domenica 24 maggio 2026

GLI AVVERBI DI LUOGO DI VICENTE

 


                                                    John William Waterhouse  -The soul of the rose





Qui è dove sto. Dovunque sia

io sempre sono qui, dove mi vedi.

Questa casa, queste facce, queste cose

stancano, perché il qui stanca.

Qui fa venire sete di andarsene, sete di lì.

Ma lì è il luogo dove mai potrò stare,

in cui io sono impossibile. Dovunque vada,

là dove arrivi, diventerà qui

e starò già aspettando me stesso

con un mazzo di rose uguali nella mano.


Lì è il tuo qui.

Lì sembra un grido perché è dove ti fa male.

Io voglio essere lì, dove sei tu,

tu qui - o meglio - tutti e due laggiù, remoti, insieme,

perché è vivo quel che è insieme.

Lì c'è l' amore che non c'è qui.

Quelle cose toccate dalle tue mani,

quello che pensi, dici, taci, sogni,

quel luogo in cui stai senza di me,

quello desidero, di quello ho bisogno.

Ed essere il tuo lì, il tuo respiro dentro.


Laggiù è la salvezza, il miraggio

nato dalla sete di star qui.

Laggiù sì che saremmo felici,

dove il tuo qui e il mio lì starebbero insieme,

e vivrebbero sempre felici e contenti.

Laggiù c'è quella pioggia

che cade su questa lana assetata.

Laggiù è Jauia , l' Eldorado. Non ci sono parole

che possano dare l' idea di quel luogo.

Le parole sono queste, mai quelle.


Io sto qui e tu lì e laggiù noi quando.

Questo è pietra. Quello è seta. Quello laggiù è il mare.


Qui dimora impossibile, intima assenza,

odiato domicilio, carcere di ogni giorno.


Lì, calore del tu, tu vita mia,

tesoro della tua isola, aria di amore.


Laggiù, dove non siamo, piove sopra la vita

che giammai sarà nostra e che aspetta.





                      Juan Vicente Piqueras  da    Adverbios de lugar  ( Trad  R. Marzano )



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