Ripropongo questa poesia, postata fra le prime all' inizio della creazione del blog, perché - rileggendola - mi sono stupita io stessa della sua valenza quasi " profetica ". Se allora era solo una bella poesia, oggi è molto di più.
f.
OGNI VOLTA
Ogni volta che ho acquistato una terra
per avere un posto dove morire,
fu sventurata.
Ho perso l' amore
e sono rimasta con la terra
deserta dove seppellire
il mio cuore.
E' arrivata l' ora
di liberarsi della terra
per poter dissotterrare
l'amore.
Spartirò l' utile della vendita
tra quelli che mi hanno aiutato
a edificare questa triste eredità di miserie
( qualcuno non c'è più ).
Comincerò a camminare
per capire se - rimanere fedele
al letto che mi insegnarono
ad accettare -
potrò vedere la smorfia della gioia
o magari la sua ombra.
Dario Edgar Gonzales
Affascinante in questi versi l’ambiguo rapporto con la terra, luogo dove morire ma anche dove si è seppellito il cuore, e pure luogo di cui ci si deve liberare per disseppellire l’amore. Noto che la poesia è scritta al femminile (sono rimasta) chissà se per scelta dell’autore o per lapsus della traduttrice!
RispondiEliminaOT ti segnalo che è impossibile iscriversi ai commenti nonostante l’apposita dicitura inviti a farlo ( cliccandoci sopra compaiono tre righe indecifrabili)
massimolegnani
Sai che la tua intuizione sull' origine di quel " femminile " anomalo si è rivelata esatta ?
RispondiEliminaNon me ne ero accorta prima ( e il lapsus è durato bel dieci anni ). E dalle piccola introduzione che ho prodotto nel riproporre la poesia, pare che ( ciò che l' autore afferma scrivendo ) si sia anche intensificato.
Grazie la tua acuta segnalazione ( che sarà motivo per me di riflessione ).