giovedì 28 settembre 2017

CRISTINA CAMPO ( LETTERA A GIORGIO ORELLI )


Roma, Giugno 1958

 Mio caro,
avrei un bisogno estremo di silenzio, di un'aria che parli e nutra in
silenzio, della vicinanza dell'acqua. Di feste silenziose, umane, vicino all'acqua.
Questa gente impazzita come insetti, questo mondo che muore come un pesce buttato in secca; e la mia vita che non decifro, che non so se m'importa neppure decifrare, tanto sono snervata,
esasperata - al limite del respiro e del pensiero. E così passerà questo mezzogiorno stupendo, la nostra età perfetta , capisci Giorgio?Noi così giovani e saggi, disperati e attenti. Il mondo ci consuma in questa inutile resistenza. Sogno a volte un Decamerone sui prati ancora puri di Veio. Tutti i miei amici lontani - così incantevoli - poche donne ( ma belle ) - e lunghe storie e le tue canzoni, e una vita fresca vicina all'acqua. Quest'idea dell'acqua mi perseguita, come nella leggenda dove qualcuno diceva: " Quando vedrai terra e cielo oscurarsi, tuffa le mani nell'acqua".
Tu che farai, questa estate? Mi piacerebbe vederti, ma dove non saprei. Pensaci tu, ti prego.
Io non ho ancora deciso niente per Lerici; non arrabbiarti, non ho cervello per pensarci, e mi annoia. Ma sono contenta che l'abbia fatto tu - questo volevo, lo sai.
Iersera venne Luzi per poche ore. Lo portai ai Cavalieri di Malta,
quel luogo da Vida es sueno , illuminato dal plenilunio. Era incantato - ma anche lui ha imparato a salutare ogni luogo bello,
ogni minuto di silenzio e di vita come se fosse l'ultimo.
Perdona questa lettera, caro Giorgio. Salva tu quello che puoi, nei
tuoi versi. Ti abbraccia la

                Cristina


Cristina Campo    da   Il mio pensiero non vi lascia ( Lettere a Gianfranco Draghi e ad altri amici del periodo fiorentino )


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