venerdì 27 gennaio 2017

VEDRAI CHE E' BELLO VIVERE ( TEREZIN )

 
 
                                   Disegno di un bambino di Terezìn 
                              

            Furono 15.000 i bambini internati in quel posto
            di morte e ne uscirono solo 100. Vivi, ma segnati
            a vita da un ricordo troppo cruento per essere ricordato
            e troppo forte e grave per essere dimenticato.



Chi s'aggrappa al nido
non sa che cos'è il mondo,
ma sa quello che tutti gli uccelli sanno e
non sa perché voglia cantare
il creato e la sua bellezza.
Quando all'alba il raggio del sole
illumina la terra
e l'erba scintilla di perle dorate,
quando l'aurora scompare
e i merli fischiano tra le siepi,
allora capisco come è bello vivere.
Prova, amico mio, ad aprire il tuo cuore alla bellezza
quando cammini tra la natura
per intrecciare ghirlande coi tuoi ricordi:
anche se le lacrime ti cadono lungo la strada,
vedrai che è bello vivere.


   Da un bambino di      Terezìn , 1941


mercoledì 25 gennaio 2017

LA RESA



Sul viso queste linee perfette
che la luce bagna appena.

Linee dall'alto che sfaldano la luce
ricadendo sulla bambina che dorme,
sui lineamenti dritti, dolci, verticali;

il viso della bambina è diverso
cambia come il giorno
come ogni giorno cambia
per assomigliare a se stessa, diversa,
al diverso che cederà nel nulla
che già l'accompagna, rendendo
possibile la sua presenza attuale,
eterna.

Sul viso quelle linee perfette
ogni giorno perfette nella loro incoerenza
col perfetto che è sempre visione.

La visione è qualcosa che si arrende;
ancora - ogni tanto - combatto
con la mia resa;
la lingua diventa l'eco di un campo,
una lancia sospesa nel lancio,
non cade, salta.

La resa non ha obiettivi,
non sa definirsi, si bagna appena
rendendo.


       Gianluca D' Andrea  da      Transito all'ombra


Secret Garden - Frozen in Time

 
 


La visione è qualcosa che si arrende: ancora - ogni tanto - combatto con la mia resa...



L' ISOLA DI ARTURO



(...) I primi raggi di sole, interrotti e corruschi, si allungavano sul
      mare quasi liscio. Io pensai che fra poco avrei veduto Napoli,
      il continente, le città, chissà quali moltitudini! E mi prese una
      smania improvvisa di partire, via da quella piazza, da quella
      banchina. Il piroscafo era già là, in attesa. E a guardarlo, io
      sentiii tutta la stranezza della mia tramontata infanzia. Aver
      veduto tante volte quel battello attraccare e salpare, e mai
      essermi imbarcato per il viaggio! Come se quella - per me -
      non fosse stata una povera navicella di linea, una specie di
      tranvai; ma una larva scostante e inaccessibile, destinata a chi
      sa quali ghiacciai deserti !. Silvestro ritornava coi biglietti, e
      i marinai andavano disponendo la scaletta per l'imbarco.
      Mentre il mio balio conversava con loro, io, senza farmi
      vedere, trassi di tasca quel cerchietto d'oro che N. mi aveva
      inviato la sera prima, e di nascosto lo baciai. A riguardarlo, ad
      un tratto, una debolezza inebriante mi oscurò la vista. In quel
      momento, l'invio dell'orecchino, mi tradusse tutti i suoi
      significati : d'addio, di confidenza, e di civetteria amara e
      meravigliosa! Così, adesso, avevo saputo che era anche civetta
      la mia cara innamoratella! Senza conoscersi, certo, ma lo era.
      Difatti, quale altro saluto di donna potrebbe mai esprimere una
      civetteria più bella di questa sua, nella sua ignoranza?
      Mandarmi in ricordo non il segno d'una mia carezza o di un
      bacio, ma di un maltrattamento infame. Come a dirmi: anche
      i tuoi maltrattamenti sono cose d'amore, per me.
      Provai la tentazione furiosa di tornare indietro, correndo fino
      alla Casa dei guaglioni. E di coricarmi accanto a lei, di dirle :
     "Fammi dormire un poco insieme a te. Partirò domani. Non
      dico che dobbiamo fare l'amore, se tu non vuoi. Ma almeno
      lascia che io ti baci qua, all'orecchio, dove ti ho ferito".
      Già però il marinaio, ai piedi della scaletta, stracciava i nostri
      biglietti per il controllo; già Silvestro saliva, assieme a me,
      la scaletta. La sirena dava il fischio della partenza.
      Come fui sul sedile accanto a Silvestro, nascosi il volto sul
      braccio, contro lo schienale. E dissi a Silvestro : " Senti, non
      mi va di vedere Procida che si allontana e si confonde, diventa
      quasi una cosa grigia...Preferisco fingere che non sia esistita.
      Perciò, fino al momento che non se ne vede più niente, sarà
      meglio ch'io non guardi là. Tu avvisami, fino a quel momento."
      E rimasi col viso sul braccio, quasi in un malore senza nessun
      pensiero, finchè Silvestro mi scosse con delicatezza, e mi disse :
      " Arturo, su, puoi svegliarti".
      Intorno alla nostra nave, la marina era tutta uniforme,
      sconfinata come un oceano. L' isola non si vedeva più.  (...)


           Elsa  Morante  da      L' Isola di Arturo

Ida Rendano - Ninna Nanna

 
 



                   ..quanno aggià aspettà pe sta cu te stasera, cu sta luna chiena…


domenica 22 gennaio 2017

PER UNO SOLO DEI TUOI CAPELLI...




Fammi la carità: dammi uno solo dei tuoi capelli
onde io possa cucirmi le palpebre
e conservare - non vedendo altre donne -
eterna negli occhi
la visione della tua bellezza...


                                                                   ***


Io amo Dio che ha fatto i sogni
ché, se non ho potuto stare con te nella realtà
ti ho abbracciata nei miei sogni.


                                                            ***


Ieri sera e stanotte - in sogno -
la trave si era rotta ed io ero caduto in acqua:
la trave eri tu, l'acqua il mio pianto.
Perché te ne sei andata, amica mia?


                                                           ***


Se io ti rapisco - o donna - si dirà : il ladro,
al cielo ha preso la stella e alla terra il fiore.



            da      Canti d'amore africani




Mina - Venti parole

 
 
 



      ...ragazzo vestito di bianco e d'arancio...per guanciale il tuo corpo mi dai...






sabato 21 gennaio 2017

LA RESA




Scivolo dentro al morso che mi dai,
dentro al male che ti regalo.
Punta al collo - dici - al centro
tra memoria e voce, nel rosso.

Forse è amore questo o solo
ritmo della specie
nella sintassi dei corpi.
E' la resa alla fine,
la testa china nel rettangolo bianco
di cadute e ricordi.
- Un cielo dentro l'altro.

Domani altri padroni
nel nome scelto per questa fine.



      Gabriela  Fantato  da    Northen  Geography



Nancy Sinatra - Bang Bang

 
 



          bang...bang...lui mi ha sparato e non ha preso il tempo per mentire...

VITA CONTEMPLATIVA & VITA ACTIVA



(...) Forse la più  importante fra le conseguenze spirituali delle
      scoperte dell'età moderna e, nello stesso tempo, la sola che non
      poteva essere evitata perché strettamente connessa con la
      scoperta del punto di Archimede e con il concomitante
      insorgere del dubbio cartesiano, è stato il rovesciamento dell'
      ordine gerarchico tra la Vita contemplativa  e la Vita activa.
      Per comprendere come fossero impellenti i motivi che
      determinarono tale rovesciamento, prima di tutto è necessario
      liberarsi dal pregiudizio corrente che ascrive lo sviluppo della
      scienza moderna, a causa della sua applicabilità, a un
      desiderio pragmatico di migliorare le condizioni della vita
      umana sulla  Terra. E' un fatto storico che la tecnologia
      moderna trae origine non dall'evoluzione di quegli attrezzi che
      l'uomo ha sempre inventato con  il duplice scopo di agevolare
      la propria fatica e di costruire un mondo artificiale, ma
      esclusivamente da una ricerca conoscitiva assolutamente non
      pratica e priva di utilità. Così l'orologio, uno dei primi
      strumenti moderni, non fu inventato per finalità pratiche, ma
      esclusivamente per lo scopo altamente " teoretico" di
      effettuare certi esperimenti con la natura. Questa invenzione
     - certo - una volta che l'utilità pratica ne divenne evidente,
      mutò interamente il ritmo e la fisionomia della vita umana; ma
      dal punto di vista degli inventori fu meramente accidentale.
      Se avessimo dovuto contare solo sui cosiddetti istinti pratici
      dell'uomo, non sarebbe mai esistita una tecnologia, e sebbene
      oggi le invenzioni tecniche già esistenti abbiano un certo
      potenziale che genererà probabilmente fino ad un certo punto
      altri progressi, è improbabile che il nostro mondo tecnicamente
      condizionato potrebbe sopravvivere, e tanto meno svilupparsi
      ulteriormente, se finissimo per convincerci che l'uomo è
      essenzialmente un essere pratico.  (...)


           Hannah  Arendt   da     Vita Activa

SULLA BANALITA' DEL MALE

 
 



Nel 1961, Hannah Arendt ( filosofa- allieva di Heidegger - storica
e scrittrice tedesca naturalizzata statunitense ), seguì le 120 sedute del processo Eichmann ( il famigerato criminale nazista ) come
inviata del settimanale New Yorker a Gerusalemme. Il resoconto di quel processo e le considerazioni che lo concludevano furono
pubblicate sulla rivista e poi riunite nel 1963 nel libro " La
banalità del male". La prima reazione della Arendt alla vista di
Eichmann fu più che sinistra : lei sostenne che " le azioni erano
mostruose, ma che chi le compì era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso". Ciò che la Arendt scorgeva in Eichmann
non era neppure stupidità, ma qualcosa di ancor più negativo: l'
incapacità di pensare :il criminale aveva sempre agito all'interno
dei ristretti limiti permessi dalle leggi ( naziste ) e dagli ordini.
Quegli atteggiamenti erano la componente fondamentale di quella
che poteva essere vista come cieca obbedienza. Inoltre, egli non era l'unica persona che appariva normale, mentre gli altri
burocrati apparivano come mostri, ma vi era una massa compatta
di uomini " perfettamente normali " i cui atti erano mostruosi.
Dietro questa  terribile " normalità" della massa burocratica, che  era capace di commettere le più grandi atrocità che il mondo avesse mai visto, la Arendt rintracciava la questione della
" banalità del male ".




                                        (  f. )


                      

venerdì 20 gennaio 2017

L' UNICO BACIO




Conserva di me - almeno -
l'ostia sconsacrata
di quell'unico bacio
che ti divorai per fame
e che forse a te
nemmeno più è rimasto.

Ma poi che importa.

In fondo, quelle più struggenti
sono proprio le pievi senza altare,
dove l'anarchia dell'erba
commuove più di un alleluja.


        frida



 
 



            

RITRATTO DI DONNA




Deve essere a scelta.
Cambiare, purchè niente cambi,
è facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi - se occorre - ora azzurri, ora grigi,
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, l'unica al mondo.
Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma è un'ottima consigliera.
Debole, ma sosterrà.
Non ha la testa sulle spalle, però l'avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che cosa serva questa vita, e se costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.
Tiene nelle mani un passero con l'ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco, un bicchierino di vodka.
Dov'è che corre, non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama, o si è intestardita.
Nel bene, nel male e per l'amore di Dio.


     Wislawa  Szymborska    da    Elogio dei sogni

Barbra Streisand - Woman in love

 
 


   
         Quando occhi incontrano altri occhi il sentimento è grande...                            

giovedì 19 gennaio 2017

JANET FRAME - IL PRINCIPE FELICE




Nella registrazione per bambini del Principe Felice,
prima che ogni foglia dorata si stacchi dal corpo del principe,
la voce comanda : Volta pagina, Volta pagina,
come se i bambini non sapessero quando voltarla
e bastasse loro una sola riga per molti anni,
scorrendo e rimbalzando rumorosamente sulle parole
e frantumando le lettere giuste per trovare un giaciglio.
Volta pagina, Volta pagina.

Quando poi il Principe Felice perde gli occhi
e danno il suo cuore sciolto ai poveri,
e prendono il suo corpo dalla piazza e lo bruciano,
non c'è più  bisogno di comandare Volta pagina,
perché i bambini sono cresciuti e sanno quando voltarla,
e, sapendo - quando - non sapranno mai più - dove -.


       Janet  Frame da     The Goose Bath


 
 
 


                     

DESTINO

 
 
 


                                               frida   dal   Parco Vigeland di Oslo



Se piango, non temere:
non ti sarò vento agli occhi
né scroscio improvviso
di un destino a caso.

Fa' che ti tenga
lasciandoti andare.


          frida

Kristina Train - I'm Wandering

 
 


                         Sto vagando... semplicemente girovagando...                   

mercoledì 18 gennaio 2017

SESSO E CIBO : PASSIONE E UN PIZZICO DI IRONIA



1 ) Sesso e cibo sono i grandi motori della storia: conservano e
     diffondono la specie, provocano guerre e ispirano canzoni,
     informano le religioni, la legge e l'arte. L'intero creato è
     processo ininterrotto di digestione e fertilità : tutto si riduce a
     organismi che si divorano l'un l'altro, si riproducono, muoiono,
     fertilizzano la terra e rinascono trasformati. Sangue, seme,
     sudore, cenere, lacrime e l'incurabile immaginazione poetica
     dell'umanità alla ricerca di un senso...

                Isabel  Allende  da      Afrodita


2 ) Fra cibo e sesso esiste una sottile parentela che si chiama
    " incorporazione". Cibo e sesso infatti sono due modi per entrare
      nel corpo e ricostruire quel corpo - a- corpo  che abbiamo
      conosciuto all'origine nel ventre di nostra madre.

                Umberto  Galimberti  da      Publimania


3 ) Il vincolo tra il cibo e il  piacere sessuale è la prima cosa che
     impariamo quando nasciamo. La sensazione del lattante
     attaccato al capezzolo, immerso nel calore e nell'odore della
     madre, sono puramente erotiche e lasciano  una traccia
     indelebile per il resto della vita.

                       Isabel Allende  da     Afrodita


4 ) La cioccolata dà dipendenza, è eccitante come il caffè: contiene
     l'alcaloide teobromina, ma possiede anche un valore simbolico
     nei rituali del corteggiamento amoroso. Quale donna non ha
     visto crollare le proprie difese davanti a una scatola di
     cioccolatini?

                 Isabel  Allende  da        Afrodita


5 ) Io ti amo : secondo me tu sei la più bella invenzione dopo i
     profiteroles .

         Robin Williams ad  Amanda Plummer   da   La Leggenda del Re Pescatore


   6 )                              Le Golose

                Perché non m'è concesso
               ( o legge inopportuna ! ),
                di farmivi dappresso,
                baciarvi ad una ad una,
                o belle bocche intatte
                di giovani signore,
                baciarvi nel sapore
                di crema o cioccolatte ?

                  Guido  Gozzano  da    " Le Golose "  Poesie Sparse


7 ) La banana è un animale imparentato con il figlio prediletto
     dell'uomo, quel figlio nascosto che ogni uomo porta con sé nel
     sul del corpo, un figlio che ama svisceratamente e che mai
     scapperà da casa in tutta la sua tormentata vita di uscite e
     rientri senza la benché minima possibilità di evadere dalle
     proprie radici. Mangiare una banana ha sempre un pizzico di
     atto irreparabile e suscita nelle donne la stessa curiosità della
     scomparsa di un coniglio nel cappello del prestigiatore.

               Mànuel  Vasquez Montalbàn  da       Ricette  Immorali



8 ) La vulva di pecora e le mammelle di vacca sono eccitanti
     infallibili, stando alle testimonianze di Messalina e di altre
     donne di dubbia virtù; ma per solidarietà femminile omettiamo
     le ricette .

                      Isabel  Allende  da     Afrodita


9 ) E per concludere, non si deve dimenticare il fico, che in tutte le
     lingue simboleggia i genitali femminili : eccomi dunque tornato
     al Mito del Paradiso !

                   Georg  Groddeck   da      Il  Mito  dell'  Es
               
    


               Enrico  Giacovelli  da      Ma l' amore sì


 
 
 
 



                          

martedì 17 gennaio 2017

MELANIE KLEIN - LA PSICOANALISI DEI BAMBINI



(...) Fu partendo dalla considerazione della differenza che esiste
       fra psiche infantile e psiche degli adulti che trovai la via per
       giungere alle libere associazioni del bambino, e quindi alla
       comprensione del suo inconscio. Le caratteristiche particolari
       della psicologia del bambino mi hanno permesso di elaborare
       la tecnica dell'analisi del gioco. Attraverso i giochi, il bambino
       esprime in maniera simbolica le sue fantasie, i suoi desideri e
       le sue esperienze reali. Egli usa lo stesso modo di esprimersi
       arcaico e filogenetico, lo stesso linguaggio - per così dire - che
       ci è familiare nei sogni, e noi lo possiamo comprendere
       veramente solo se lo trattiamo nel modo in cui Freud ci ha
       insegnato a trattare il linguaggio dei sogni, di cui
       l'interpretazione simbolica costituisce solamente una parte. Se
       vogliamo comprendere correttamente il gioco del bambino,
       dobbiamo valutarlo in relazione a tutto il comportamento
       durante l'ora di analisi, non dobbiamo accontentarci di
       cogliere isolati significati simbolici, per straordinari che essi
       possano essere. Dobbiamo invece tenere presenti tutti i
       meccanismi e i modi di rappresentazione, che sono gli stessi
       che caratterizzano il lavoro onirico, e non dobbiamo perdere
       mai di vista il rapporto di ogni singolo fattore con la
       situazione totale. L' analisi dei bambini ci ha indicato
       ripetutamente che un singolo giocattolo o il singolo particolare
       di un gioco possono assumere i più diversi significati. Ci è
       possibile afferrarne il senso solo quando conosciamo le altre
       correlazioni nel contesto del gioco stesso e ci è chiara la
       situazione analitica generale della quale fanno parte. Una
       bambola, per una bambina - per esempio - può rappresentare
       a volte il pene, a volte il bambino che elle vuole rubare alla
       madre, altre volte ancora lei stessa. Effettivi risultati analitici
       si posso ottenere solamente se riusciamo a mettere in chiaro
       il rapporto tra questi elementi del gioco e il senso di colpa
       del bambino, interpretandoli fino ai loro minimi dettagli.
       Tutto il caleidoscopio, spesso apparentemente privo di
       significato che i bambini ci mostrano in una sola ora di analisi
       -il soggetto dei loro giochi, il modo in cui giocano, i mezzi che
       impiegano, le motivazioni di un cambiamento di gioco- tutto
       questo insieme di atti ha una sua logica e può rivelare il suo
       significato se lo si saprà interpretare così come noi
       interpretiamo i sogni. Il gioco infatti è il mezzo di espressione
       più importante del bambino.   (...)



                Melanie  Klein  da     La Psicoanalisi dei bambini

John Williams - Lullaby For An Angel

 
 


                                                     Ninna Nanna per un angelo....


domenica 15 gennaio 2017

EPICURO : SUL TEMA DEL MALE



    "  La Divinità o vuole abolire il male e non può, o può e non
        vuole; o non vuole né può ; o vuole e può. Se vuole e non può,
        bisogna ammettere che sia impotente, il che è in contrasto
        con la nozione di divinità; se può e non vuole, che sia
        malvagia, il che è ugualmente estraneo all'essenza divina; se
        non vuole e non può, che sia insieme impotente e malvagia;
        se poi vuole e può - sola cosa conveniente alla sua essenza -
        donde provengono i mali e perché non li abolisce?  ".


                  Epicuro,   Frammento 374


Mozart - Requiem, Dies Irae

 
 


                   
 " Perché - se esistono gli angeli, a nessuno di loro spetta il compito di impedire che sulla terra avvengano cose che dovrebbero accadere solo nell'Inferno più profondo ? "


           Christine  Lavant  da Appunti da un manicomio

VORREI GUARDARE BENE NEGLI OCCHI...




Vorrei guardare bene negli occhi tutte le offese,
e dire loro che niente al mondo è privo di salvezza
e che nessuna di loro mi ha offeso davvero,
perché ogni volta lo specchio dell'umiltà
cresceva dietro i loro colpi.
Più di tutto devo consolare le prime,
quelle che Dio ha gettato sulla mia infanzia
da altre infanzie
nella minuscola aiuola del mio amore.
Ora è arrivato il tempo del perdono.
Sarà perché sto per morire,
o perché tutto ciò che nutriva la mia vita
cade nelle mani della morte.
Forse la gioia è davanti alla mia porta,
una gioia cristallina e dura
che viene dalla forza più profonda della terra?
Prima che arrivi, devo mettere le monetine della pace
sugli occhi di tutte le offese
e aver completato il perdono
con la commozione del cuore.


    Christine  Lavant   da  Poesie scelte da Thomas Bernhard

Gabriel Fauré - Sicilienne for Cello e Piano

 
 


          Vorrei dire che al mondo niente è privo di salvezza....                           

LES MULHERES...



"Les Mulheres que escrevem vivem perigrosament"


           Stefan Bollmann,  Lisboa 2006



 E' una storia vecchia, vecchissima, anzi. E vale non solo per le  donne che scrivono, ma anche per quelle che pensano, che leggono, che amano e che vogliono vivere con dignità la loro vita  di esseri umani indipendenti. O c'è ancora ( sotto sotto ) il concetto che siamo una " costola di Adamo? "

             frida

Agorà - Alejandro Aménabar

 
 


                                                 Ipazia e il moto della terra

sabato 14 gennaio 2017

ET IN SPLENDORE




Al tempo in cui speravo ciò che avevo,
con me sperava il cielo
e il  nostro centro era in ogni cuore.
Suggevano le radici dolcemente
acqua di vita in umbra et in splendore.
Ora cammino lungo il tuo Tamigi,
piange la pioggia sulle mani belle.
Butto la rete a morbide emozioni,
cerco nel cielo povero di stelle
presagi e direzioni.
Ho bisogno di te, sento strappare
da neri gorghe le snervate viole.
Mi ostino nella nebbia amando il sole.
Il canto che sono nata per cantare
forse non ha parole.


    Maria Luisa Spaziani   da    Poesie, 1954- 1996

Beth Hart & Joe Bonamassa - Your Heart Is As Black As Night

 
 


                                          ...il tuo cuore è nero come la notte...

Bob Marley - Natural Mystic

 
 


                        Un senso mistico si avverte soffiando nell'aria...

Jamaica ( di legno e d'acqua ) 1

 
 
 
 
 
Cascate

 
 
Cascate e colori

 
 
Cascate e verde

Jamaica ( di legno e d'acqua ) 2

 
 

                                                                               Compagni


 
 
Chitarra sulla riva

 
 
La  Nereide

Jamaica ( di legno e d'acqua ) 3

 
 
 
 
La mia Jamaica

 
 
Omero canta in riva al mare

 
 
Nirvana per due. Sarà  questo?

Jamaica ( di legno e d'acqua ) 4

 
 
 
 
La  Funzione

 
 
Gospel, sì...

 
 
In  Concerto

Jamaica ( di legno e d'acqua ) 5

 
 
 
 
Il   Buono

 
 
Il  Solingo

 
 
L' aquila  pescatrice

Jamaica ( di legno e d'acqua ) 6

 
 
 
 
Artigianato  locale

 
 
Artigianato  particolare

 
 
Non  vedo,  non sento, non parlo

Jamaica ( di legno e d'acqua ) 7

 
 
 
 
Un fiore dalla Jamaica


                                                               Di legno e d ' acqua



 
 
Giacinto di  fiume

Jamaica ( di legno e d 'acqua ) 8

 
 
 
 
Il  saggio

 
 
Lo  scuoiatore

 
 
Il  rasta

Jamaica ( di legno e d'acqua ) 9

 
 
 
 
Fumo  jamaicano

 
 
Sempre  fumo...

 
 
Non di solo fumo...