venerdì 5 aprile 2024

DEAR DANTE

 


                             Gustave Doré -  Virgilio e Dante nel IX Girone dell'Inferno




DANTE TRA GLI AMANTI


(" Quand'io intesi quell'anime ofense

china' il viso e tanto il tenni basso,

fin che 'l poeta mi disse : " Che pense? ".


Quando rispuosi, cominciai : " Oh lasso,

quanti dolci pensier, quanto disio

menò costoro al doloroso passo! " )


 ( Inferno V , 109 - 114 )



                                                  

Si muove tra loro come una spia

che non conosce i peccati,

li osserva con sguardo d'uomo.


Da qui muove la sua pietà.

Non giudica ma porta amore.

Dove si smarrisce la ragione, vince il perdono.


Sebbene Dante sappia che un Dio lassù

ha dannato queste anime per la bruciante lussuria,

non rinuncia alla compassione per


la loro sofferenza. Sa che devono

pagare lo scotto. Languidi abbracci

li hanno portati fin qui. Questa nuvola di polvere


li frusta senza tregua lungo giorni

e notti d'inferno infiniti.

Di tutti i modi diabolici


di punire può essere il migliore

che chi cataloga le colpe possa punirle.

Ma Dante non freme, non si eccita


per il giusto, dolce finale. Dio tiene il libro mastro

che sgomenta il suo cuore di uomo.

Sviene per la pena, atterrato

dalla sua arte passionale.



                                            ***


NUOTANDO CON DANTE


( " Ma ficca li occhi a valle, ché s'approccia

la riviera del sangue in la qual bolle

qual che per violenza in altrui noccia "


Or ci movemmo con la scorta fida

lungo la proda del bollor vermiglio

dove i bolliti faceano alte strida " ).


 ( Inferno XII , 100 - 102 )



Conosco questo fiume, il fiume della rabbia.

Vi sono entrata una volta o due, forse più volte.

Bruciavano i miei piedi. Lasciai la sponda

della salute e dell'amore a guado delle acque

per immergermi in torti che non potevo raddrizzare,

per cospirare in guerre violente che non avrei combattuto,

per bollire un po' nel sangue, mio e degli altri.

E' piacevole la rabbia, è una gabbia

che rende l'anima schiava dei suoi capricci.

E quando in lei ti smarrisci, tutto lo zolfo

dell'inferno non ti salverà. Nessun centauro

in soccorso ( come al fortunato Dante ). Per sempre

stretto tra desiderio e desiderio,

nuoti finché di nuovo la follia ti abbandona.



                                                 ***


IL MONITO DI DANTE


( " O voi che siete in piccioletta barca,

desiderosi d'ascoltar, seguiti

dietro al mio legno che cantando varca,


tornate a riveder li vostri liti :

non vi mettete in pelago , ché forse,

perdendo me, rimarreste smarriti " ).


 ( Paradiso II , 1-6 )




E' mai possibile, avendoci spinti così lontano

che tu ci rimandi nuovamente a casa? Nessuna stella

a guidarci, nessuna rima o verso per spingerci

nel cammino? Alla fine, alle porte del Paradiso,

ci dici che non siamo pronti per seguirti,

che il pane degli angeli non è il nostro pane?

Anche se non così istruiti, noi abbiamo fame.

Siamo affamati come filosofi. Affamati come te.

In realtà, se siamo piccoli, abbiamo maggior bisogno

di vedere le verità che il destino non ci ha permesso

di scorgere con lo studio. Non ha forse predicato

Gesù che solo i bambini possono sperare di raggiungere

il Paradiso che ci dici non possiamo possedere?

Dimenticalo. Non ti lasceremo solo.




                   Angela Alaimo ' O Donnel  da  Dear Dante  (  Silloge apparsa sulla rivista Italian Poetry Review, 2023 ) Trad. di S. Barsella e B. Nacci.

 


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