... e io non so chi va e chi resta....
frida
" Tutto ciò che è squisito, matura lentamente " - A. Schopenhauer
(...) Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna
e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi
e vede aprirsi magicamente il mondo,
perché andare a piedi è sfogliare il libro ,
invece correre è guardarne solo la copertina.
Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto,
sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra,
invidiare l' anarchia dolce di chi inventa momento per momento
la strada .Bisogna imparare a stare da sé e aspettare in silenzio;
ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani.
Andare lenti è incontrare cani senza travolgerli,
è dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce ;
è trovare una panchina, è portarsi dentro i propri pensieri
lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla
e che quando sono forti, scoppiano e vanno a confondersi al cielo.
E' suscitare un pensiero involontario e non progettante,
non il risultato dello scopo e della volontà, ma il pensiero necessario,
quello che viene su da solo, da un accordo tra mente e mondo.
Andare lenti è fermarsi su un lungomare, su una spiaggia, su una scogliera inquinata,
su una collina bruciata dall' estate;
andare col vento di una barca e zigzagare per andare dritti.
Andare lenti è conoscere le mille differenze della propria forma di vita,
i nomi degli amici, i colori e le piogge, i giochi e le veglie,
le confidenze e le maldicenze.
Andare lenti sono le stazioni intermedie, i capistazione, i bagagli antichi e i gabinetti,
la ghiaia e i piccoli giardini, i passaggi a livello con gente che aspetta,
un vecchi carro con un giovane cavallo,
una scarsità che non si vergogna,
una fontana pubblica, una persiana con gli occhi nascosti all' ombra.
Andare lenti è rispettare il tempo, abitarlo con poche cose di grande valore,
con noia e nostalgia,
con desideri immensi sigillati nel cuore e pronti a esplodere,
oppure puntati sul cielo perché stretti da mille interdetti.
Andare lenti vuol dire avere un grande armadio per tutti i sogni,
con grandi racconti per piccoli viaggiatori,
teatri plaudenti per attori mediocri;
vuol dire una corriera stroncata da una salita,
il desiderio attraverso gli sguardi,
poche parole capaci di vivere nel deserto,
la scomparsa della folla variopinta delle merci
e il tornar grandi delle cose necessarie.
Andare lenti è essere provincia senza disperare,
al riparo dalla storia vanitosa,
dentro alla meschinità e ai sogni,
fuori dalla scena principale e più vicini a tutti i segreti.
Il pensiero lento offrirà ripari ai profughi del pensiero veloce,
quando la macchina inizierà a tremare sempre di più
e nessun sapere riuscirà a soffocare il tremito.
Il pensiero lento è la più antica
costruzione antisismica. (...)
Franco Cassano da Il pensiero meridiano * Riproposto
Ma noi, noi che ci siamo prefissi Dio...
LA PROFEZIA
Fiori e frutti sono maturi quando cadono; gli animali si sentono
e si trovano l' un l' altro e sono soddisfatti.
Ma noi, noi che ci siamo prefissi Dio,
non possiamo essere pronti.
Spostiamo in avanti la nostra natura come le lancette dell' orologio.
Abbiamo ancora bisogno di tempo.
Rainer Maria Rilke
Germoglierò e niente andrà perduto...
Non erano farfalle,
era soltanto una tachicardia leggera.
La trasparenza del contenitore mi ha ingannata sull' origine di tanta
agitazione : io vedevo dei colori, un caleidoscopio di possibilità future.
Ma non erano farfalle, erano insetti laboriosi che mi hanno concimato
il cuore.
E se mi lascerete fermentare sotto un leggero velo, avrò il valore
di una sedia.
Funghi e muffe digeriranno il mio bel corpo e ogni mio sogno.
Germoglierò e niente andrà perduto.
Gaia Danese
... di questo corpo che non si nega alla burrasca...
SENZA S.O.S.
Scosterà il suolo all' approdo questa incupita voglia
di ritrovarsi faro a intermittenza su un' isola sommersa ?
Ancora protende il vento al sogno la bandiera
di questo corpo che non si nega alla burrasca.
frida
Forse canto per me...
GIRO DI DO
E ti stringevo, corda non da legare,
ma da ancorare a moli non ancora toccati.
E certo non si può - fra surreale e poesia -
scavare un segno che sovrascriva un sussurro.
E non mi leggerai tu, che per poco mi hai amata
cercandomi tra le righe storte della vita.
***
Non scrivo per te, sommesso urlo cullato
tra le braccia mai abbastanza;
forse canto per me, per non dimenticare
una mano invano tesa e un gorgo
in cui voler affondare.
frida
Charles Edward Perugini - Gioia effimera, 1901
FU DI FARFALLA
Fu di farfalla il battito
leggero, una ferita
che si allargò nell' aria,
un segno di matita
sospeso come un' onda
che s' incanta nel timore
di una riva.
Nico Orengo
Ripropongo questa poesia, postata fra le prime all' inizio della creazione del blog, perché - rileggendola - mi sono stupita io stessa della sua valenza quasi " profetica ". Se allora era solo una bella poesia, oggi è molto di più.
f.
OGNI VOLTA
Ogni volta che ho acquistato una terra
per avere un posto dove morire,
fu sventurata.
Ho perso l' amore
e sono rimasta con la terra
deserta dove seppellire
il mio cuore.
E' arrivata l' ora
di liberarsi della terra
per poter dissotterrare
l'amore.
Spartirò l' utile della vendita
tra quelli che mi hanno aiutato
a edificare questa triste eredità di miserie
( qualcuno non c'è più ).
Comincerò a camminare
per capire se - rimanere fedele
al letto che mi insegnarono
ad accettare -
potrò vedere la smorfia della gioia
o magari la sua ombra.
Dario Edgar Gonzales
LA DIREZIONE DELLO SGUARDO
Dove la terra fu inutilmente arata
e i campi fumano ancora, e le ombre
lontane chiamano inascoltate dai passanti
o dove qualcuno si fermò per un istante
e poi scomparve
linea rovente, rasoterra del tempo
traccia, impronta di vita che comunque fu
in qualunque ora e in qualunque modo
lì guardano - e lo chiamano orizzonte,
da cui nasce il tempo, il viaggio, l' avventura -
oltre la siepe, il meridiano, il magico
confine dell' atlante.
Lì - ascoltami - cadde lo sguardo
ma non fu a caso, nulla accade per nulla.
Fu la tua voce, la voce che sale
dalle sponde abitate,
questo è il nostro ultimo margine.
confine e fuoco,
questa è la direzione dello sguardo.
Roberto Mussapi da La polvere e il fuoco
Stretti legami
" Due persone si legano
tanto più strettamente l' una
all' altra
quanto più esse riconoscono
di non poter mai diventare
una cosa sola ".
Hans Carossa
" Sono io la Morte e porto corona / io son di tutti voi signora e padrona... "
Scriveva lo psichiatra Eugenio Borgna a proposito della speranza :
" Essa va intesa come trascendenza, come apertura all' Altro da noi, come ascolto dell' infinito, ed è la speranza che ci fa vivere ".
E chi sta vivendo il Lutto della Speranza ?
frida
Pensavo che l' amore fosse eterno...
BLUES IN MEMORIA
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete il pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani lamentandosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio : Lui E' Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.
Lui era il mio Nord, il mio Sud, Est e Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto ;
pensavo che l' amore fosse eterno : e avevo torto.
Non servono più le stelle : spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l' oceano e sradicate il bosco
perché ormai più nulla può giovare.
Wystan Hugh Auden
LE PERSONNALISME
Il vero comunicare fra due individui
è assai meno frequente
di una felicità condivisa,
è più labile della bellezza : basta poco,
anzi un niente a rompere quel filo
sottile, a risprofondare in un silenzio
senza confini.
Emmanuel Mounier
... ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me...
AGGIUSTAMENTI ARITMETICI
Procedo
per
sottrazioni.
Non aggiungo
miseria di parole.
Sottraggo
per
procedere.
frida