martedì 2 settembre 2025

LE CANDELE DEI SENTIMENTI DI ALI'

 


                                                               Non ti devi innamorare del dolore...



" Candele dei sentimenti "  di Umeed Alì ( originario del Punjab ) è una fonte luminosa, un' invocazione espressiva e immediata di calore e di energia, un' identità poetica di un diario umano in cui atmosfere malinconiche e drammi affettivi intrecciano la trama errante e istintiva dell' autore. I versi imprimono solidità a sentimenti sinceri, intuiscono la spontanea commozione dell' anima, donano amore e ricambiano solitudine, testimoniando la consistenza intima di ogni tensione emotiva. L' estrema sensibilità del poeta e la validità dei suoi principi, costituiscono la forma d' arte in cui si mescolano la percettibile apprensione per i desideri, le passioni, i viaggi del cuore, gli orizzonti sperati. Umeed Alì assorbe pensieri e suggestioni dal cuore che, insieme ad un nomadismo esistenziale, finiscono col liberare il pensiero creativo in un raro equilibrio di comprensione.




UNA VITA SCOMODA


Quasi sempre una battaglia.

Mi assillano le difficoltà quotidiane,

diverse volte ho fatto qualche viaggio duro

in cui ho dovuto camminare scalzo sulla neve

diverse volte ho dovuto vivere dopo la morte.

Eppure spesso sono morto vivendo

solo un po' di coraggio è rimasto in corpo

con quello devo vivere il mio destino.



                                                     ***


LA MENTE


Quando la mente 

ti dà consigli sbagliati

ti porta su strade oscure

poi

compreso il cuore

tutto il corpo

comincia a soffrire

e con piccole scuse

si comincia a piangere.



                                                  ***


CONSAPEVOLEZZA  ( improvvisa )


Ho scorto le mie labbra

sanguinanti

le vedo 

limpidamente capisco di aver baciato

una rosa

piena di spine.



                                                ***


SENTIMENTO


Questo errore del mio cuore

mi è costato tanto, senza pensare

alla reazione

delle mie parole.

Amore estraneo

mi piaci immensamente.



                                                  ***


CHE BEL CONSIGLIO


Mi rivolse uno sguardo profondo

mentre stavo perso in un mare di pensieri

mi disse con sorriso naturale

devi usare il cervello più del cuore

non ti devi innamorare del dolore.



                                                  ***


OLTRE L' AMORE


Non voleva me

non facevo per lei

i sentimenti contano poco

vale solo il gusto

perché tutti chiedono

qualcosa oltre l' amore.

A volte i sentimenti

non sono abbastanza.




                        Umeed  Alì   da      Candele dei sentimenti



lunedì 1 settembre 2025

LA REDENZIONE DELLA MADDALENA

 


                                                                   Finalmente ho confitto il chiodo fatale...




Finalmente

ho confitto il chiodo fatale

nella mia passione per te

è tutto finito

nella mia croce interiore ed esteriore


e così, senza pianti

apatica calo

avvolto nel lenzuolo bianco

dei miei capelli

il bacio esamine scacciato

dal rifiuto dei tuoi piedi

dalle tue labbra acide


lo sollevo da sola

non ha nemmeno

quel peso ideologico che

una privazione acquista quando

va in eredità alla storia


ah, è diventata leggerissima

la morte del mio desiderio per te

è naturale

il corpo fu rubato da lì dentro

calcola per quanti secoli culminava in delirio

dibattendosi

avvinghiato al tuo gelido rifiuto

e ora che si ritirano

ad una ad una le moire mirofore

e resto sola nel vuoto fatto


sollevo un po' di coperchio che ricopre

questi cadaveri che scrivo

e triste rido osservando


quante rughe che usanza vecchiaccia è diventato

il mio amore per te

ma anche che comico catorcio che vano

il tuo non corrisponderlo


tutto è compiuto Cristo.


E tuttavia ho osservato devota

l' usanza del dolore anche quest' anno.




                              Kikì Dimulà *   da     Addio  mai



Si possono leggere altre composizioni di questa autrice greca su questo sito.



sabato 30 agosto 2025

UNA RASOIATA AL CASTELLO

 


                                                  Se solo sapessi ciò che ho fatto per venire a vederti...


           


UNA RASOIATA AL CASTELLO *


Non le timide tortore, ma petulanti

passeri, non  più i tuoi occhi

ma altri mi sorvegliano addormentata,

questa mattina.

Così, mentre braccia perfette

mi stringono in incerto

possesso, le mascelle aguzze e

veloci dei ricordi rosicchiano

quest' alba che

schiara la stanza e il letto.



                                                  ***


Non so quale corrente

rimandi la calma onda.


L' umido bosco nasconde

radici scoperte, ferite come

il silenzio che c' intreccia.


Tutto è sospeso.

Anche la pioggia esita

a sorprenderci, noi

animali ben attenti a non

abbassare la guardia.



                                                 ***


La gioia, il dramma, la noia

di questo vivere assunto

a vizio necessario e inutile;

forse non c'è più motivo

di raccontarci ma lascia

per questa notte, alla tua cupa

regina l' apparenza del

sonno, il giusto riposo :

i sogni, gli incubi persino

conservali per noi.



                                                  ***


Benché oggi ogni pensiero mi punga

un quieto crepuscolo cede alla notte.

In quest' ora impassibile, mentre

balestrucci bruni si svolgono in 

facili correnti, sono vinta

dal consueto affanno.



                                                    ***


Se oggi solo l' incedere delle stagioni

ci dà tregua e il ritmo - caldo,

freddo - dell' aria,

sarà poi la memoria 

a finirci quando, disfatti

i minuti in giorni, e troppi

i ricordi affastellati dall' inguine

al petto, non s' accorderà più

il battito del polso all' altezza

del sole a mezzogiorno.




                          Bruna  Giacomi  da   " Poesie senza pari ", Blog di Francesco Dalessandro ( Chi volesse avere notizie sull' autrice, le può trovare sul blog menzionato )


* La " Rasoiata  al Castello " è una figura del biliardo : la palla butta giù tutti i birilli - elegantemente - uno dopo l' altro, sfiorandoli appena.



venerdì 29 agosto 2025

FRAMMENTI DI NOBILI COSE

 


                                                                         Sono una nostalgia celeste....



Per anni, in cerca di sollievo,

ho tratto dai ricordi le parole,

ma adesso il mio paesaggio si è invertito.


Ora ho levato

il mondo e

vivo solo negli anfratti

meno esposti del reale :

sono una nostalgia celeste

ardentemente arresa al suo delirio.



                                              ***


Chiamate a rispondersi per essere

s' intrecciano anime

chiare e belle

chissà per quanto tempo quanta vita

quali strazi causano e perché

quale altro amore a morte

condannano.



                                                    ***


Ci sono molti modi per resistere

cercano scampo i più sbandano

di faccenda in faccenda

di storia in storia

l' oblio rivestono

dei panni del da farsi

cose da concludere

con tutto quasi uguale al quasi niente...



                                              ***


FANTASMA


Quello che pensi che senti di te

l' immagine dell' uomo in cui ti specchi

non ha vera sostanza non esiste

è un tuo fantasma un gioco della mente

per via di auto - giudizio generato

senza seconda vista.



                                                     ***


Ho trovato il mio centro.


Da qui il mondo lo patisco ma

non combatto più,

perché ogni fuori

- sui miei camminamenti -

è dentro : sono

io.



                                                      ***


Il vento che mi detta

soffia - stamattina - ricordandomi :

per me tu parli

per me tu susciti i significati

e unifichi le cose alle parole

sposandole nei nomi.

Il refolo che soffia

al mio risveglio ha sussurrato :

per me tu insegui il vero,

la luce del tuo fuoco,

la tua chiarezza oscura, solo tua,

di te che incontri un tu

nella semenza - provvida - del Bene.



                                                    ***


Io tremo come un corpo, sinopia della polvere.

Io scorro nel tuo sangue

e genero realtà

con un' arcana sottigliezza verticale.

E tu, non hai piacere di seguirmi ?

Di diventare un uomo, o di provare

a esserlo di più ?




                          Massimo  Morasso    da   Frammenti di nobili cose



giovedì 28 agosto 2025

OGNI GIORNO UN CIELO DIVERSO


                                                                           E non è la quiete delle ombre...



"  Scrivo in versi da vent' anni e ho pubblicato sei libri di poesie, troppi. In Italia si produce un numero spropositato di libri perché quasi  nessuno confessa, per profitto o per ipocrisia, che quello che scrive non vale assolutamente niente. Per molti anni ho utilizzato la poesia come esercizio intellettuale per dar voce alle mie frustrazioni e per lungo tempo mi sono considerato un essere umano dotato di una sensibilità superiore, un uomo migliore degli altri. Finalmente, rileggendo le mie opere, un giorno mi sono ritrovato ridicolo e inutile, soffocato da tutto quel personalismo e da quella visione claustrofobica che traeva nutrimento dalle mie misere vicende di giovane uomo arrabbiato con il mondo. Infatti in quel periodo ho cominciato a realizzare che la poesia non poteva limitarsi a un' analisi sterile delle proprie disgrazie, ma che poteva e doveva diventare un luogo d' incontro dove svestire i propri egoismi alla ricerca di una giustizia che potesse risuonare in tutti gli esseri viventi. Così ho deciso di continuare a scrivere solo con l' impegno e l' obbligo di non usare più la parola " io " e ho avuto enormi difficoltà nel portare a termine un testo, perché da troppi anni cercavo la poesia non più lontano dalla distanza tra il mio corpo e la mia ombra. Chi davvero insegue una nuova strada con impegno e sincerità, tuttavia viene sempre accolto dalla provvidenza e in quel periodo di sperimentazione mi è giunto in lettura il libro " Sulla Poesia " di Giorgio Caproni, che è per me l' opera di riferimento a cui devo tutto il mio scrivere attuale ".

Luca  Bresciani



Così è - credo - il libro che vi propongo oggi , edito da Ronzani nel 2022.



Se la polvere ci parlasse

di sé non racconterebbe niente

ma ci direbbe delle crepe e dei ragni

e dell' infelicità dei pavimenti.

Svelerebbe l' ambizione dell' armadio

di non vivere con un fianco cieco

e la pena del chiodo nel sostenere

ciò che gli è impedito di ammirare.

Infine ci chiarirebbe la morte

dopo l' appello delle sveglie

quando dalla tenda alla trapunta

un nugolo d' oro ci circonda.



                                                    ***


Le camere da letto

obbediscono al sonno

diventando degli ostensori

dove possiamo tornare sacri

e non è la quiete delle ombre

a innalzare lo sguardo delle lancette

ma la traccia di un cielo comunque

che si mischia alle coperte.

Un principio che ci riporta

al principio di ogni esistenza

nell' aldilà più vicino alla materia

che ancora si affida alla vita.



                                                   ***


Nuove luci nella notte

sfuggono da due finestre

nel punto in cui la montagna

ci ha abituati a un' assenza.

Forse quelle fronde sfoltite

aprono allo scambio di intese

tra frammenti che ogni sera

risalgono la propria caduta

e viene da scacciare i vetri

e imbrigliare i sipari

per costringere al coraggio

chi ci chiama dal buio.



                                           ***


Grigio il fondo degli specchi

il trattenere dei rubinetti

e grigio il muscolo delle stanze

nell' abduzione delle tende.

Qui non abita il distacco

ma il contatto senza bisogno

e non v'è avviso per rendere noto

che tutto in noi è incustodito.

Veglierà per condannarci

la giustizia degli oggetti :

mandria di materie forme

che tutto crea e ci distrugge.



                                                  ***


Non pronunciamo i nomi

di chi ci rende felici

preferendo un titolo generico

mamma - amore - amico

o lavoriamo in abbreviazioni

utilizzando codici intricati

per non svelare a chi origlia

la nostra strategia di salvezza.

Non nominiamo i nostri cari

per sfilarli dalla lista dei caduti

lasciando scollare quel bersaglio

che ebbero in anticipo sul mondo.





                              Luca  Bresciani    da   Ogni giorno un cielo diverso



mercoledì 27 agosto 2025

TORNEREMO ANCORA

 


                                                            Torneremo ancora.... di Franco Battiato *



Propongo oggi alla vostra attenzione ( per una lettura o una ri - lettura ) un libro di Silvio Raffo che, se pur datato, ( 2015 ) sa ancora stupirmi per la sua " leggerezza corposamente ironica " che invita alla riflessione. Senza contare la piacevolezza che ne ho ricavato dalla rilettura di questo testo quasi ( per me ) dimenticato.




TRITICO DEL VEGGENTE


I

Mi stupisco di essere ancora vivo

- sul ciglio dell' abisso come tanti -

in attesa di incontri interessanti,

di un riconoscimento, di un furtivo

abbraccio, una smentita della sorte -

illuso di sconfiggere la morte.

 

II


Ma quel che doveva accadere,

di bello e di orrendo, è accaduto,

sali al tuo belvedere

si dissolverà in un minuto.


III


Tutt' a un tratto la vidi arsa, svanita -

fino a un attimo prima sorridente,

di sé sicura, la mia dolce vita

in nuvola di fumo evanescente

sarà così l' estrema dipartita -

un lampo breve , un' ombra poi più niente.



                                                      ***


IL BUIO DELLA MENTE


Nessuna voce mai come il silenzio

sa darci l' ineffabile misura

di ciò che siamo. L' unica sicura

coscienza che non dà miele né assenzio

quella del freddo nulla indifferente -

il cuore immoto, il buio della mente.



                                                        ***


TIMOR  FATI


Si avvera sempre ciò che temi. Il fato

è ciò che è stato dagli dei deciso

ma recede dinanzi al tuo sorriso


impavido, si arrende sconcertato.

Se hai paura, confermi il suo potere.

Disprezzalo, e sarà il tuo fido alfiere.



                                                        ***


LA VAGA  SCIA


Tutto ciò che ci avvenne, consumando

linfa e vigore in delirante ebbrezza -

tutto ciò che si perse andando o stando

inerti o in folle volo ad ogni altezza


andrà dissolto in una sconfinata

nebulosa di polvere dorata.

E resterà, di tanta gioia o affanno,

la vaga scia di nuvole che vanno.



                                                         ***


LA NUDA  VERITA'


Scende la nuda verità nel cuore

vinto si placa ogni risentimento -

innocuo anche l' uncino del dolore

( nel cielo non un alito di vento ).


Nessun ' eco di gioia o di timore

né consapevolezza né tormento -

si congela in un livido sopore

l' attesa di un inaspettato evento.



                                                   ***


A QUALSIVOGLIA  AMPLESSO


Giungi al distacco estremo

dell' arida speranza,

quando il bene sognato

annulla ogni distanza :


è il momento supremo

che hai da sempre aspettato

ma la gioia è una vergine morente

a qualsivoglia amplesso indifferente.



                                                    ***


LA DIVINA INDIFFERENZA


Nonostante le insidie del maligno

e la volgare torbida violenza

del suo perenne agguato,


tutto sarà perfetto. Azzurro cigno

trasvolerai le tenebre inviolato,

splendido di divina ( in ) differenza.




                                Silvio  Raffo    da     Corpo segreto



*  " Torneremo ancora " è il titolo di un singolo di Franco Battiato inserito nell' omonimo album, pubblicato nel 2019 e scritto con Juri  Camisasca, suo collaboratore storico fin dagli anni '70.

Dice l' autore : " Tutti noi siamo esseri spirituali e siamo in cammino verso la liberazione. Fino a quando non saremo liberi, torneremo ancora - più volte - a questa vita terrena. L' esistenza è ciclica e si ripete fino a quando l' anima non sarà del tutto libera dalle emozioni perturbatrici dell' ego che la tiene avvinta. Siamo esseri schiavi delle passioni che ci dominano. La liberazione - invece - non può avere legami ".

Il brano trae ispirazione dal concetto della trasmigrazione delle anime e il titolo originario era " I migranti di Ganden " . La loro storia è quella di monaci costretti ad abbandonare il monastero di Ganden, regno della sapienza tibetana. Costoro hanno cercato altrove un luogo dove poter proseguire la propria ricerca spirituale : un costante vagare, proprio come l' anima fino alla sua definitiva liberazione.



martedì 26 agosto 2025

LACRIME DAI PONTI DI MADISON COUNTY

 


                                              " E' per sollievo che sei vivo... che siamo ancora vivi... "




" C' è una pieve, una chiesa giocattolo di pietra chiara, con una piccola croce piantata fra le tegole. Scendo dalla macchina. Cammino. Voglio arrivare fin lì e fare esercizi di umiltà. Cammino spedita. Voglio pregare, con la voce, come prescrive mia figlia. Magari mormorando. Oppure gridando. Mi inginocchio sul gradino davanti a una porta di legno divelta dai cardini, nel bel mezzo di un giardino di rovi. Dico soltanto  : " Dio, " come per stabilire un contatto. E rimango lì, con gli occhi chiusi. La borsetta appoggiata nel fango. Mi sforzo di parlare, ma le frasi non si compongono. " Dio, " dico di nuovo, " potrebbe finire qui, non credi ? ". Riprovo. " Dio, se prendi lui, prendi anche me ". Mi risponde il latrare dei cani, in lontananza. Mi rialzo a fatica. Le ginocchia doloranti per l' umido della notte. Mi sento ridicola. Falsa. Una vecchia superstiziosa e opportunista. " E' lo pavento", mormoro, " scusami ". E mi faccio svelta il segno della croce. Per accomiatarmi.

Torno alla macchina zoppicando veloce, sporca di fango, con le mani graffiate. E vedo un' ombra che mi viene incontro. Il bastone che picchia sul selciato, la papalina a proteggere il cranio nudo. Vorrei essere abbracciata, abbracciarlo, ma lui è arrabbiato. " Dov'eri finita ? ".

Mentre aspettiamo il carro attrezzi ( l' ha chiamato lui con il cellulare ) piango ininterrottamente.

" Adesso puoi anche smettere. Ti ho perdonata " , dice Carlo.

" E' per il sollievo.... che sei vivo.... che siamo ancora vivi.... "

" E allora piangi pure."




                          Lidia  Ravera   da      Piangi pure



domenica 24 agosto 2025

RIPAR - AZIONI

 


                                                                      Mais la vie sans toi, je sais pas...



RIPAR - AZIONI


Scrivo per me, per dirmi quello che non voglio capire

di quando ti guardo voltarmi le spalle

per vendere il futuro al giusto prezzo.


Nel mentre accatastiamo di ( s ) tratti senso e rotta

al mare d' inchiostro già versato

con il sollievo di farci scudo.


Reciproca - mente.




                                              frida



LA GRANDE FESTA DI DACIA

  

Forse sarà la voce della poesia...




                                    

" Quando considero la piccola durata della mia vita assorbita nell' eternità che la precede e la segue "  scrive Pascal " quando considero il piccolo spazio che io occupo e quello pur così piccolo che io vedo, inabissato nell' infinita immensità degli universi che io ignoro e che mi ignorano, mi spavento e mi sorprendo di vedermi qui piuttosto che là, poiché non v'è ragione per cui io stia qui piuttosto che là, per cui adesso piuttosto che allora. Chi mi ci ha messo ? Per ordine e per opera di chi sono stati destinati a me questo luogo e questo tempo ? Memoria hospitis unius diei praetereuntis ( Ricordo dell' ospite di un giorno che subito passa , Libro della Sapienza ) ".

Severo e terribile discorso che vuole ricordarci la brevità del nostro stare al mondo e la vanità delle nostre stupide presunzioni. Giusto, caro Pascal, hai ragione, ma pure ti dico che un corpo vivo ha bisogno di prolungarsi nel tempo nell' immaginazione, anche dopo la sua fine terrestre, immergendosi in un sogno di continuità rassicurante. Non è abbastanza crudele la vita quotidiana perché non sia legittimato un sogno di pace nel dopo vita ? La crudeltà del nulla paralizza le membra e le rende nemiche di sé stesse. La nostra mente rifiuta di mettersi addosso cilici segreti. Vuole trovare la gioia del vivere e del morire. In vista di un giardino dei pensieri lontani. Un giardino soffice, fitto di alberi ombrosi, dove passeggiano leoni e cervi e orsi, senza mangiarsi l' un l' altro. Mi piace immaginarlo così, nella mia mente che invecchia, il giardino dell' aldilà. Un luogo delicato e accogliente in cui i nostri amati morti, fatti leggeri e savi, camminano agili, riflettendo. Ci saranno angeli ? Ci saranno santi, martiri, divinità; si vedrà l' ombra di un dio potente e punitivo ? Forse no. Forse sarà la voce della poesia a tenere in movimento le menti. E le parole penderanno dai rami come frutti. E si faranno canto, mentre la lira di Orfeo riprenderà a suonare scendendo dal cielo stellato.



                                Dacia  Maraini   da    La grande festa



LA MACCHIA

 


                      Io non lo capisco il tempo giusto del saluto, che trova le parole e nega la distanza...




LA  MACCHIA


Ci si macchia inavvertitamente

pensando che sia acqua

ma è solamente amore.

S' imprime e s' intaglia,

fluisce e scava, s' insinua

lento in reticoli indelebili

e al fine si arresta

nel profanarti l' anima.




                                      frida



sabato 23 agosto 2025

L' ATTIMO DI FRIDA

 


                                                                 Sei seduto sul ciglio dei miei battiti...




L' ATTIMO DI FRIDA


Sei seduto sul ciglio dei miei battiti

stringendo nelle mani l' immenso

che sottovoce ti mormoro.

Non sai che ho già spruzzato cipria 

d' anima sul rosso vivo della tua alba.

Poi, sfogliando tra le parole celate

nei miei gesti, ritrovi stille di attesa

tra le tue dita, fissando nel cuore

l' attimo del mio eterno volerti.




                                               frida



giovedì 21 agosto 2025

DOMANI è UN ALTRO GIORNO

 


                                                                          E vorrei domandare al vento...




MA SE POI NON VOLO


Appartengo all' autunno

come un figlio alla madre

come l' inchiostro al libro

come la foglia all' albero

scosso di pioggia e d' ottobre

da cui non so recidermi

se non è ancora tempo.


E mi ingiallisco il desiderio

d' essere strada a passi conosciuti

o farmi nido per ritorni stanchi,

senza sentire la carezza del crepuscolo

sulle nervature scoperte della pelle

prima che avvenga il freddo inverno.


E vorrei domandare al vento

quando si parte.


Ma se poi non volo.




                                                 frida



mercoledì 20 agosto 2025

C'E' TEMPO PER UN AMORE ADULTO

 


                                       Io dico che c'è un tempo sognato che bisogna sognare...




L' amore adulto non si cerca.

Non c'è.

Non lo compri.

Non si conquista.

L' amore adulto cresce e si

espande tra due cuori presenti

e disponibili.

Ecco un evento magico.

Due persone disponibili

non si trovano per necessità.

Non vengono a coprire nessun

posto vacante.

Non sostituiscono nessuno.

Non prendono il posto di

qualcuno che c'era prima.

Due anime disponibili si

guardano con rispetto e si

dicono :

" Tu con te e poi con me. 

Io con me e poi con te ".




                              Alejandro  Jodorowsky



L' ODORE DEL MARE

 


                                                             Continua a respirare l' odore del mare...




COME SE IL MARE SEPARANDOSI


Come se il mare separandosi

svelasse un altro mare,

questo un altro, e i tre

solo il presagio fossero

d' un infinito di mari

non visitati da riva -

il mare stesso al mare fosse riva -

questo è l' eternità.


                                   (  Emily Dickinson )



                                                   ***


AD ATTIDE RICORDANDO L' AMICA LONTANA


Forse in Sardi

spesso con la memoria qui ritorna

nel tempo che fu nostro : quando

eri Afrodite per lei e al tuo canto

moltissimo godeva.

Ora fra le donne Lidie spicca

come, calato il sole,

la luna dai raggi rosa

vince tutti gli astri, e la sua luce

sparge sull' acque del mare

e i campi folti d' erba :

e la bella rugiada discende,

e fioriscono le rose e il gracile

timo e il trifoglio simile a fiore.

Spesso vagando, la dolce Attide

con desiderio ricorda nel suo

tenero

cuore ; e pena le grava l' anima.

E d' improvviso - Venite ! - urla ;

e questa voce non ignota

a noi per sillabe risuona

scorrendo sopra il mare.


                                        (  Saffo  di  Lesbo )



                                                  ***


NON SI RIPOSA IL MARE


Gli anni si accavallano ai riccioli  di

spuma

e a intermittenti ondate nere.

Mi divide dal mare una spiaggia

che cresce

nel cuore della notte e mi ributta

relitti di naufragi.

Bel museo in disordine. Gli oggetti

non sono compatibili. Fra i libri

della mia adolescenza vigoreggiano

i balocchi dei figli, e a brandelli

sfilacciati il mio abito da sposa. In

prospettiva  

si inazzurra il passato. E benedico

i miei e altrui peccati.


                              (  Maria Luisa  Spaziani )



                                                      ***


EPIGRAMMA ALLA STATUA DI CIPRIDE


E' sacro a Cipride il luogo, poiché

fu caro a lei sempre

scorgere dalla riva il luccicante

mare,

per dar felice la rotta ai navigatori :

dintorno

trema l' onda alla vista della sua

fulgente statua.


                                   (  Anite di Tegea )



                                                ***


POESIE SUL MARE E SULL' AMORE


VICINO. Parola inutile.

Ti cerco

dove la mia distanza arriva.

Vicino.

Un istante sicuro di sorprese.

Volo sonnolento di impennate

di me, per me.

Vicino.

Dove il mio cuore ti sente :

pulsazione del mare,

ticchettìo dell' assenza,

piccolo sentiero sicuro,

ondeggiante.

Vicino.

Dove l' indecisione non lascia

traccia.

Dove la parola

svolta,

segna un segno sicuro.

Vicino.


                           (  Josefina de la Torre )

                                                 


DOLINA

 


                                                                                      Come cupa voragine...




 
                                                                                                 DOLINA


                                                      All' apice degli occhi
                                                                deflagrante mi trapassa il silenzio.

                                                      Si schianta come cupa voragine
                                                                 a centro cuore.





                                                                             frida


lunedì 18 agosto 2025

SE QUESTO TRENO VA...

 


                                                           Aprendomi la strada tra banchi di nebbia...




SE QUESTO TRENO VA...


Voglio andare senza fuggire,

aprendomi la strada tra banchi di nebbia

nel mio castello di cartapesta e niente.


Lascia che scappi da un sole malato,

ché di raggi forti che scottano il viso

ho bisogno, e che riempiano stanze.


Lascia che scenda dalle tue mani incerte

ancora quel raggio a illuminare la via,

ché di cadere io temo da fragili steli.


Aspetto - ancora di te - il nostro vagone

carico di ciò che noi siamo.




                                                      frida




sabato 16 agosto 2025

VOLTARSI INDIETRO

 


                                                                    In silenzio soffro i danni del tempo....




VOLTARSI  INDIETRO


Sarebbe bastato un sorriso a chiudermi la bocca.

Un sorriso immaginato tra le pieghe del sangue,

proprio dove una lacrima mi ha accoltellata,

proprio dove le parole uccidono di più : al centro

di un cuore ammalato di sogni.


D' accordo, il teatro era truccato fin dalle prime scene,

e a noi era toccata la parte di amanti clandestini

a vita, ben noti alle morti effimere.

Per questo il mio sorriso ha una violenta storia 

di dura allegria, e di dolcezza conquistata a forza.


Ma so ancora lacerarmi il cuore quanto basta

con la lama beffarda di una luna a metà, tra passi

che ancora risuonano su un selciato tagliente e

voci che tuttora sento , ma che altri

- per dono o per maledizione - hanno dimenticato.


"  Sarà domani "  mi dici.

"  Forse".

Ma quello che sento adesso è

uno strano gelo d' agosto che mi brucia le dita.




                                         frida



venerdì 15 agosto 2025

LE OMBRE

 


                                                                                Edward Munch  -    Gelosia




                                    "  Nessuno è veramente sano

                                    se non sa entrare in contatto

                                    con la propria ombra "





                                                  Eugenio  Borgna  da   I  conflitti del conoscere



CREATURA

 

                                                                           Si faceva tua carne il respiro...




CREATURA


Si faceva tua carne
il respiro
nel chiamarti a nome.
Per immense foreste camminammo :
i muschi
racchiudevano l' orma del tuo piede.
Foglie di quercia
ai capelli
furono piccole mani
alate di sole.
Ma a riva d' invernali fiumi
c'è sconosciuta
quest' alba :
la voce varca grigie onde
senz' echi,
gli aliti in nebbia rappresi e dissolti
ci consumano gli orli del tuo viso.




                                            Antonia  Pozzi  


giovedì 14 agosto 2025

IL CASO E LA RAGIONE DI DANIELA

 


                                                                           Sul ciglio dell' ora incerta...




A MORSI


Mentre mordevo la vita

un dente si spezzava,

mi chinavo a raccogliere

il pezzo mancante

e con dita maldestre

rinsaldavo quello

che era stato un incisivo,

ma che ora somiglia

a un insulso canino

la cui natura animale

mostra solo il ringhio


e la vita se la ride

del mio morso a mezz' aria.



                                               ***


GRAFFI


Siamo graffi  di ossidiana

meteoriti che collidono

solo attimi si sfiorano

scagliati contro cosa chissà dove.



                                                   ***


SENZA SUTURA


Si dovrebbe ogni piaga

di vecchio dolore

cucire a mano

con filo di ferro,

ma se si potesse la ferita

con una cerniera

richiudere a piacere

si saprebbe ogni volta

riprovare un tremore

a dare un' occhiata

alla guerriglia mai interrotta,

a quella scalfittura

senza sutura

che resta viva odorosa aperta

sempre succosa

di sangue appena spillato.



                                                 ***


UN SOLO GRIGIO


Se un occhio corre al precipite mondo

già l' altro vaga dentro un sogno opaco,

se stride un orecchio a quel farfuglio

l' altro s' acquieta a un' ombra senza suono,

laddove due labbra d' un solo grigio

ripetono eguali un tacito assolo.



                                                 ***


SUL CIGLIO DELL' ORA


Costruire ampliare ristrutturarsi.

Affastellare versi, appendere

alle pareti percorsi, deviazioni,

varianti di visioni di uno stesso cielo,

spremuti da penne insonni

confezionati, stipati

sugli scaffali, in transito perenne

da cervello a cervello.

Traffico universale, pur riservato

a pochi, di merce stupefacente,

mistura necessaria per ingoiare

l' attesa sul ciglio dell' ora incerta

lungo la notte d' assedio.




                           Daniela  Pericone   da    Il caso e la ragione



LE DODICI ORE DI MARIACHIARA

 



                                                                    Essere qui o altrove non conta...






EUROPA DELL' EST


Tutte le città si assomigliano

perché l' umanità non prende mai le distanze

da se stessa.

Per le anime sensibili si può essere in ogni luogo,

e ogni arco che si tende e si flette

mi ritorna sotto forma di serpente

intimorendo il mio piacere appena schiuso

nell' impatto boscoso del confine.


Ogni conifera è palma, ogni sospetto

una fuga e tutto ti chiama.

Essere qui o altrove non conta,

importa se tu vuoi che io ti porti

dove mi vanno gli occhi e gli arti

e ti conservi nel sogno

di queste regioni sole.




                            Mariachiara   Rafaiani   da     Dodici ore