mercoledì 21 gennaio 2026

GIUDIZI PARTICOLARI

 




                                           ECCOTI :

                                ( La ballata del Tempo )



Guardali bene questi arcobaleni rovesciati in acquarelli

di nuvole rapprese, queste culle sospese . Eccoli :

sono i nostri anni.

Come risacche impaurite si sgretolano, ripiegano e poi

s' inerpicano, edera su edera. E quando possono, ritornano.



Ti seguo dove la mira dei tuoi occhi mi proietta, ma vedo

soltanto neri nembi a rovesciare veleni su colori mai avuti.

Eccoli : sono i nostri anni.

Contorte liane strette a soffocare la vita.

E come potrei volere che tornino ?



Sì, perché a volte tornano, incuranti degli errori.

Ma prima che qualcuno faccia a mente la conta

esatta dei loro passi, come in giorni timidi d' affetto,

loro ci accarezzano sulle labbra, gettano un addio...

e si allontanano.



Vorrei - al tempo di un sorriso - farmi largo tra le gocce

pesanti e spesse della memoria, che pesa ricordi sulle

labbra come fuoco, e poi rode, sputando fiele mentre

si allontana. Vanno e vengono, questi nostri anni.

Come certi amori.




Quelli disorientati, ammalati, quelli maleducati,

entrati senza chiedere permesso. Quelli degli 

imprevisti, inciampati, quelli già consumati o quelli

dei nostri  Ti Amo ancora sostanzialmente vergini.



Eppure, sconfitto dal tuo chiarore di parole, si apre 

il nero sopra l' orizzonte e cade scheggiata pioggia di cocci

che taglia sulla pelle sangue nuovo e rosso e, mentre

mi fermo a calcolare il passo, Eccoti.



Eccoti. Prendi questa strada, ma non come esempio.

Prendila sul serio, inseguila, percorrila , ballaci sopra

il pentagramma delle tue esperienze, improvvisa

la farsa di una tregua a tempo e di vita senza.



E quando avrai gambe abbastanza lunghe per osare,

allora e solamente allora, avremo estati per arenarci ancora

come sabbia fra conchiglie vuote, come scheletri di quella

vita che poi sarà la stessa a riproporsi ingenua,

con la banale scusa di una ruga in saldo.



Potrò allora segnarmi del tuo passo sulle gambe

in corsa di sabbia, e di conchiglie colorarmi porpora,

lasciandomi occasione di arrossire fra i ponti che

disegni alle mie rughe, perché non ci sa vita a separarci.

E posso.



Eccomi.

Prendi la mia bocca, prendila ora, prendila con un bacio

come macchieresti di rossetto un bicchiere, fagli sentire

che sei padrona assoluta del ticchettìo tremendo dei

nostri giorni , e che non hai cura dei tramonti, perché

gli orologi hanno occhiali spessi, buoni solo a dire Basta !,

come in certe stanze avviene per gli amori a tempo,

che pagano in contanti e non chiedono il resto.



Eccomi,

nell' orizzonte in battito d' ali, tempo leggero senza

misura, che corre e rallenta come il vento.

Il vento delle tue impronte, e fuoco sulla bocca, il vento

che ha divelto le lancette e le rigira intorno alla morte

e a mulinello intorno ai miei capelli. Adesso

come allora. Ti prendo e spengo le parole che dal tempo

sono marcate strette. Non macchio rosso sangue, ma ti

sciolgo di blu di cieli, in un verde senza età.




                                          francesca  ( frida )


8 commenti:

  1. Mi piace molto questa ballata che a me sembra a due voci, sebbene al fondo ci sia un nome solo. La voce in rosso mi pare faccia inizialmente resistenza a questo riesumare gli anni, salvo poi cedere, lasciarsi coinvolgere, essere addirittura lei a dire prendi la mia bocca, prendila ora, prendila con un bacio. Potrebbe però essere un’unica voce che dopo tempo riprende i versi e risponde a se’ stessa, strofa dopo strofa. Chissà.
    Ma la domanda vera è: non è che tra i tanti tuoi nomi ti chiami anche Francesca?
    massimolegnani

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  2. La Ballata è effettivamente a due voci dialoganti, di cui lascio al lettore distinguere la parte maschile da quella femminile, anche se a volte finiscono per intersecarsi e scambiarsi i ruoli. ( come in un gioco birichino ).
    Sì, mi chiamo francesca.

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  3. Sai che non mi ero accorta di essermi firmata col mio vero nome ?
    Lapsus significativo : era ora che uscissi dall' anonimato.
    Esisto , non sono un prodotto di AI.

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  4. Ah, ecco!
    Confesso che ho percepito poco la voce maschile, sicuramente non la rossa che opera una evoluzione che mi piace definire femminile. La bianca, non so, la sento solo a tratti, come si mimetizzasse in una soavità poco maschile (ammetto che questa mia suddivisione di genere è molto superficiale)
    ml

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  5. E' immaginaria più che reale o - se vogliamo metterla sul piano biologico- , noi umani in fondo siamo degli ibridi ; in ogni uomo esiste una componente femminile, così come in ogni donna una parte maschile. E anche nella psiche esiste questa dualità ( animus e anima per Jung ) E' solo questione di " concentrazione ". Tu sei un medico e di queste cose ne sai molto più di me .
    Grazie per questo dialogo.

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  6. un tempo mi rimproveravano, velatamente, di avere una scrittura femminile, e non sapevano di farmi un complimento.
    Ciao, buon pomeriggio
    ml

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  7. Assolutamente sì. Ho anch'io un buon amico poeta che ha un' anima così poco " animus " tanto da potersi permettere caratteristiche psichiche femminili anche nella sua scrittura. Ed è assolutamente una ricchezza.
    Buona serata a te.

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