martedì 7 marzo 2017

LUCREZIO, SEVERO ESORCISTA DELLA PASSIONE



(...) E' nel quadro dell'adesione alle teorie della filosofia epicurea
       che si colloca la figura di Lucrezio, con il suo rigoroso
       razionalismo, il contraddittorio pessimismo, la cultura
       elaborata, la dolorosa umanità. La sua adesione sul terreno
       dottrinario è entusiasta e ardente; vorrebbe anche essere
       rigida e integrale, ma non sempre ci riesce. Tuttavia è
       indiscutibile il fatto che il temperamento lucreziano, incapace
       di compromessi e indulgenze, pervaso da un eroismo morale
       e da un vivido senso della condizione umana, cerca la
       realizzazione di un'identità assoluta di teoria e pratica, di
       dottrina e di vita, lontano dalle più recenti e accomodanti
       elaborazioni alla moda. E' questa - forse - la ragione più
       profonda della solitudine di questo impervio poeta, e della
       congiura del silenzio che si stabilisce intorno alla sua vita e
       alla sua opera che ha invece fecondato le coscienze più elevate
       e complesse di quel tempo.
       Tuttavia un tradimento di Epicuro v'è anche in Lucrezio: il
       suo "appassionato" poema e la sua voglia di proselitismo non
       sarebbero piaciuti al Maestro.

       Brano dal Libro IV del    De Rerum Natura :


In questi mali ti imbatti nell'armonia di un amore felice;
ma in un altro che senza speranza discordi e affligga,
a occhi chiusi puoi coglierne un numero immenso;
è dunque più saggio, secondo il precetto già esposto,
che l'alacre mente ti guardi da ogni falsa lusinga.
E' infatti più agevole evitare gli inganni dell'amore
che - in essi caduti - al loro intrico sfuggire
e riuscire a spezzare i saldi nodi di Venere.
Ma anche preso al laccio, tuttavia, puoi schivare il pericolo,
purchè non contenda a te stesso la libera via
e, prima di ogni cosa, non trascuri tutte le pecche
di corpo e d'animo della donna cui aneli:
come invece fa l'uomo i cui sensi offuschino il senno,
che adorna il suo amore di grazie irreali.
Così variamente vediamo corrotte creature
sui più alti fastigi, onorate, colmate di vezzi.
E alcuni a vicenda si irridono, l'uno consiglia all'altro
che Venere plachi, poiché un turpe amore lo affligge,
e misero spesso non cura la propria rovina.   (...)


    da   Amore e sessualità negli autori latini  di  Luca Canali

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