Lui è l' autentico Uno che bramo...
La poesia, prima orale poi scritta, nasce in tutte le civiltà come forma d' arte strettamente connessa alla sfera sacrale; sgorga come mezzo attraverso cui - in forma misterica e ritmica - il divino si rivela al mondo: i cieli erompono sulla terra e la terra s' innalza fino alla dimora di Dio. E' un roveto ardente questo " Versi a Dio ", una teofania che si materializza come cammino nel grembo dell' uomo - dai suoi primordi e attraverso secoli di un linguaggio ancestrale - verso un punto focale : la dimensione sacra della poesia e dell' uomo che mediante il linguaggio poetico si eleva fino a piagare il cuore del divino.
Che cosa accomuna il canto cosmologico dei Pigmei dell' Africa equatoriale alle invocazioni degli sciamani delle steppe; i versi dei precolombiani del Guatemala al Prologo del Vangelo di Giovanni ; le poesie dell' indiano Tukarama a quelle di Cristina Campo?
" Da ogni parte - Dio - mi trafiggi ! " è l' esperienza di Dio che trapassa da parte a parte l' uomo - poeta nella miseria, nel dolore, nella gioia; la divinità che si manifesta per mezzo del creato, della malattia, del vuoto - a volte incolmabile e straziante - che dà speranza e insieme orrore.
Il poeta è come Giacobbe che, oltrepassato il guado del labbok ( fiume della Giordania, n.d.r. ) resta solo fino allo spuntare del giorno : tenace resiste, ferito continua a lottare scontrandosi con Dio e costringendolo a venire a patti: fa dunque razzia della sua luce e si fà benedire, iscrivendoLo nei suoi versi.
BURIATI, SIBERIA
( Invocazione agli spiriti - signori locali )
Alla mia bocca aggiungete una bocca,
alla mia lingua aggiungete una lingua,
al mio corpo aggiungete un corpo,
alla mia mano aggiungete altre mani,
al mio piede aggiungete altri piedi ;
considerate , voi spiriti, ciò per cui io oggi
vi prego, e per cui oggi vi invoco !
***
PUBLIO ELIO TRAIANO ADRIANO
( Italica 76 - Baia 138 )
Piccola anima dolce e vagabonda
ospite e compagna del corpo
discenderai in piccoli luoghi
pallidi rigidi nudi
non scherzerai come prima.
***
KABIR
( Varanasi 1440 ca - Maghar, India 1518 ca )
Dio è in me, Dio è in te
ogni seme cela la vita.
Spezza il tuo orgoglio, amico
e vai alla caccia di Lui nel tuo intimo.
Quando siedo nel cuore del Suo mondo,
un miliardo di soli arde di luce,
un oceano che arde, blu, si chiama cielo :
il tumulto della vita si placa
le piaghe della sofferenza svaniscono.
Ascolta le campane intoccate : amore
è qui, gettati in colui che rapisce !
Le piogge crollano senz' acqua
i fiumi sono corsi di luce.
Come potrei dirti
quanto sono fortunato
perché il mio corpo
è esposto a un' estasi violenta.
***
CATHERINE GASCOIGNE
(Cambrai, Francia 1676 )
Di una cosa soltanto
ho bisogno : si chiama
Tutto ed è dappertutto.
L' Uno
io cerco
l' unico Uno
desidero :
radicato nell' Uno
è tutto - dall' Uno
tutto fluisce
lui è l' autentico Uno
che bramo : quando
lo avrò di tutto
sarò sazia
finché non bevo
di quella Primavera
la sete mi squassa :
nessun ' altra cosa
può compiermi.
Che cosa sia questo Uno
dire non so - udire
non si può ; nulla
posso spiegare -
il molto e il poco
non lo designano :
l' Uno non è in tutto
quell' Uno è sopra tutto
soprattutto sorpassa il tutto.
Tu sei il mio DIO
sei dentro di ME
a ME ti avvinghi.
***
BASAVA
( Basanava Bangewadi, India 1131 )
Padre, poiché ero ignorante
mi hai conficcato nel grembo di una madre
mi hai trascinato tra mondi improbabili.
Era sbagliato che nascessi,
Signore ?
Perdonami se sono nato.
Mi lego a questo voto,
Signore dei fiumi che si intrecciano :
non tornerò più in questa dimora.
***
LALLA
( Kashmir 1392 )
Il giorno si annienta nella notte
la terra sconfina nell' altrove.
La luna è inghiottita dall' eclissi
come la mente, durante la meditazione
è completamente assorbita
dal Vuoto.
Versi a Dio - Antologia della poesia religiosa
"Credo in un Dio del sonno sopito e di tenue respiro, di sguardo lontano a logori amori,
RispondiEliminaun Dio che sorride dal marciapiede, ricamo sicuro, lampo nel buio, un Dio del soliloquio, del pensiero e dell'ombra svelata, goliardo e soffuso, che ci inchioda sul nostro nulla"
Siamo tutte creature di Dio.
Del medesimo Dio, chiunque esso sia.
Sottoscrivo compiutamente il tuo pensiero e ti ringrazio per questo commento di pomeriggio di domenica.
RispondiElimina