martedì 14 febbraio 2023

POESIE AMOROSE DI ATTILA

 


                                                                 Sempre ti attendo...




Con la lucidità intellettuale che lo caratterizza, l'autore dipinge una poesia d'amore dove la  donna amata diventa il centro dell'universo e suscita  un desiderio di protezione. E non è neppure necessario che lei lo ricambi : il suo è un sentimento unilaterale e violento, un amore universale che si compenetra nel puro essere della natura.





TI BENEDICO CON TRISTEZZA, CON ALLEGRIA


Ti benedico con tristezza, con allegria,

ti costudisco gelosamente con ciò che ho d'amore;

ti custodisco con le palme che implorano

coi campi di grano con le nuvole.


Il tamtam dei tuoi piedi è una musica fatale

il  muro che ti ho eretto contro è un crollo eterno

oscillo sull'orlo dell'abisso

nel tuo respiro io mi avviluppo.


Che tu m'ami o non m'ami fa lo stesso

se mescolo il tuo cuore al mio cuore

ti vedo ti sento e ti canto,

con te rispondo a Dio.


All'alba il bosco si sgranchisce

crescono le sue mille braccia protese

staccano la luce del cielo

per adagiarla sul cuore innamorato.



                                                   ***


ATTESA


Sempre ti attendo. L' erba è rugiadosa.

Anche gli alberi grandi dalle chiome

piene d'orgoglio aspettano. Io sono

rigido e vacillante a volte. E' tetra

la notte per chi è solo.

Se tu venissi, si farebbe il prato

liscio : e silenzio, gran silenzio.

Ma udiremmo una musica notturna

misteriosa; sulle nostre labbra

canterebbero i cuori e lentamente

ci fonderemmo, offerti al rosso ardore

d'un profumato altare,

nell'infinito.



                                                 ***





METTI LA MANO


Metti la mano

sulla mia fronte

come se fosse mia

la tua mano.


Fammi la guardia

come chi uccide

come se fosse tua

la mia vita.


Amami, come

se fosse bene,

come  se il mio cuore

fosse il tuo cuore.



                                           ***




E SOLO CI STUPIAMO DELLA VITA


Se sorride, è una stella il tuo sorriso,

ma se ho sete, è un ruscello di freschezza:

sino ai cieli può crescere la mia cara,

ma baciarla è concesso solo a me.


I suoi capelli sono notte e oro,

sono i suoi occhi boschi rugiadosi,

mi getterei , se me lo permettesse,

dinanzi all'uscio, come uno stuoino.


Si cela, dietro il nostro dire, il bacio,

si avvicina furtivo ai suoi fratelli.

Il prato può sognare molte cose

belle, il cuore dell'erba è la mia cara.


Di sera i baci scappano con noi;

e percorrendo lo spazio del mondo

ci corichiamo sul cielo dell' alba

e solo ci stupiamo della vita.



                        Attila  Jozsef   da     " Poesie "



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