Da un angolo di strada cerco il cielo...
Il testo di Parrini affronta il tema sensibile della perdita come una scelta consapevole che trasforma il dolore nella tenerezza dei ricordi, un modo per esprimere una vicinanza coraggiosa laddove l' assenza si riassesta nella percezione del mondo e della sua eredità. La poesia dell'autore è come un rovo trafitto nel corpo e nell' anima, maturato nel varco simbolico di una protezione e manutenzione emotiva a difesa di una capacità evocativa in grado di custodire e intonare la natura penetrante e tenace dei sentimenti introspettivi. Si insinua come il profumo di un soffio vitale ; unisce passato e presente ; estrae il solco della sofferenza dalle pieghe desolate dell' assenza; rinviene l' incisione della nostalgia nelle impronte del distacco.
Ho pianto di felicità
e stupore;
poco dopo dormivi sul divano
come un bambino
col pigiama arrotolato
sotto il capo.
***
Un sogno - appunto -
ma ci ho creduto
e avevo paura,
un misto di gioia
e terrore mentre dormivi.
Il cuore batteva forte
mi ha svegliato.
***
Ti chiedo scusa, faccio silenzio.
Dove sei tu ora
non è più tempo di parole,
tu sei respiro che non si sente
e vento.
***
E perché
non riuscivo a capire
il mio tempo,
della mia vita il movimento,
ho cercato tra le rose una fiaba
da raccontarmi la sera.
***
Da un angolo di strada
cerco il cielo, le nubi di un temporale,
qualcosa che mi dica che ci sei,
che non siamo soli al mondo,
che la bellezza dell' erba mossa
dal vento non sia solo un eterno
spegnersi nella notte.
***
Se fosse stato
questo lento morire,
ma vivere ogni goccia
di pioggia e bere il vento.
***
Se fosse stato l' amore
il bacio il sudore,
non sarebbe abbastanza ?
Paolo Parrini da Imparare a dirsi addio
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