giovedì 26 dicembre 2019

LA VECCHIA E LA VANITAS 4



(…) In pittura ci sono molte vecchie,  qualcuna - in genere se
       aristocratica - dignitosa, qualcuna autorevole e ammirevole,
       per esempio La vecchia signora che legge  di Rembrandt del
       1655, che è una fonte di luce non solo simbolica, se tutto il
      volto di lei ne è illuminato.Ma per lo più la vecchiaia femminile
      è  sinonimo figurativo di orrore, dell'orrore della vecchiaia
      molto di più di quanto non lo siano le immagini di uomini
      vecchi: il passaggio del tempo nuoce a tutti, la morte aspetta
      tutti, ma la vera vecchiaia è quella femminile perché in essa si
      annida la disfatta non solo del corpo, ma della sua vanità.
      Guardami, dice la donna di Giorgione, emergendo da una
      minacciosa nigredo .Un gesto violento per un figlio mostrare
     la decadenza materna,ma anche un gesto crudele per una madre
     esibire la propria senilità disfatta al figlio,tanto più che al figlio
     sarebbe spettata ( sarebbe , come molti uomini del suo tempo,
     Giorgione non tagliò il traguardo della vecchiaia morendo nel
     1510, poco più che trentenne, al colmo del successo ) la
     senescenza diversa dei maschi che non conoscono quella
     speciale e specifica fragilitas della carne femminile. Forse
     però quella donna dai capelli inariditi come foglie secche, non
     si sta mostrando al figlio: forse si sta mostrando allo specchio e
     dall'altra parte c'è una donna giovane e bella - lei stessa - cui
     balena improvvisamente - come in una fiaba nera - la terribile
     apparizione.  (…)



                Elisabetta  Rasy   da    Figure della malinconia


      
 
 
 La vecchia signora che legge ( Rembrandt )
 
 

LA VECCHIA E LA VANITAS 5



(…) Panofky, convinto come si è detto che La vecchia fosse di
       Tiziano, le contrapponeva " come una specie di La vecchia al
       contrario", un'altra opera tizianesca dipinta tra il 1512 e il
       1515, cioè  La donna allo specchio del Louvre, citando alcuni
       versi dei Sonetti di Shakespeare, soprattutto " Thy glass will
       show thee how thy beauties wear ", il tuo specchio ti mostrerà
       come le tue bellezze sfioriscano. La voce della psicanalisi,
       costeggiando il mistero del desiderio femminile, ha lasciato al
       Novecento una famosa domanda : cosa vuole una donna ?
       Giorgione, con la sua intramontabile  Vecchia e Tiziano con
       la sua bellezza allo specchio, ne hanno lanciata un'altra,
       non meno temibile : cosa vede una donna allo specchio?. La
       presunta madre del pittore di Castelfranco espone il suo
   disordine senile come lo scrittoio di Baugin mostrava il disordine
    dei propri oggetti. Corpi inanimati dimenticati, corpi animati da
    dimenticare: questo è l'ordine della Vanitas che - col tempo -
    cambierà iconografia ma non potenza.  (…)



                     Elisabetta  Rasy   da    Figure della malinconia


                                
 
Donna allo specchio ( Tiziano )
 
 

CUORE UNIVERSALE

 
 

                                                                Nell'addensarsi delle ombre…


Mancarsi, in omissione di volti ad altri volti,
densità che si dilata circolare da un punto
equidistante che segna il centro dell'anello.

Un unico cuore universale,
pasto crudo per anime infinite.

Nell'addensarsi delle ombre, mancarmi
sempre un poco - noi - somiglianze nude
seminate dentro un tempo orfano.



                                      
                                      frida




mercoledì 25 dicembre 2019

INCONVENIENTI

 
 


                                                   
                                         AUGURI !


                                             frida



NATALE

 
 


                                                                    I miei Auguri più cari
                                      di serenità e pace!


                                                 Frida


martedì 24 dicembre 2019

ALTRO TEMPO... ALTRE PAROLE

 
 

                               Un'anima al cospetto di se stessa: infinità finita.


C'ERA UNA VOLTA

Bosco Cappuccio
ha un declivio
di velluto verde
come una dolce
poltrona.

Appisolarmi là
solo
in un caffè remoto
con una luce fievole
come questa
di questa luna.

                                 Giuseppe  Ungaretti


                                              ***

SOLITUDINE

Io sono solo.
Il fiume è grande e canta.
Chi c'è di la?
Pesto gramigne bruciacchiate.

Tutte le ore sono uguali
per chi cammina
senza perché
presso l'acqua che canta.

Non una barca
solca i flutti grigi
che come giganti placati
passano davanti ai miei occhi
cantando.

Nessuno.


                                           Attilio  Bertolucci


                                                    ***  


FORSE UN MATTINO ANDANDO IN UN' ARIA DI VETRO

Forse un mattino andando in un'aria di vetro
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi, come su uno schermo, s'accompagneranno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi : e io me ne andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.


                                         Eugenio Montale


                                                     ***

SENZA DI TE TORNAVO, COME EBBRO
non più capace d'esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.
Mille volte sono stato così solo
dacchè son vivo, e mille uguali sere
m'hanno oscurato gli occhi, l'erba, i monti,
le campagne, le nuvole.
Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c'è solo ombra.
E mi sarai lontano mille volte
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest'angoscia che monta dentro al seno:
essere solo.

                                           Pier Paolo Pasolini


                                                     ***

SOLITUDINE

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste sono folla
in confronto a quel punto più profondo
- segretezza polare -
che è un'anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.

                                      Emily  Dickinson

lunedì 23 dicembre 2019

BUON NATALE ...

 
 
 

                                A voi, che per scelta o per ventura,
                                 vi trovate a transitare qui !


                                               frida



QUI NON è IL LOCO UMIL...

Qui non è il loco umil, né le pietose
braccia della gran Madre, né i pastori,
né del pietoso vecchio i dolci amori,
né l'angeliche voci alte e gioiose,

né dei re sapienti le pompose
offerte, fatte con soavi ardori,
ma ci sei Tu, che Te medesmo onori,
Signor, cagion di tutte l'altre cose.

So che quel vero che nascesti Dio
sei qui, né invidio altrui, ma ben pietade
ho sol di me, non ch'io giungessi tardo;

non è il tempo infelice, ma son io
misera, che per fede ancor non ardo
come essi per vederTi in quella etade.


                                Vittoria  Colonna


                                             ***

I BANDITI

Incappucciati, foschi, a passo lento,
tre banditi scendevano la strada
deserta e grigia, tra la selva rada
dei sughereti, sotto il ciel d'argento.

Non rumore di mandrie, o voci, il vento
agitava per l'algida contrada.
Vasto silenzio. In fondo, Monte Spada
ridea bianco nel vespro sonnolento.

O vespro di Natale! Dentro il core
ai banditi piangea la nostalgia
di te, pur senza udirne le campane.

E mesti eran, pensando al buon odore
del porchetto e del vino, e all'allegria
del ceppo, nelle lor case lontane.


                                        Sebastiano  Satta


                                                  ***

NELLA NOTTE DI NATALE

Io scrivo nella mia dolce stanzetta,

d'una candela al tenue chiarore,
ed una forza indomita d'amore
muove la stanca mano che s'affretta.

Come debole e dolce il suon dell'ore !

Forse il bene invocato oggi m'aspetta.
Una serenità quasi perfetta
calma i battiti ardenti del mio cuore.

Notte fredda e stella di Natale,
sai tu dirmi la fonte ove zampilla
improvvisa la mia speranza buona?

E' forse il sogno di Gesù che brilla
nell'anima dolente e immortale
del giovane che ama, che perdona ?


                             Umberto Saba


                    Natale in poesia ( Antologia dal IV al XX  secolo )


DOVE SEI

 
 
 
     Ti aspiro d'assenza…
 
 
                                                                   
Nudi i fianchi, la rotondità delle mie voglie
è artiglio al ramo.
L'urgenza del mio tempo scrive di umido
la terra che diventa lago d'erba ondulante,
venata di fieno e di parole.

Ti aspiro d'assenza che mi avvolge in pieghe
di delirio, e mi spinge a trapassarmi da parte
a parte, ascoltando il rullìo che termina
quando i coltelli tagliano il mio ventre.

Dove sei.




                                      frida


sabato 21 dicembre 2019

DAL LIBRO " STORIE DI SFIGATI... " 1

 
 


 " Ho smesso di fumare, vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto " . ( Woody  Allen )


CURIOSITA'

ANTONIO LIGABUE

(…)Prima di iniziare a dipingere, Ligabue eseguiva un vero e
      proprio rituale magico, attestato da diversi documentaristi
      accorsi a Gualtieri a conoscere il pittore negli ultimi anni della
      sua vita. Ligabue era convinto che uno spirito gli impedisse di
      riconoscersi nei suoi autoritratti, così indossava lunghi abiti
      femminili e si appollaiava sul pavimento facendo strani versi e
      improvvisando una piccola danza. Per lo stesso motivo, alcuni
      giurano di averlo visto mescolare i colori con i propri
      escrementi prima di stenderli sulla tela.  (…)


                                                ***

FRIDA KAHLO

(…)  Il quadro di Frida  " Radici" è l'opera che detiene oggi il
        record del prezzo più alto per un' artista latino - americana,
        circa 5,6 milioni di dollari. La cantante Madonna in un'
        intervista del 2015 ha confessato di aver trovato ispirazione
        dalla figura di Frida negli anni più difficili della sua ascesa a
        pop star mondiale. Interrogata su ciò che ammirava di più
        della pittrice messicana, la cantante ha replicato :  " She
        didn' t give a fuck ". Nient'altro da aggiungere .  (…)


                                                 ***

EDGAR  ALLAN POE

(…)  Per ben sessant'anni, dal 1949 al 2009, nel giorno dell'
        anniversario della nascita di Poe, un uomo incappucciato e
        vestito completamente di nero è stato visto recarsi sulla tomba
        del poeta per lasciarvi mezza bottiglia di cognac e tre rose
        rosse. Sulla lapide sono stati rinvenuti anche alcuni biglietti
        nei quali l'ammiratore sembra parlare direttamente con lo
        spettro di Edgar. Uno dei messaggi più criptici recita
        testualmente : " La torcia sarà passata ". L'identità dell'uomo
       ( o degli uomini ) è avvolta ancora oggi nel mistero. Già,
       perché - secondo alcuni testimoni, l'incappucciato misterioso,
       o " Poe Toaster ", come è stato ribattezzato dai media, negli
       anni è cambiato : in passato era stato avvistato un uomo lento
       e zoppicante, presumibilmente anziano ; in seguito i testimoni
       hanno detto di aver visto un uomo decisamente più giovane, e
      finanche una donna.Questo particolare ci suggerisce l'esistenza
      di una società segreta i cui membri di anno in anno si passano
    il testimone per omaggiare la memoria del poeta dell'orrore.(…)


                       
                                              ***
MARILYN  MONROE

(…)  L'autobiografia di Marilyn, " La mia storia " venne scritta
        intorno al 1954, quando lei era all'apice del successo, ma fu
        pubblicata solo nel 1974, dodici anni dopo la sua morte.
        Nel libro, raccontando la brutta esperienza vissuta con il
        direttore dello Studio X agli inizi della sua carriera, Marilyn
        scrive : " Ritornai a casa in auto. Sì, avevo qualcosa di
        speciale e sapevo cos'era. Ero il tipo di ragazza che trovano
        morta in una camera da letto con un flacone vuoto di
        sonniferi in mano".
        E' come se avesse saputo già tutto din da allora.
        Ma si sbagliava : lei è molto più di questo .  (…)



   STORIE DI SFIGATI CHE HANNO SPACCATO IL MONDO ( Ed. Longanesi )


DAL LIBRO " STORIE DI SFIGATI... " 2


CURIOSITA'


CESARE PAVESE

(…) "Perdono a tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate
       troppi pettegolezzi ". Queste parole sono state ritrovate scritte
       a mano sulla prima pagina dei " Dialoghi con Leucò " il
       giorno della sua morte. A che genere di pettegolezzi allude lo
       scrittore ? Secondo alcuni, Pavese soffriva di impotenza, il che
       spiegherebbe il suo scarso successo con le donne. Se ne
    troverebbe conferma- tra le righe - in alcune lettere della Pivano
    e nel Diario di Pavese stesso, che scriveva :
   "Né delusione né gelosia m'avevano mai dato questa vertigine del
     sangue. Ci voleva l'impotenza,la convinzione che nessuna donna
     si gode la chiavata con me, che non se la godrà mai ( siamo
     quello che siamo ), ed ecco quest'angoscia ". 
     E' anche vero che, nel " Mestiere di vivere ", Cesare parla di
     impotenza in riferimento alla sua incapacità di trovare un posto
     nel mondo, ad adattarsi alle regole degli uomini.
     Che la verità stia nel mezzo ?   (…)


                                                ***

CHARLES  BUKOWSKI

(…)  Jim Christy riporta diversi aneddoti davvero surreali su
        Bukowski : tra i tanti, spicca il racconto dell'incontro tra lo
        scrittore e Arnold  Schwarzenegger. Pare che i due fossero
        commensali in una patinata cena a Hollywood, quando Hank,
        palesemente ubriaco, si avvicinò al Arnold che sedeva insieme
        alla sua nuova moglie, e gli disse :
       " Ehi tu, pezzo di merda di un nano; tu e il tuo grosso sigaro,
        chi vi credete di essere ? Solo perché fai quei filmetti di merda
        non crederai di essere speciale, pezzo di merda di un
        megalomane ".
        Certo che bisogna essere tanto ubriachi per dare del nano a
        Schwarzenegger, ma Bukowski - d'altronde - era senza peli
        sulla lingua, e se ce li aveva, non erano suoi . (…)


                                            ***

CHARLIE  CHAPLIN

(…) Alla prima del film " Luci della città ", Charlie entrò in sala
       accompagnato nientepopodimeno che da Albert  Einstein in
       persona. Quando gli spettatori videro quella strana coppia, si
       alzarono in piedi e si misero ad applaudire con la stessa grinta
       del pubblico di  " Uomini e Donne " davanti a una rivelazione
       shock della redazione. Pare che in quell'occasione Chaplin
       abbia mormorato al fisico al suo fianco: " Vede, applaudono
       me perché mi capiscono tutti; applaudono lei perché non la
       capisce nessuno ".
       Severo ma giusto.


                                                  ***

GIACOMO LEOPARDI

(… ) Lungi dal ritratto del poeta timido e remissivo a cui siamo
        abituati, in realtà Giacomino era un uomo abbastanza
        presuntuoso. Il poeta recanatese aveva infatti un'alta
        considerazione di sé ( e a buona ragione ! ) e non mancava di
        disprezzare pubblicamente e con battute saccenti i suoi
       compaesani.Se è vero che i recanatesi non furono mai granchè
       teneri con lui, Giacomo però sapeva difendersi bene.
      A onor di cronaca dobbiamo aggiungere che in effetti Leopardi
      aveva un problema con l'igiene personale : non si lavava per
      settimane e pare provasse un piacere perverso nell'ammorbare
      gli altri col suo olezzo.   (…)



 STORIE DI SFIGATI CHE HANNO SPACCATO IL MONDO ( Ed. Longanesi )



venerdì 20 dicembre 2019

LASCIARSI AVVOLGERE...

 
 


                                             
                                                               da un'emozione


                                                       
                                                          frida



I DODICI INCUBI DEL NATALE ( Ripensiamoci, finché siamo in tempo! ) 1

 
 

                                                     In attesa del Natale

1

BABBO NATALE : L' UOMO

Osservatelo bene: barba finta e storta,
vestito rosso comprato in saldo,
occhiali da carnevale per coprire
le occhiaie. Aria stropicciata.
Se ti prende in braccio,
senti puzza di rum.
Questo sarebbe Babbo Natale?
Un tempo uno degli uomini più
potenti della Terra, ora tira avanti
con il sussidio di disoccupazione.
E poi c'è qualcosa di inquietante
in lui. Avete presente il clown
di Stephen King?


                                                 ***

2

BABBO NATALE : IL TESTIMONIAL

Perché un essere anche vagamente
normale dovrebbe abitare al Polo Nord
su un blocco di ghiaccio galleggiante?
A chi verrebbe in mente di passare la
notte volando da un cielo all'altro, per
distribuire regali a bambini che di sicuro
non li meritano? Diffidate dei troppo
altruisti : o sono disturbati di mente,
oppure tramano un intrigo internazionale.
Il nostro gode di una considerevole
ricchezza di dubbia provenienza; dopo
la mezzanotte si intrufola nei camini e
scende nelle case degli onesti cittadini
che dormono il sonno del giusto.
Vi sembra normale?


                                                   ***

3

GLI AIUTANTI DI BABBO NATALE

Ma c'è dell'altro.
Perché presunti Elfi sopporterebbero
condizioni lavorative disumane
in uno degli ambienti giudicati fra
i più gelidi e inospitali della Terra,
se non per ottenere un loro tornaconto?
Oggi è sottoproletariato masochista,
domani sarà ribellione sanguinaria.
 Il rat - a -tat-  tat dei loro minuscoli
martelli è solo l'inizio.


                                                  ***

4

L'ALBERO DI NATALE

E se prima o poi crollasse sotto
il peso delle palle colorate?
Fateci caso: non sembrano tante
piccole bombe a mano? E se fosse
il ricettacolo dei tarli in attesa
di traslocare nella mobilia di casa?
Quando lo vedi, capti qualcosa
di spaventoso, per esempio la sua
ramificata paralisi e la sua statica
indifferenza. Figuriamoci poi
se lo mettiamo in salotto!
Di notte, è possibile sentirlo
mentre fruscia e ingurgita
acqua dal sottovaso!


                                               ***

5

LE DELIZIOSE RENNE

Zoccoli che tagliano i tetti come
coltelli nel burro, traiettorie
di volo impazzite che ai più
ricordano mulinelli di foglie
morte prima dell'uragano.
Il manto infestato di zecche,
note portatrici di malattie.


                                                ***

6

SCOSSE MORTALI

Le luci di Natale con i fili scoperti e
il vecchio trasformatore ammuffito
del piccolo, coraggioso Lionel
sono a norma in confronto
all'accumulo di pile, giochi elettronici,
alberi parlanti, robot a batteria
che spruzzano ingegno artificiale
da ogni poro. Quest'anno
perfino gli addobbi tremano.
E poi, non è inquietante lo sfarfallìo
delle luminarie appese alle grondaie
incrostate di ghiaccio, nell'aria
cupa e grigia della notte ?



     John Updike & Edward Gorey   da  I dodici incubi del Natale



I DODICI INCUBI DEL NATALE ( Ripensiamoci, finchè siamo in tempo! ) 2

 
 

                                                                        Natale  2019
7

I CANTI DI NATALE

Gracchiano e rimbombano dai soffitti
troppo alti degli ipermarket e dei
discount, colonna sonora dei nostri
acquisti. Usciamo rintronati.
Cosa succede? Dove abbiamo
seppellito il bambino che è in noi?
Per favore, ridateci i canti di Natale
di quando eravamo piccoli.
Per esempio:
" E viene giù dal ciel, lento
un dolce canto ammaliator
che mi dice " Spera anche tu,
è Natale, non soffrire più ! "
Oh...Oh...Oh… Oh… Oh…


                                           ***
8

GLI SPECIAL IN TV

Charlie Brown ha sempre avuto
quella voce stridula e lamentosa?
E Bing Crosby ha sempre camminato
come un papero? Strano, non lo
ricordavo con quella pancetta !
Ma Danny Kaye, Fred Astaire,
Jimmy Stewart e il Grinch non
facevano ridere? E Vera Ellen
non era morta ? Possibile che non
ci sia niente di buono in tv, magari
il wrestling o un sano horror di Natale?


                                               ***
9

PAURA DI NON REGALARE ABBASTANZA

All'interno dei grandi magazzini
provoca vertigine, fratture ai piedi
da scala mobile troppo veloce,
distorsioni e slogature di pollici
e polsi nell'incartare i regali.
Occhi pesti e graffi in faccia
sugli autobus affollati di passeggeri
carichi di pacchi e pacchetti.
Crisi di ansia da portafoglio vuoto.


                                               ***
10

PAURA DI NON RICEVERE ABBASTANZA

A casa provoca ansia
da spasmodica attesa del postino,
che diventa profonda crisi di identità
la mattina di Natale, quando
una montagna di carta da regalo
spiegazzata e pile di scatole vuote
lievitano intorno a tutti
meno che a voi.
Tre cravatte smorte e un paio
di guanti da lavoro in flanella.
E' questa l'idea che hanno di voi?


                                                 ***

11

PAURA PER LA MERCE DA CAMBIARE

Imbarazzo,
discussioni spiacevoli,
scontrini smarriti,
moduli da riempire
per gli articoli difettosi.
L' umiliante discesa nel bieco
mercanteggiare.


                                                  ***

12

CALA IL SIPARIO

Sciamano a frotte facce smunte
e verdastre, esseri avvolti in cappotti
tristi, illuminati dalle vetrine
spruzzate di neve di polistirolo,
a ricercare dolci quadretti
di un Natale fine ' 800,
con i manichini color carne
in improbabili vestaglie scozzesi.
E' l'inferno o l'inizio della presa di
coscienza dei consumatori ?



      John Updike &  Edward Gorey   da   I dodici incubi del Natale


giovedì 19 dicembre 2019

LE NUOVE EROIDI ( Presentazione )



Poco più di duemila anni fa, Ovidio scrisse una raccolta di lettere poetiche straordinariamente moderna e originale: " le Eroidi ", una serie di epistole in versi in cui le eroine del mito si rivolgevano ai loro ( generalmente non irreprensibili ) mariti e compagni, rovesciando il tradizionale punto di vista maschile sulle storie raccontate.
Oggi, otto importanti scrittrici  nate negli anni Settanta, reinterpretano il classico di Ovidio con assoluta libertà, giocando in modo innovativo e appassionato con i miti originali.
Così, Antonella Lattanzi ci fa assistere al processo in cui è coinvolta Fedra; incontriamo una nuova Medea in Maremma raccontata da Teresa Ciabatti; partecipiamo al dramma di Ero e Leandro in fuga dal loro paese su un barcone nel Mediterraneo, nelle parole di Ilaria Bernardini . E ancora, Veronica Laimo ci mostra Laodamia impegnata in una chat erotica con il fantasma di Protesilao; Caterina Bonvicini ci fa conoscere una Penelope che si è imbarcata per mare e salva rifugiati mentre Ulisse la attende a Itaca; Chiara Valerio torna all'epoca del mito e reinventa il dramma di Deianira, fornendo una spiegazione nuova agli eventi che provocarono la follia di Ercole; Valeria Parrella, invece, sposa il punto di vista di Didone, in una lunga e crudele invettiva contro il pavido Enea, colpevole verso le leggi dell'amore. Michela Murgia, infine, dà voce a Elena perché " quando bellezza e guerra  diventano sinonimi, non c'è più differenza tra ammirare e prendere di mira ".
Un libro che parte dall' attualità del mito e mette al centro la prospettiva femminile, con una collezione di storie intense e universali, sospese tra modernità ed eternità.



                                         ( f. )


LE NUOVE EROIDI 1

 
 


                                        " Vieni per me, amore mio. Piangi " . ( Laodamia )


A DEMOFONTE E ACAMANTE

(…)  Figli miei,
        chi può dire cos'è una lettera d'amore ?
        Siete troppo piccoli - adesso - per capire cosa è successo a
        vostra madre, vostro padre e al vostro fratellastro Ippolito.
        Siete troppo piccoli - per fortuna - per guardarmi pieni di
       pena come fanno quasi tutti,una donna che non ha più nessuno
       se non voi, una donna cui è stata strappata prima la famiglia
       d'origine, e ora il marito e il figliastro a cui aveva voluto bene
       come a un figlio. Mi chiedete di papà e di Ippolito e io vi dico
       che sono partiti, torneranno presto, mancate tanto a entrambi,
       e mi mangio le mani mentre vi guardo giocare tra di voi,
       litigare per i biscotti al cioccolato, abbandonarvi sul divano a
       piedi nudi per guardare la tv. Vorrei dirvi la verità - bambini -
       vorrei che di vostra madre un giorno poteste dire : non ci ha
       mai mentito. Ed è per questo che vi scrivo. Perché sappiate
       tutto non dagli estranei, non dai giornali, non per caso, ma da
       me.
       Presto sarete abbastanza grandi da leggere questa lettera, e se
      io non avrò il coraggio di parlarvi, lo farà lei.Ci tengo sappiate
      che il mondo è pieno di gente che ci ama, che non è tutto cupo
      e maligno come potrà sembrarvi quando conoscerete questa
      storia. Anche la nostra cara Nutrice non ci ha abbandonati, è
      solo che adesso non può vivere con noi : ci tengo lo sappiate.
      Ci tengo sappiate che - è vero - esistono l'ingiustizia, la morte,
      il tradimento, ma anche lo splendore, la felicità, l'amore.
      Chi può dire cos'è una lettera d'amore ?
      Può tutto l'orrore che abbiamo vissuto trasformarsi in una
      lettera d'amore ? Io spero che possa. Ho fiducia che possa.
      Per questo sto scrivendo - adesso - a voi.
      Perché sappiate tutto, e lo sappiate da vostra madre : la mia
      lettera d'amore.  (…)



             Antonella  Lattanzi   da    Le nuove Eroidi


     

LE NUOVE EROIDI 2



(…) Io stavo male, figli miei, non ero più in me. Ero innamorata di
       vostro fratello Ippolito. Ho tentato, dio se ho tentato, con tutta
       la forza che avevo, di non amarlo più. Era un giovane di
       ventitré anni, e io una donna di trentadue. Lo conoscevo da
       quando era un bambino: l'avevo cresciuto, lavato, vestito,
       curato quando aveva la febbre, accompagnato dai medici,dagli
       architetti, consolato non so quante volte in vita mia. Mi sono
       sentita sua madre - lo giuro - per tutti questi anni. Com'è
       possibile - allora - mi chiedo, che mi fossi innamorata di lui?
       Quando è successo?
       Com'è possibile, mi chiedevo, mentre mi consumavo, che mi
       fossi innamorata del figlio di mio marito ? Di quello che
       consideravo mio figlio? Che mostro ero, che mostro sono, se
       ho potuto innamorarmi di lui?
       Non lo so, bambini miei. Non lo so e non lo sapevo, e mi
       struggevo, mi sarei strappata gli occhi pur di non amarlo più.
       Mi sarei tagliata la testa. 
       Ho cercato di contrastare questo amore per un tempo infinito.
       Deperivo sotto i colpi di quest'amore che non doveva essere.
       Non mi importava di morire. Ma la mattina del 7 settembre
       non so cosa mi è successo: ho confessato tutto alla Nutrice. Le
       ho detto che sarei morta - ed è vero - pur di contrastare questo
       amore. Figli miei, io vi auguro di essere innamorati, di essere
       follemente innamorati, di provare lo stordimento splendente
       dell'amore. Ve lo auguro con tuto il cuore. Amate, sempre,
      senza paura, amate con coraggio.Non abbiate timore di amare,
      ora che iniziate a conoscere la storia di vostra madre : io ho
      amato con colpa. Voi, vi supplico, amate con furore.  (…)


                                          

                  Antonella  Lattanzi    da     Le nuove Eroidi