La poesia di Saramago supera il concetto numerico del tempo e ci invita a riflettere sulla ricchezza dell' esperienza umana. E' una celebrazione dell' esser vivi, del sentire e del vivere secondo il proprio ritmo interiore, libero da vincoli e da convenzioni sociali. Inoltre questo testo si distingue per la sua universalità: parla a chiunque, indipendentemente dall' età anagrafica, perché l' età diventa un concetto relativo, subordinato alla forza dei sogni, alla passione e alla serenità conquistata col tempo.
E' mancato oggi a noi tutti l'insigne psichiatra Eugenio Borgna, medico di grandi conoscenze e passioni nonché uomo dalle doti umane incommensurabili.
Mi piace ricordarlo qui come scrittore, i cui testi sono sempre stati per me luce per il cammino che conduce alle anime.
f.
(... ) Nella fragilità si nascondono valori di sensibilità e di delicatezza, di gentilezza estenuata e di dignità, di intuizione dell' indicibile e dell' invisibile che sono nella vita e che consentono di immedesimarci con più facilità e con più passione negli stati d' animo e nelle emozioni degli altri. (... )
Che non diventi di pietra... altrimenti uccidimi...
Louis Mac Neice nacque a Belfast nel 1907 ed ebbe con il suo Paese rapporti contrastati d' amore e odio ( non agiva in lui la seduzione politica ( benché idealmente di Sinistra non sopportava le ideologie " Una poesia di idee mi pare sia più futile della neve " ebbe a dire, così come non sopportava i " riformisti da salotto". A Marx, l' idolo di allora, preferiva tradurre le tragedie di Eschilo ), né quella fiabesca vitalità di Yeats - cui dedicò uno studio -) Adorava la poesia, ma non ne capiva le ansie spiritiste. L' azzardo e il culto della sparizione, l' amore per le lande selvagge si tradussero in una poesia, invece armonica, di implacabile rigore e micidiale intelligenza - cosa che contraddistinguono tutto il lavoro del poeta. I critici dicono di lui che "La grandezza di Mac Neice stia in una poesia di classica tessitura, che alterna la fragilità della neve a un' intelligenza spesso glaciale. Spiazzante " Morì a Londra a 55 anni.
Nina Cassian, una delle figure più iconiche della poesia romena del XX secolo, nacque il 27 Novembre 1924 Galati, una città portuale sul Danubio. La sua vita fu segnata da un'intensità di esperienze che plasmarono non solo la sua scrittura, ma anche la sua esistenza al di fuori della pagina. Cassian non fu solo poeta, ma una testimone della Storia, un'impegnata sociale che visse in prima persona le atrocità e le sfide del suo tempo, dall' occupazione nazista ( era ebrea ) alla repressione comunista, contribuendo con la sua voce a una forma di resistenza culturale. Fu una poeta critica e molto determinata e il suo lavoro fu così intelligente e non privo di ironia, che è impossibile sottovalutare la sua feroce presenza nonché il suo senso di meraviglia. Era come se stesse ricordando in modo aggressivo la creazione o, più precisamente, scrivendo subito dopo l' espulsione di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre. E' riconosciuta come una poeta di profondità appassionate e di grandi altezze.
Il testo presentato propone una scrittura " di corpo" - a volte giocando sulla provocazione - che sembra voler attraversare l'organismo oggetto di indagine e di attenzione emotiva alla ricerca di ciò che la finitezza della carne non riesce compiutamente a spiegare. Già nella poesia d' esordio " Moka", non lascia indifferenti l' immagine di un " unico sorso di sangue che sgorga da dentro col ritmo noncurante delle labbra e della goccia". E - da qui in poi - è una sequenza di immagini forti, quotidiane, eppure evocative ( " Starei per ore a guardarti / mentre stacchi gli adesivi dal muro "[ Post- it ]; " Seguirai la carotide e l' aritmia / un sentiero di tendini la preghiera [ Languore ]; " Le viscere innescano il vuoto" [ Educazione ], solo per stare ai primi componimenti, confermando quanto sostiene Alfonso Guida nelle " Riflessioni" che seguono i testi. Qui è come se la pelle - il contenente - bruciasse tutti i suoi confini... Alcuni passi mi hanno ricordato la forma ripresa da Marguerite Yourcenar nelle sue " Memorie di Adriano", affidata ai versi dell' imperatore : un " animula ospite e compagna del corpo ", ma necessitante di una propria, prossima indipendenza, quella in cui sembra confidare per emendare il presente nell' oggetto / soggetto della ricerca che si compie qui : " Speri di non essere te ma non rinasci / ti accontenti della tua ombra sterile di bollicine / di un mazzo di fiori appassiti che non sono per te //. " Ricordarsi di fare del bene " [ Sorridere ]. Ecco, quell' invito alla ricerca del bene pare rivolgersi non solo al corpo dell' alterità, alle sue azioni, ma a un " oltre" che sta più in là della realtà.
Nella lettura di questo testo ho cercato punti di osservazione non ordinari, perché credo che la poesia debba ( o almeno possa ) portarci a superare gli orizzonti che la sola parola fermerebbe su una soglia minima alla quale spesso ci adeguiamo, consentendoci invece " Dall' alba al tramonto, dalla notte e all' alba che ritorna " di essere più vasti nella comprensione del mondo e delle relazioni.
f.
POST - IT
Starei per ore a guardarti
mentre stacchi gli adesivi dal muro di camera tua.
Te li appiccichi addosso come tanti post-it con sopra scritto :
no future
***
MOKA
Così distanti i nostri occhi e i nostri nomi,
poche lettere e pochi ricordi
un sorso unico di sangue scorga da dentro
col ritmo noncurante delle labbra e della goccia.
Entra nella roccia chiedendo permesso,
nella fantasia dei tuorli,
nel vapore che aggiunge bianco cantare
respira avversa la terra morbida,
nude le tue parole di pietra portano vita.
E poi ridi forte tra viali alberati,
moschee liberate dove figliano farfalle,
mattine magre dei commercianti di maiale,
lancette che fanno rumore alla parete,
capriole differenti di clessidre
capovolte prima del tempo.
E poi ridi ancora, come un paese
di sabbia che si riempie a primavera,
come il vestito della prima comunione
che tua nonna custodisce insieme al caglio,
sudore di somari sulle vie degli asparagi,
una linea di nero contorno occhi,
pancia ingravida dei baci mai dati.
Ora abbassa le serrande e carica la moka
e ricordati di mettere la sveglia,
domani hai tante cose da fare,
chilometri di pensieri da sopportare o seppellire.
Un' alba impotente gela parabrezza,
tutto si ferma come automobili prese a sassate,
abbandonate tra i dirupi potature degli ulivi.
***
LANGUORE
Pochi secondi e l'inchiostro asciugherà
cancellando i contorni della sera.
Seguirai la carotide e l' aritmia
un sentiero di tendini la preghiera.
Accarezzi la tua cagna di sangue,
non abbaia agli allarmi lo stupore,
non abbaia ai satelliti.
Sei bianca come la vergogna che non provi,
spendi ancora meno di coraggio.
Mangi carne di cavallo, il tuo decorso lento
trentatré volte, quaranta avemarie,
masticare.
Cosa porti in grembo se non te stessa?
Hai fame, hai sete, disegnerai orologi.
Riempi di nuovo il tuo calice precoce,
le foto dei tuoi da giovani,
il seno rifatto, i piedi stretti.
Passeggiando per Torino sembra ieri
che m' hai preso la mano per gioco,
la notte intorno strillava.
***
EDUCAZIONE
Splendiamo di un buio feroce
stilando una retta in tre punti
le viscere innescano il vuoto
al netto del tuo disincanto.
***
MARCI
Lasci volare via palloncini colorati
saltando mezza siepe di ringhiera.
Gambe lunghe come spaghetti di brina,
occhi silenziosi mastice,
labbra di voce soffice.
Mentre disegni riccioli di sugo sulla fronte,
uno spaccato di vita
tramonta.
***
INVISIBILE
Invisibile alba non argini.
Fuggi specchio, via dai salici piangendo.
Deriva muovi
la sorte e il resto :
dove rampicante
perde in silenzio
il suono del senso,
donna madre / donna serpe / donna siero.
Arida la terra che nasconde
il soffio dei somari.
***
METAVERSO
Ho sfogliato di fretta le pagine del nostro amore,
perdendo il segno sottile dove ero rimasto.
Colata è la china
e dietro mi nascondo per non farmi trovare,
il mio cuore,
ho messo ad asciugare insieme agli altri.
E mentre ti aspettavo è venuto a piovere.
***
MURENA
Il tuo profilo attento è un morso di murena,
mantiene segreti sorrisi.
Non devasta se colpisce l'onda,
ma logora lentamente refrattari laterizi.
***
RONDINI
Con gli occhi stracolmi di mare,
ti mangi le unghie.
Urlano rondini tra fronde spesse.
Ridono di me
del viaggio che mi aspetta.
Stefano Tarquini da Cucina vigliacca ( Ricette per rimanere in vita )
Berrà tutta la luce che scalpita dentro il mio sangue...
" Il mondo intatto", opera prima di Laura Recanati, parla di terra, di segreti, di inverni lucidi e di nullificazione dell' esperienza umana. C'è una continua richiesta di luce - nel testo - la volontà di prenderla per poi fuggirla, e ciò si mescola brillantemente con la musicalità con cui l' autrice condisce il verso, creando un chiaroscuro sinestetico di melodia e ombra che conduce a un taccuino delle assenze. Il mondo intatto è un libro di stanze solitarie, di piccole morti, di tentativi - mancati - di salvezza.
Ecco un libro che ci arriva ( Novembre 2024 ) come un'autentica e sorprendente novità a dieci anni dalla morte dell' autore. Poeta di inconfondibile fisionomia, in cui la complessità del pensiero si esprime nel segno di un costante rapporto tra il reale dell' esperienza e il senso attivo della natura. Pier Luigi Bacchini ha proseguito con incessante energia intellettuale la sua ricerca anche negli ultimi anni di vita e il frutto di questo studio ce lo rivela l' attenta e puntuale devozione del figlio Camillo che ha curato questa raccolta quanto mai ricca e variegata.