fronte all'intreccio di sessualità e di ideali tra loro mescolati
      che l'esperienza amorosa rappresenta. Ed è ciò che mi fa
      preferire all'incantesimo lirico o alla descrizione psico -
      pornografica, il linguaggio - se si vuole un po' storico - del già
      vissuto. E forse è in ciò che si concentra anche il silenzio
     ( amoroso ) dell'analista.
      Non si intendano queste affermazioni soltanto come una
      precauzione, un ritrarsi, una paura di scottarsi. In realtà, il
      sentire di aver dovuto - nell'amore - dilapidare, se non
      sacrificare desideri e aspirazioni, non è forse il prezzo che
      siamo costretti a pagare per la violenza delle nostre passioni
      verso l'altro? Uno scatenarsi che al limite può giungere sino al
      crimine nei confronti della persona amata,  l'amore che viene
      detto giustamente folle convive facilmente con una lucidità
      acuta, feroce, da Super- Io che tuttavia solo l'amore stesso è
      capace - provvisoriamente -di interrompere.Inno alla dedizione
      totale all'altro, un amore di questo genere è - anche - un modo
      quasi altrettanto esplicito, un inno alla forza del narcisismo,cui
      posso anche sacrificarlo, sacrificarmi.
      Se insisto - nell'amore - sul crogiuolo di contraddizioni e di
      equivoci che esso è - infinito del senso e insieme eclissi del
      senso - è perché in tal modo mi permette di non morire 
         soffocata dalla farragine di falsi sembianti e di compromessi
      che la nevrosi - di gruppo o a due - ci presenta. In tal modo lo
      preservo anche nel cavo del mio orecchio per non assopirmi di
      fronte alle noie e ai disagi dei miei analizzandi e per far
      esplodere - al contrario - un rischio di morte, un rischio di vita.
      In tal modo esso si rivela nell'erranza della connotazione
      metaforica. Di fatto, nel trasporto amoroso, i limiti delle
      identità personali si perdono, così come sfuma la precisione
      delle referenze e del senso del discorso amoroso ( sul quale con
      tanta eleganza Barthes ha scritto nei Frammenti ). Quando
      parliamo d'amore, parliamo della stessa cosa? E di quale?
      La prova dell'amore è una messa in prova del linguaggio :della
      sua univocità, della sua capacità referenziale e comunicativa .
      (…).


                   Julia  Kristeva   da   Storie d'amore


STORIE D'AMORE 1

 
 

                           Un'inclusione che sa superarsi e che si chiama capacità di amare…



(…) Ho scritto  Storie d'amore in una tappa della mia vita in cui
       l'amore si ritraeva da me. Quale Amore? Il colpo del " Grande
       Amore", mito salvifico, passione consolatrice, carica umorale
       ed elettrica o fulmine del destino?. Un amore che aveva fatto il
       suo tempo. Non fu però un deserto quello che mi aspettava: su
       quelle rovine - con l'aiuto della psicoanalisi - è sorto un altro
       amore, diverso dall' Amore, degno di interesse, in perenne
      edificazione e che continua a durare.Costruibile e decostruibile
      attraverso di me, fuori di me, questo amore è opera della
      libertà: è la mia rivolta, di rinascita in rinascita.
      Amore- esperienza: amore esplorazione di ciò che fu me,che mi
      altera e che io altero, che mi esalta, che mi schiaccia, che io
      abbandono, che mi abbandona,che mi ricrea, che mi trasferisce
      a te, a lui. Fanatica presenza di un altrui affianco a me e in me,
      estremità incorporea, che si dà attraverso di me continuamente
      e dappertutto.Parola che non è niente di ciò che io sono,ma che
      mi ricompone e ti ricompone, malinteso e interazione che mi
      sorprendono, mi spossessano, mi inabissano e mi fanno
      avanzare, folle evidenza. Una specie di società che né mi perde
      né mi tradisce, né mi delude né mi colma, che non fa altro che
      eccedermi, fuori dal tempo, fuori dallo spazio, straniera a me
      stessa, e statica. Prima di te, dopo di te, in ogni istante ti
      raggiungo e ti perdo, ti sono e ti fuggo: te, l'amato amante; noi,
      liberi in amore.
      Amore- storia: amore che si declina in poemi, suoni e immagini
      racconti e avventure, e si confonde con la storia della libertà, il
      cui ombelico è qui, in Europa. Trasporti o delusioni? Che
      importa. E' l'infinita trascendenza dell'esperienza interiore che
      io ascolto in queste pagine, in controtendenza rispetto alle
      fiammate mediatiche, alle depressioni nichiliste, alle orge
      pornografiche e ai magheggi esoterici che ci distolgono dalla
      ragione. E la scoperta freudiana dell'inconscio e del transfert
      mi rivela la sua verità logica:io la seguo in un 'inclusione
      esterna, nella storia dell' Occidente greco- ebraico- cristiano
      che, in cerca dell' Altro, ha costruito quel culto dell' " Io sono"
      che sa superarsi e che si chiama propriamente capacità di
      amare, quel favoloso  " mal d'amore ".  (…)


                Julia  Kristeva   da    Storie d'amore
     

STORIE D' AMORE 2



(…) Universalmente umana, potenzialmente accessibile a tutti gli
       esseri parlanti, quest'opera della libertà che io scopro nell'
       amore, ha ricevuto in effetti la sua forma più affinata, la sua
       realizzazione più diversificata, nella tradizione europea:
       attraverso la religione, la filosofia, l'arte e la letteratura.
       Appoggiandomi alla mia pratica della psicoanalisi, ho seguito
       tutti i suoi rimbalzi tra gli innumerevoli avventurieri e
       interpreti che mi hanno preceduto, prima di acquisire  quel
       sentimento di fierezza finalmente liberata da ogni senso di
       colpa che ormai provo nei confronti del genio europeo.
       Ma è l'incapacità di amare, al di qua e al di là dell'assenza di
       amore, che trascina a fondo l'analizzante e l'analista. Ed è
       quella stessa incapacità che minaccia la globalizzazione
       iperconnessa,quando quest' ultima si illude di poter formattare
       individui apparentemente cooperanti tra loro a forza di chat,
       di sms e altri simili tweet, sopprimendo l'esperienza interiore
       in cui nasce e muore quell'estremo fanatismo nel quale il me
       e il te si ricreano in amore.
       Niente garantisce che il mondo a venire possa continuare ad
       essere un mondo innamorato. Se queste storie d'amore
       dovessero avere una fine, quest'ultima svelerebbe il male
       radicale che è l'automatizzazione degli umani. Il principio di
       precauzione circoscrive fin d'ora la libertà - che non potrebbe
       esistere senza rischi -, il bisogno di sicurezza rafforza le
       chiusure identitarie, e certe nauseabonde zaffate totalitarie
       invadono gli spiriti - in tempi come questi - di debito e di
       austerità endemici.
       E però io scommetto che l'amore, vissuto a partire dalla
       diversità delle sue storie qui riunite, possa essere uno tra gli
       antidoti più radicali, perché più intimi. (…)


            Julia  Kristeva   da   Storie d' amore

VOCI

 
 

                                                                Solo questa voce ascolto…



LA LIBELLULA

Appesa a questa foglia
giallastra
contemplo le sbarre
che mi circondano.
E' il volo finale
il volo che temo
e bramo tanto
il volo che ci porta via
ci dissolve
e in un batter d'ali ci disperde.


                                                             ***


LA ROSA

Non voglio staccarmi
dal gambo
uno ad uno
cadono i miei petali
ma il profumo persiste
in quelli vivi
e io li sfido
sfido il profumo
a fuggire
a saturare l'aria
a volteggiare
a ungere il mio cadavere
mentre cado.


                                                                                             ***

POESIA

Inconfondibile
è la voce
che mi insegue
che non si scolla da me
che tesse insonnie.
Come la pioggia
cade
come il vento
solo questa voce ascolto
mi possiede
lascia cadere avanzi di pane
e fugge via.


                                                                                    ***

TESTAMENTO

Vi lascio una scala
traballante
incompiuta
con qualche scalino rotto
alcuni marci
e più di uno intero.
Riparatela
mettetela in piedi
saliteci sopra
salite
fino a toccare la luce.



                                                                                              ***

LA MORTE

Perché temermi così tanto
se bramo unicamente
di liberarvi?



          Claribel  Alegrìa     da      Voci



mercoledì 1 agosto 2018

56 POESIE D'AMORE

 
 

                                                          Ho per te un vuoto che è un ex voto…



IL PARTITO AUTOCRATICO INTERSTELLARE

Ho gettato via tutti
tutti i tuoi messaggi
gettati nell'ade elettronico
ora contemplo il candore
del mio mezzo telefonico
della mia casella di posta
la leggerezza che deriva
dall'esercizio dell'oblio
contro chi infetta
chi inquina il mio giardino
rialzo trincee ridivento
marziale, dai talloni agli
occhi faccio campagna
elettorale per il partito
autocratico interstellare.



VOGLIO UN MINISTERO

Voglio un Ministero della Difesa dei Sentimenti
a ( r ) marmi  arma ( r )mi  fino ai denti
voglio sentire e sentirti ma a salve
e vederti vedermi transitare su un caccia
paracadutarmi nelle retrovie della Mancanza
sentire lo stomaco leggero mentre si attacca.




HO PER TE

Ho di te la mancanza chimica
che un atomo ha per l'altro
dopo l'esplosione molecolare.
Ho per te la fame chimica
che la bestia a sei zampe
ha per il petrolio raffinato.
Ho per te un vuoto
che è un ex voto
tondo e sconfinato.


      
                 Max  Ponte      da     56 Poesie d'amore