lunedì 21 novembre 2016

Alfonsina y el mar ( Mercedes Sosa )






                                             Per la soffice sabbia lambita dal mare,
                                             la sua piccola orma non torna mai
                                             e un sentiero solitario di pena e silenzio è giunto
                                             sino all'acqua profonda;
                                             e un sentiero solitario di pura pena è giunto
                                             sino alla spuma.

                                             Dio sa quale angustia ti ha accompagnata,
                                             che antico dolore ha spento la tua voce
                                             per addormentarti cullata dal canto
                                             delle conchiglie marine:
                                             la canzone che canta nel profondo, oscuro mare
                                             la conchiglia.

                                            Tu te ne vai, Alfonsina, con la tua solitudine:
                                            quali nuove poesie sei andata a cercare?
                                            E una voce antica di vento e di mare
                                            ti lacera l'anima
                                            e ti sta chiamando là :
                                            e tu vai fin là ,come in sogno,
                                            Alfonsina dormiente vestita di mare.

                                           Cinque sirene ti condurranno
                                           lungo il cammino di alghe e coralli
                                           e fosforescenti cavallucci marini faranno
                                           una ronda al tuo lato.
                                           E gli abitanti dell'acqua ti nuoteranno
                                           subito a fianco.

                                           Abbassami un po' di più la luce,
                                           lasciami dormire in pace,
                                           e se chiama non dirgli che ci sono:
                                           digli che Alfonsina non torna,
                                           e se chiama non dirgli mai che ci sono,
                                           digli che me ne sto andando...

                                          Tu te ne vai, Alfonsina, con la tua solitudine.
                                          Quali nuove poesie sei andata a cercare?
                                          E una voce antica di vento e di mare
                                          ti lacera l'anima
                                          ti sta chiamando là:
                                          e tu vai,  là, come in sogno,
                                          Alfonsina dormiente vestita di mare...


                           
                                             (  trad. di frida )




                                
                                           

VOGLIO DORMIRE

 
 



Denti di fiori, cuffia di rugiada,
erbose mani, tu, nutrice lieve,
tienimi pronte le lenzuola di terra
e la coperta di muschio cardato.

Vado a dormire, o mia nutrice, cullami.
Ponimi una lucerna al capezzale,
una costellazione, quella che ti piace;
tutte van bene: smorzala un pochino.

Lasciami sola: ascolta erompere i germogli...
Un piede celeste ti culla dall'alto
e un passero ti traccia uno spartito

perché dimentichi...Grazie. Ah, un incarico:
se lui chiama di nuovo al telefono,
digli che non insista, sono andata...


          Alfonsina Storni





                                                

domenica 20 novembre 2016

Domani è un altro giorno ( Birth ) - Jonathan Glazer

 
 


    Posso dire di ogni cosa che ho fatto a modo mio, ma con che risultati non saprei...     

D ' AMORE E DI SENNO



Se questo bruciore
che infiamma il petto gonfio
d'assenza
prendesse un'altra direzione
e superasse il confine del mio Io,
non avrei d'acqua gli occhi, 
terra ferma queste dita.

Se solcasse altre rive
questa folata di fuoco
che arde
e altri corpi incendiasse,
- non più il mio -
avrei scrosci freschi addosso,
unguenti sulla pelle.

E forse dormirei.


   frida





Bach by Glenn Gould

 
 


                                             Importa solo quello che noi abbiamo fatto di noi...

LA CONDIZIONE UMANA




                  
   "Non importa quello che hanno fatto di noi,
     importa solo quello che noi abbiamo fatto
     di quello che hanno fatto di noi . "


         André  Malraux   da    La  condizione umana




sabato 19 novembre 2016

2 Cellos - Mombasa





                                                L' elemento psichico della musica...



 

LE FIABE CHE CURANO ( 2 )



(...) La fiaba ci parla per mezzo di simboli e immagini, intrecciati
      in processi complessi. In tal senso, essa è simile al sogno, ai
      processi inconsci in generale e anche al mito. Codificati nel
      linguaggio simbolico, nel mito trovano espressione i perenni
      problemi dell'umanità, inseriti in un contesto cosmico.
      Rispetto a quelli del mito, tuttavia, i simboli che incontriamo
      nelle fiabe rappresentano processi evolutivi più vicini all'uomo.
      Ma anch'essi occupano lo stesso spazio intermedio: parlano
      alla nostra esistenza in quanto singoli e al tempo stesso ci
      fanno capire che il nostro problema individuale è anche un
      problema collettivo, in quanto rimandano a un retroscena
      sconosciuto, a un fondamento primordiale. Questo spazio
      intermedio è il regno della fantasia, della creatività, dell'arte,
      della vita simbolica, e pertanto anche della fiaba.
      Nel simbolo sono condensati esperienze e contenuti psichici
     ( soprattutto emozioni ) che non sono esprimibili per altra via.
      Nell'interpretazione delle fiabe della psicologia del profondo,
      in cui i processi fantastici vengono ricondotti a processi tipici
      dello sviluppo umano, si utilizzano le stesse tecniche dell'
      interpretazione dei sogni. L' interpretazione intrapsichica, in
      cui i personaggi minori vengono considerati come tratti della
      personalità del protagonista, si è rivelata particolarmente
      utile. Quando per esempio un uomo incontra una strega,
      diciamo che si trova ad affrontare il proprio lato perfido.
      A seconda del personaggio che prendiamo come protagonista,
      si daranno diverse possibilità aggiuntive di interpretazione.
      I simboli hanno molti significati, così come le fiabe, ed è
      questo che le rende affascinanti.  La correttezza di un'
      interpretazione si traduce in un'esperienza di rivelazione.
      Nessuna interpretazione ha pretesa di verità assoluta: un'
      interpretazione può ritenersi valida se ha una sua
      compiutezza e abbraccia i temi principali della fiaba.
      Interpretare le fiabe - in questo modo - equivale ad una
      riflessione giocosa sulla vita, sui problemi esistenziali e sui
      processi psichici.  (...)


                 Verena  Kast   da     Le  Fiabe che curano

LE FIABE CHE CURANO



(...) I genitori, i fratelli, gli amici, il partner, i figli, non sono i soli
      a svolgere un ruolo importante nelle nostre vite; anche le storie
      lo esercitano. La maggior parte di noi ha le sue storie preferite,
      che ha letto da solo o che altri gli hanno raccontato, così come
      ognuno di noi trova ancora storie che lo avvincono.
      I racconti che un tempo ci hanno affascinato o che ancora oggi
      ci affascinano, esprimono qualcosa di noi, sui nostri desideri e
      nostalgie. Ci mostrano il comportamento di uomini coi quali
      vorremmo identificarci, le persone che vorremmo essere.
      Analizzandole più nel dettaglio, scopriamo anche che queste
      storie ci comunicano qualcosa dei nostri problemi e descrivono
      come altri li affrontano e li risolvono. Le storie accompagnano
      le nostre vite e talvolta si ha la sensazione che le storie di
      alcuni individui siano più reali della cosiddetta vita reale.
      Anche le fiabe sono storie che la maggior parte di noi conosce
      fin dalla primissima infanzia. Ma le fiabe sono storie 
      particolari: in esse accadono cose straordinarie, si verificano
      eventi che riteniamo impossibili nella vita reale e infatti
      diciamo che " è solo una fiaba" è " una finzione". Eppure siamo
      segretamente felici di poterci sottrarre alla pressione della
      realtà, di lasciarci trasportare dall'illusione che esista sempre
      una soluzione " fiabesca", una svolta inaspettata. Tutte
      soluzioni creative. Attraverso l'identificazione con l'eroe della
      fiaba, ci viene trasmessa la speranza che i problemi siano
      risolvibili, che esista sempre un mutamento creativo.
      Così la fiaba ci infonde quel coraggio di cui abbiamo bisogno
      per non restare ancorati al passato e andare incontro al
      futuro con maggior fiducia. Le fiabe sono storie particolari
      anche perché hanno alle spalle una lunga tradizione orale.
      Nel corso della loro trasmissione vengono a cadere le
      caratteristiche troppo personali del singolo narratore, cosicché
      il risultato finale è un racconto conciso che evidentemente si
      occupa di tematiche che interessano la maggior parte degli
      uomini. Dal punto di vista strutturale, le fiabe iniziano sempre
      da una situazione problematica per poi mostrare come essa
      vada affrontata, ovvero quali processi interiori ed esterni
      debbano aver luogo per giungere alla soluzione del problema.
      L'eroe o l'eroina della fiaba assumono sempre comportamenti
      adeguati alla specifica situazione. Le difficoltà che essi
      devono affrontare rappresentano difficoltà tipicamente umane.
     (...)



              Verena  Kast  da    Le  Fiabe che curano

venerdì 18 novembre 2016

Mil pasos

 
 


                                            E quando tornerai?  Un giorno o forse mai...

ADESSO




Prendimi la mano
e prendimela adesso

che abbiamo un vaso in cui intingere le dita
e pareti trasparenti su cui scorrere colori
di impronte intrecciate per disegni imprecisi
da vivere immersi nella casa del futuro.

Tu prendimi la mano
e prendimi adesso.


    frida

La mia Cuba

 
 
 
La mia casa continuerà a viaggiare su due gambe e i miei sogni non avranno frontiere ( El Che )

Cuba por mi ( 7 ) Curiosità

 
 
 
 
Cubano  e  rum

 
 
Affresco sull'esterno di una casa a la Habana

 
 
Due  chiacchiere all'aperto

Cuba por mi ( 6) Le statue

 
 

                                                              Statua della  Repubblica


 
 
Simon  Bolivar

 
 
Statua  a la  Habana

Cuba por mi ( 5 ) El Comandante

 
 
 
 
El  Che

 
 
Hasta la victoria, siempre

 
 
Fidel

Cuba por mi ( 4 ) Le auto

 
 
 
 
Auto  a la  Habana


                                                                     Auto


 
 
Mira  l'auto...

Cuba por mi (3 )- Le bodeguite

 
 
 
 
La bodeguita del medio


                                                         Bodeguita a la Habana


 
 
Bodeguita

Cuba por mi (2 ) - Panorami

 
 

                                                  Palacio de la Habana



                                                              Pantheon


 
 
Palacio

Cuba por mi - Panorami

 
 
 
Alla  finestra
 


                                                       La Cattedrale de la Habana


 
 
                                                      Strada  de la  Habana

giovedì 17 novembre 2016

PARTENZE

 
 
 


                                  Ti invito al viaggio in quel paese che ti assomiglia tanto...
                   

                    "  Chi si incammina,
                       pensa già al suo ritorno.
                       Ma chi resta,

                       salpa ogni giorno."


                  Giancarlo  Pontiggia  da   Lux nox, alla chiara fonte

                          
                                                                   

SEMPRE A PROPOSITO DELL' ASTRO: POLITICA DEL SOLE





Ho visto il sole dentro una pozzanghera,
e ricordo di quando calava
dentro lo scavo della fognatura.
S'infilava nel fondo, nel cunicolo,
a scaldare la schiena al manovale.
L'ho visto carezzare orbite ai ciechi,
lisciare il bianco ai vecchi,
disinfettare l'ombra ai marciapiedi,
illuminare il nero delle vedove,
stare coi prigionieri all'ora d'aria,
sfondare il tetto di nuvole e di pioggia
e fare un tuffo nell'arcobaleno.
Sole, compagno anarchico del mondo,
luce del giorno in corso e non dell'avvenire.


       Erri  De  Luca   da    Bizzarrie della Provvidenza

IL SOLE NON DIMENTICA




E non dimentichiamo noi, che dentro
nuvole appassite di tristezza, attendiamo
venti - persino aspri - di tramontana
e qualunque cosa rimuova dal pregno
incavo dei cuori stanchi, l'immoto affanno.

Domani, forse, qualcuno - altrove -
ricorderà di noi.


   frida

Will you still love me tomorrow

 
 


                                     Stanotte la luce dell'amore è nei tuoi occhi. Mi amerai ancora domani? 




   

mercoledì 16 novembre 2016

SULLE TRACCE DI JUNG




(...) Gli uccelli, che nella mitologia germanica appartengono a
      Wotan, e in quella mediterranea ad Apollo, rappresentano la  
      facoltà di divinazione. Apollo è colui che possiede l' oracolo di
      Delfi e, come Wotan, svela la verità. Si crede che corvi e
      cornacchie possano predire il futuro e annunciare verità
      nascoste. Questo è stato forse in parte originato dal fatto che
      corvi e cornacchie spesso si radunano nei luoghi in cui sono
      in corso delle guerre o su una casa dove qualcuno sta morendo.
      Quando corvi e cornacchie si radunano spesso in un luogo, si
      dice che qualcuno morirà e gli uccelli lo sanno. Da questo è
      derivata la proiezione che conoscano la verità e il futuro.
      Wotan aveva due corvi, Hugin e Munin, le sue fonti di
      informazioni segrete. In generale gli uccelli simboleggiano
      l'intuito: creature che volano nell'aria, nella sfera del mondo
      spirituale e che perciò hanno  a che fare con segreti presagi,
      quei pensieri involontari che poi si rivelano veritieri.
      Se osserviamo i processi inconsci, vediamo che non occorre
      esercitare la punizione umana nei confronti delle cattive
      azioni, perché la punizione viene dall'interno. L'assassino
      finisce con l'uccidersi. E' una verità spaventosa, che trova 
      sempre conferma. Spesso si rimane sconvolti dall'ingiustizia
      della vita umana, quando - per esempio - i cattivi hanno
      successo e i buoni no, ma dal punto di vista psicologico, le
      cose non stanno così e talvolta fa rabbrividire il pensiero dei
      rischi cui taluni si espongono. Possono avere successo nel 
      mondo esterno, ma interiormente incorrono in una terribile
      punizione psicologica.
      Jung raccontò un giorno di una donna che aveva commesso
      un omicidio, mettendo del veleno nella minestra di un'altra che
      era innamorata del suo amante, e non era stata scoperta. Si
      era presentata al confessionale totalmente sconvolta: si
      sentiva tagliata fuori dal mondo perché la gente aveva
      cominciato ad evitarla, senza sapere perché. Aveva perso
      tutti i servitori e nessuno voleva starle vicino. Viveva in totale
      solitudine. Ogni giorno andava a cavallo, ma poi il cavallo
      aveva cominciato ad imbizzarrirsi, a rifiutarsi di portarla;
      quando un mattino aveva chiamato il suo cane e quello era
      scappato via con la coda fra le zampe, era crollata. Era stata
      logorata dall'interno, lentamente, crudelmente. Questa verità
      segreta, la legge della verità interiore, viene espressa nella
      fiaba attraverso le cornacchie, che sono lo spirito della
      verità e inoltre hanno a che fare con le facoltà terapeutiche.
      (...)


               Marie - Louise  von Franz   da   L' Ombra e il Male nella fiaba

Claymore - The Unquiet Grave

 
 
 


                                                   L' amore  dopo  la morte

COSA SOTTENDE L'IDEA DELL' UCCISIONE DI UN NEMICO



(...) La consuetudine di uccidere i criminali impiccandoli agli
      alberi è arcaica. Originariamente aveva forma sacrificale. Gli
      antichi Germani, per esempio, impiccavano le vittime
      sacrificali in onore del dio Wotan, non solo i criminali, ma
      anche i prigionieri di guerra. Il vincitore si preoccupava di dire
      al suo prigioniero:" Ora  ti dedicherò al dio Wotan". Lo stesso
      Wotan rimase sospeso per nove giorni e nove notti al frassino
      Yggdrasil, dopodiché scoprì le rune e acquisì una segreta 
      saggezza. Impiccare qualcuno ad un albero come vittima
      sacrificale al dio è un'antica idea tedesca. Nel Cristianesimo
      questa rappresentazione archetipa assume la forma della
      crocefissione di Cristo, mentre nell'Asia Minore era venerato
      Attis appeso a un pino. E'  un'idea pre- cristiana che emerge 
      sia nella sfera mediterranea che in quella germanica. 
      Chiunque sia impiccato o crocifisso è dedicato a un dio.  
      Dobbiamo indagare che cosa sottenda l'idea dell'uccisione di 
      un nemico non per vendetta sociale o in conseguenza di un
      verdetto, ma nella forma più arcaica di sacrificio agli dei.
      A mio parere, v'è sottostante un'idea assai più profonda di
      quella di una pura e semplice punizione. Quando si deve
      combattere il male demoniaco in una persona, colpisce
      soprattutto il fatto che, se la persona in questione è veramente
      distruttiva, ( e non si limita  a piccole mancanze, come 
      indulgere alla pigrizia o compiere qualche inganno etc., 
      comuni a tutti ) si avverte immediatamente qualcosa di 
      inumano, Soprattutto negli stati psicotici: in questi casi ci si
      imbatte talvolta in una distruttività così fredda, inumana e
      demoniaca, e allo stesso tempo così " divina" che se ne resta
      sopraffatti. Fa correre un brivido gelido lungo la schiena: è
      troppo orrendo, sconvolgente, ed è questo tipo di diabolica
      malvagità interiore che mette in grado qualcuno di compiere
      un assassinio a sangue freddo.  (...)


          
              Marie - Louise  von  Franz  da   L' Ombra e il Male nella fiaba    

IL SOGNO DI JUNG



(...) Mentre Jung progettava di scrivere il suo libro TIPI
       PSICOLOGICI , era in corrispondenza con un amico riguardo

       i suoi problemi e raccoglieva un'enorme profusione di 
       materiale storico che in seguito confluì nel libro. Poi cominciò
       a scrivere, poiché sentiva che doveva superare questa fase. 
       Egli voleva scrivere in forma chiara, logica e aveva in mente
       come modello qualcosa come il DISCORSO SUL METODO di
       Cartesio, ma non vi riuscì perché con uno strumento
       intellettuale così raffinato, non poteva abbracciare ed 
       amalgamare la sua enorme messe di materiale. Quando 
       arrivò a questo punto, ebbe un sogno in cui, davanti a un 
       porto stava una nave gigantesca, carica di merci 
       meravigliose per gli uomini, che doveva entrare in porto 
       perché il suo carico fosse distribuito fra la gente. Un cavallo
       arabo bianco, molto elegante, un animale stupendo, 
       ipersensibile, stava sulla nave che era destinato a trarre in
       porto. Ma il cavallo ne era assolutamente incapace. In
       quell'istante si fece largo tra la folla un gigante dai capelli
       rossi e dalla barba rossa che uccise il cavallo bianco e, presa
       la fune, con un unico slancio tirò la nave in porto. Fu chiaro
       a Jung che egli doveva scrivere con il fuoco emotivo che
       provava per questa opera e non con l'elegante cavallo 
       bianco. Allora fu preso da un grande slancio- o emozione -
       e scrisse tutto il libro praticamente di seguito, alzandosi ogni
       mattina alle tre. (...)  


          Marie  - Louise  von  Franz  da  L' Ombra e il Male nella fiaba

martedì 15 novembre 2016

Leonard Cohen - Hallelujah

 
 
 


                                    Non dimenticheremo che sei stato uno di noi...Pace a te.

Bacon e il " maledetto" uomo moderno

 
 

                                                     Studio per ritratto di uomo



              
                           " Sono cattivi esploratori
                              quelli che pensano 
                              che non ci sia terra,
                      se vedono solo il mare". 
                               


                                  Francis  Bacon


                              


NAVIGANDO A VISTA



Le acque si colorano a lutto
per questi aironi che chiudono le ali,
per questa breva che non sparge più essenze
né di me né di te.

Vorrei interrompere la quiete
e sciogliere le composte cartilagini
degli scheletri di ghiaccio.

Vorrei dirti - che so -
del ritorno di Amore
sulla mappa del luogo
in cui ti annidi.


   frida







Saint-Saens Le Cygne

 
 


                                               Il  canto  del  cigno

sabato 12 novembre 2016

CARTA DI LUNA




Dovrai trovarmi tu
adesso
e darmi un nome
messo al futuro
che evochi nel dirlo
appena un sibilo
degli occhi.

Saremo mentre siamo
tiranti controvento,
fedele bollettino
ai naviganti,
coda di folate,
semina di grano
in dimore d'acqua.


        frida



Impossible love

 
 


                            Le tue mani sopra i miei collants e i tuoi occhi come fanciulli...                   

Historia de un amor

 
 


                                          Adorarti per me fu religione...

OBLIVION



Quando saremo vecchi ballerini
e il bianco dei tuoi capelli
si confonderà col chiarore del mattino;
quando il mio corpo tremerà e non solo
per il mio desiderarti; quando saranno placati
i venti, fuggito il domani dei nostri figli,
spalancate le porte alle ultime voglie;
quando avrò concluso le mie guerre,
dato un nome al mio bisogno,
consegnata l'ultima missiva;

Quando tu avrai svuotato le tue stanze,
perdonato finalmente il tuo destino,
cacciato un nemico senza nome;
allora metterò questa canzone
e faticosamente ci leveremo insieme.
Tu mi cingerai come un giovane amante
e danzeremo fino a scomparire.
Sarò più bella quando sarò stanca,
e tu più uomo anche senza forze.
L' ultimo bacio sarà come il primo
e avrà il sapore delle nostre vite.


Allora finalmente crederò
che non sarà stato vano viverti accanto.


           frida


Capoverde ( 4 )

 
 
 
 
Angolo

 
 
Piccola  vendita

 
 
Guglie nel deserto di Boavista

Capoverde ( 3 )

 
 
 
Maschere  capoverdiane


                                                                Sculture


 
 
Negozio  a Santa  Maria  ( Isola di Sal )

Capoverde ( 2 )

 
 
Ci sono anch'io...( Isola di Saal )


                                           Anche gli uccelli che non seminano e non mietono...


 
 
Il  deserto vive !

Capoverde ( Ah, le isole ! )

 

                                                         Baia  a  Boavista
                                                 

 
 
La stella del tramonto

 
 
La semplicità della  bellezza
 

Cesaria Evora & Bonga

 
 
 


                 Se mi dimenticherai, ti dimenticherò...fino al giorno in cui ritornerai...