John William Waterhouse -The soul of the rose
Qui è dove sto. Dovunque sia
io sempre sono qui, dove mi vedi.
Questa casa, queste facce, queste cose
stancano, perché il qui stanca.
Qui fa venire sete di andarsene, sete di lì.
Ma lì è il luogo dove mai potrò stare,
in cui io sono impossibile. Dovunque vada,
là dove arrivi, diventerà qui
e starò già aspettando me stesso
con un mazzo di rose uguali nella mano.
Lì è il tuo qui.
Lì sembra un grido perché è dove ti fa male.
Io voglio essere lì, dove sei tu,
tu qui - o meglio - tutti e due laggiù, remoti, insieme,
perché è vivo quel che è insieme.
Lì c'è l' amore che non c'è qui.
Quelle cose toccate dalle tue mani,
quello che pensi, dici, taci, sogni,
quel luogo in cui stai senza di me,
quello desidero, di quello ho bisogno.
Ed essere il tuo lì, il tuo respiro dentro.
Laggiù è la salvezza, il miraggio
nato dalla sete di star qui.
Laggiù sì che saremmo felici,
dove il tuo qui e il mio lì starebbero insieme,
e vivrebbero sempre felici e contenti.
Laggiù c'è quella pioggia
che cade su questa lana assetata.
Laggiù è Jauia , l' Eldorado. Non ci sono parole
che possano dare l' idea di quel luogo.
Le parole sono queste, mai quelle.
Io sto qui e tu lì e laggiù noi quando.
Questo è pietra. Quello è seta. Quello laggiù è il mare.
Qui dimora impossibile, intima assenza,
odiato domicilio, carcere di ogni giorno.
Lì, calore del tu, tu vita mia,
tesoro della tua isola, aria di amore.
Laggiù, dove non siamo, piove sopra la vita
che giammai sarà nostra e che aspetta.
Juan Vicente Piqueras da Adverbios de lugar ( Trad R. Marzano )

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