(...) Gli affetti non si ammalano. non sono aggredibili. E' solo il cervello, la sua chimica e la sua architettura che si alterano, si decompongono e - di conseguenza - generano i sintomi della follia.
L' amore può essere imbavagliato, rinchiuso, imprigionato, ma rimane tale, puro, non si ammala, non impazzisce.
E' solo la mente, la chimica del cervello - la sua sconnessione - la causa della follia. (...).
Mario Tobino da Le libere donne di Magliano
Tobino ha indubbiamente ragione e mi piace questa sua difesa del cuore rispetto al cervello, anche se dicono che l’amore può portare alla follia.
RispondiElimina(hai riaperto i commenti o meglio hai tolto quella nota che permetteva i commenti solo agli iscritti impedendo però di iscriversi (chiedendo di iscriversi compariva una stringa di lettere indecifrabili) bene!)
massimolegnani
E' cosa ampiamente comprovata che l' innamoramento, a livello biologico , è un vero scombussolamento per il cervello : aumenta in modo esponenziale la quantità di dopamina ( che favorisce energia , euforia e desiderio ), mentre diminuisce il livello di serotonina ( che aumenta ossessività e favorisce la fissazione sul partner ). La situazione però non è permanente e tende a decrescere col tempo. Potremmo quindi - se la consideriamo da questo punto di vista - ritenere questa condizione una forma di " pazzia ". Ma chi non vorrebbe essere un po' pazzo in questa circostanza ?
RispondiEliminaDiverso è il discorso per l' amore, che è un innamoramento sedimentato nel tempo e che assume molte altre caratteristiche e variabili ( su cui potremmo discutere a lungo : quale poeta, scrittore, analista, sociologo, teologo etc, non si è espresso sull' argomento, scandagliandolo in ogni sua forma e caratteristica, senza peraltro mai coglierne l' Essenza che E' - e rimane - un Mistero ? .)