Concordo sulla sottrazione. D’altronde l’altro giorno scrivevo che dobbiamo farci mancare qualcosa, fare a meno di qualcosa per imparare la rinuncia. massimolegnani
Vale anche se questa mancanza fosse un " qualcuno" ?. E se questa rinuncia non fosse una decisione presa volontariamente a scopo didattico, ma ci venisse imposta dal Destino o da chi per esso , avrebbe lo stesso effetto ?
Non si può imparare a farci mancare qualcuno che c'è. Possiamo ipotizzare e poi sbigottire due volte quando questo/a mancherà. La prima perché manca, la seconda perché eravamo convinti di saper reagire.
Mi piace molto. Viaggiare leggeri, non appesantirsi con oggetti, cose e a volte, ma solo a volte, pure persone che ci zavorrano. Sarà un viaggio forse più spartano, ma anche più vero e più lungo. Molto carina, complimenti
il vero viaggiatore non ha bisogno di molto orpelli : di sé stesso , l' obiettivo per cui si muove e lo stretto necessario. Il resto è un viaggio di lumaca : che si porta la casa dietro con quello che c'è dentro , e viaggiare è solo un' illusione.
Concordo sulla sottrazione. D’altronde l’altro giorno scrivevo che dobbiamo farci mancare qualcosa, fare a meno di qualcosa per imparare la rinuncia.
RispondiEliminamassimolegnani
Vale anche se questa mancanza fosse un " qualcuno" ?.
RispondiEliminaE se questa rinuncia non fosse una decisione presa volontariamente a scopo didattico, ma ci venisse imposta dal Destino o da chi per esso , avrebbe lo stesso effetto ?
farci mancare qualcosa è una preparazione quando a mancare sarà qualcuno, per scelta o per destino.
RispondiEliminaml
Capisco : è un tirocinio preventivo per l' anima.
RispondiEliminaNon si può imparare a farci mancare qualcuno che c'è. Possiamo ipotizzare e poi sbigottire due volte quando questo/a mancherà. La prima perché manca, la seconda perché eravamo convinti di saper reagire.
RispondiEliminaSono d' accordo :la gamma di sentimenti che provoca la perdita di una persona ( fisica o dell' anima ) la si conosce solo quando la si sperimenta.
RispondiEliminaIn quanto al dolore, se ne esce solo quando non ci si difende, ma lo si attraversa, lo si guarda in faccia.
RispondiEliminaMi piace molto. Viaggiare leggeri, non appesantirsi con oggetti, cose e a volte, ma solo a volte, pure persone che ci zavorrano. Sarà un viaggio forse più spartano, ma anche più vero e più lungo.
RispondiEliminaMolto carina, complimenti
il vero viaggiatore non ha bisogno di molto orpelli : di sé stesso , l' obiettivo per cui si muove e lo stretto necessario. Il resto è un viaggio di lumaca : che si porta la casa dietro con quello che c'è dentro , e viaggiare è solo un' illusione.
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