Que c' est triste Venise au temps del amours mortes
VENISE
Mi sei di fronte
anche nell' incolmabile
spazio
che azzera i nostri passi
e ci fa stretti.
Tu
hai gondole per me
e canali che spingono in mare aperto
riverberi di luce
miti
come questo sole.
frida
***
La tecnica del navigare
LA TUA VENEZIA
Specchio la tua Venezia di amori perduti con una Venezia d' amori ( da altri vissuti ).
Ed è semplice, nella città del mondo dove specchiarsi è più rituale, ove l' acqua genera riflesso, ma altrettanto ingoia senza restituire - ritrovarsi tra il vedere dei gondolieri e il tremolìo delle barche alla fonda.
Tutto sostenuto da musica che è ponte tra calle e calle, nel superamento dell' acqua che espande il passo ad altra terra rubata : un' infinita metafora del prendere il largo - una volta conosciuta la tecnica del navigare indifferentemente le acque, le terre e i desideri.
" La morte non è niente. Sono solamente passato dall' altra parte: è come se fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l' uno per l' altra, lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato e che ti è familiare ; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un' aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami !
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima : pronuncialo senza la minima traccia d' ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto : è la stessa di prima , c'è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente solo perché sono fuori dalla tua vista ? Non sono lontano, sono dall' altra parte, proprio dietro l' angolo.
Rassicurati : va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami : il tuo sorriso è la mia pace ".