domenica 2 marzo 2025

VERSI A DIO ( Hymn of the Cherubim )


                                                                   Lui è l' autentico Uno che bramo...



La poesia, prima orale poi scritta, nasce in tutte le civiltà come forma d' arte strettamente connessa alla sfera sacrale; sgorga come mezzo attraverso cui - in forma misterica e ritmica - il divino si rivela al mondo: i cieli erompono sulla terra e la terra s' innalza fino alla dimora di Dio. E' un roveto ardente questo " Versi a Dio ", una teofania che si materializza come cammino nel grembo dell' uomo - dai suoi primordi e attraverso secoli di un linguaggio ancestrale - verso un punto focale : la dimensione sacra della poesia e dell' uomo che mediante il linguaggio poetico si eleva fino a piagare il cuore del divino.

Che cosa accomuna il canto cosmologico dei Pigmei dell' Africa equatoriale alle invocazioni degli sciamani delle steppe; i versi dei precolombiani del Guatemala al Prologo del Vangelo di Giovanni ; le poesie dell' indiano Tukarama a quelle di Cristina Campo?

" Da ogni parte - Dio - mi trafiggi ! " è l' esperienza di Dio che trapassa da parte a parte l' uomo - poeta nella miseria, nel dolore, nella gioia; la divinità che si manifesta per mezzo del creato, della malattia, del vuoto - a volte incolmabile e straziante - che dà speranza e insieme orrore.

Il poeta è come Giacobbe che, oltrepassato il guado del labbok  ( fiume della Giordania,  n.d.r. ) resta solo fino allo spuntare del giorno : tenace resiste, ferito continua a lottare scontrandosi con Dio e costringendolo a venire a patti: fa dunque razzia della sua luce e si fà benedire, iscrivendoLo nei suoi versi.






BURIATI, SIBERIA

( Invocazione agli spiriti - signori locali )


Alla mia bocca aggiungete una bocca,

alla mia lingua aggiungete una lingua,

al mio corpo aggiungete un corpo,

alla mia mano aggiungete altre mani,

al mio piede aggiungete altri piedi ;

considerate , voi spiriti, ciò per cui io oggi

vi prego, e per cui oggi vi invoco !



                                                         ***



PUBLIO ELIO TRAIANO ADRIANO 

( Italica 76 - Baia 138 )


Piccola anima dolce e vagabonda

ospite e compagna del corpo

discenderai in piccoli luoghi

pallidi rigidi nudi

non scherzerai come prima.



                                                 ***


KABIR 

( Varanasi 1440 ca   - Maghar, India 1518 ca )


Dio è in me, Dio è in te

ogni seme cela la vita.

Spezza il tuo orgoglio, amico

e vai alla caccia di Lui nel tuo intimo.


Quando siedo nel cuore del Suo mondo,

un miliardo di soli arde di luce,

un oceano che arde, blu, si chiama cielo :

il tumulto della vita si placa

le piaghe della sofferenza svaniscono.


Ascolta le campane intoccate : amore

è qui, gettati in colui che rapisce !

Le piogge crollano senz' acqua

i fiumi sono corsi di luce.


Come potrei dirti

quanto sono fortunato

perché il mio corpo

è esposto a un' estasi violenta.



                                                ***


CATHERINE GASCOIGNE

(Cambrai, Francia 1676 )


Di una cosa soltanto

ho bisogno : si chiama

Tutto ed è dappertutto.


L' Uno

io cerco

l' unico Uno

desidero :


radicato nell' Uno

è tutto - dall' Uno

tutto fluisce


lui è l' autentico Uno

che bramo : quando

lo avrò di tutto

sarò sazia


finché non bevo

di quella Primavera

la sete mi squassa :

nessun ' altra cosa

può compiermi.


Che cosa sia questo Uno

dire non so - udire

non si può ; nulla

posso spiegare -

il molto e il poco

non lo designano :


l' Uno non è in tutto

quell' Uno è sopra tutto

soprattutto sorpassa il tutto.


Tu sei il mio DIO

sei dentro di ME

a ME ti avvinghi.



                                                  ***


BASAVA  

( Basanava Bangewadi, India 1131 )


Padre, poiché ero ignorante

mi hai conficcato nel grembo di una madre

mi hai trascinato tra mondi improbabili.

Era sbagliato che nascessi,

Signore ?

Perdonami se sono nato.

Mi lego a questo voto,

Signore dei fiumi che si intrecciano :

non tornerò più in questa dimora.



                                                    ***


LALLA

( Kashmir 1392 )


Il giorno si annienta nella notte

la terra sconfina nell' altrove.

La luna è inghiottita dall' eclissi

come la mente, durante la meditazione

è completamente assorbita

dal Vuoto.




                  Versi a Dio - Antologia della poesia religiosa



2 commenti:

  1. "Credo in un Dio del sonno sopito e di tenue respiro, di sguardo lontano a logori amori,
    un Dio che sorride dal marciapiede, ricamo sicuro, lampo nel buio, un Dio del soliloquio, del pensiero e dell'ombra svelata, goliardo e soffuso, che ci inchioda sul nostro nulla"

    Siamo tutte creature di Dio.
    Del medesimo Dio, chiunque esso sia.

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  2. Sottoscrivo compiutamente il tuo pensiero e ti ringrazio per questo commento di pomeriggio di domenica.

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