venerdì 4 aprile 2025

NON SONO NUVOLA


                                                                Avevamo la testa fra le nuvole...



 Questa poesia di Franco Battaglia fa riflettere, incerta fra lampi di luce e un' oscurità che spaventa. 

Proprio come la Vita.




TEATRO


Teatro 

che cigola altrove

stasera.


Dove la luna

recita a braccio

e il buio

è magica quinta.



                                              ***


STRASCICO DI LUNA


C'è un piccolo

minuscolo 

angelo

che gratta via

la glassa

dei sorrisi forzati.


Che accompagna a casa

serate perse

nello strascico di luna

ammiccante.


Che stringe salda la mano

a chi avvolge

insonni lenzuola

quando tutto

- intorno a lui -

è addormentato.



                                            ***


SI NASCONDE


Se

tra

questi

rivoli

di luce

sfibrata,

incastonati

nel grigio

radente

a intorpidire

i passi,

si nasconde un dio:


stamani è stato poco accorto.



                                              ***


NEANCHE


Una pozzanghera riflette

un cielo immobile,

inchioda meteorologie frenetiche

       - intuisco lezioni di armonia -

ma neanche un sollievo

di soffuso sole

stamani.


Solo parete di grigio

da scavare con le unghie.



                                                   ***


ATTESA


C'è del tempo arrugginito

che cola giù dal polso,


ore diluite

frantumate dal ricordo,


clessidra impazzita

che fruga antiche sabbie.



                                                ***


CURIOSE TRAME


Innamorarsi,

guizzo ferino a snidare il cervello,

eterna eclissi di cuore

che dilaga scansando agile

noia e cianfrusaglie di ricordi.


Troppo facile amare come piace,

principessa Frutto di Bosco.


Ordirò incantesimi

e ambigue trame

in attesa che la luna

dilegui  - frivola - nebbie di stagione.




                            Franco  Battaglia    da       Non sono nuvola



mercoledì 2 aprile 2025

CONSIDERAZIONI DI UN ASPERGER

 


                                                                            Foto  di Susanna Tamaro



" La prima cosa da dire è che l' autismo è un problema neurologico e non psicologico. " Lo mette in chiaro Susanna Tamaro, scrittrice sensibile e voce fuori dal coro, che in occasione della Giornata Mondiale dell' Autismi  ( oggi ), sceglie di parlare apertamente della sua condizione di Asperger ( o autismo ad alto funzionamento ) per fare chiarezza su una realtà complessa e ancora avvolta da pregiudizi. Nel suo libro "  Il tuo sguardo illumina il mondo " Tamaro descrive la sua mente come " una scatola in cui i mattoncini del Lego sono in perenne e disordinato movimento : non si riesce a fare una casetta, ma si può solo cercare di metterli ossessivamente in ordine ". Un disordine interiore che si traduce in un' esasperazione sensoriale : I rumori sono i nostri principali nemici ", spiega in un articolo a sua firma pubblicato sul " Corriere " " e così tutto quello che riguarda il contatto fisico perché la sensibilità della pelle è direttamente collegata al cervello ". A questo si aggiunge la difficoltà, comune nei bambini autistici, nel leggere le espressioni facciali altrui. Ma l' idea che le persone autistiche siano incapaci di affettività è - per l' autrice - " profondamente sbagliata ". L ' affettività esiste, ma si manifesta in modo diverso : " Se immaginiamo le relazioni come un corso d' acqua " scrive , " per le persone " normali" quest' acqua è rappresentata da un fiume sulle cui sponde ci si può sedere assieme agli altri, mentre per chi soffre di questa sindrome esso non è altro che un torrente carsico che scorre nelle viscere profonde della terra e solo a tratti fa echeggiare il suo rombo nascosto. L' affettività - insomma - esiste, soltanto che è una realtà più complicata e imperscrutabile ". Questo " mondo interiore" ha una porta d' accesso, spesso invisibile agli altri. " E' come se fossimo arrivati da un altro pianeta e dovessimo fare un lunghissimo apprendistato per capire cosa succede intorno a noi. La principale attività del nostro cervello è quella di creare continuamente griglie e schemi per cercare di mettere un po' d' ordine nella realtà circostante". E' qui che risiedono i tanti decantati " superpoteri " dell' autismo ( Asperger ) : una capacità di creare collegamenti inediti e insoliti fra le cose e una memoria eccezionale, anche se " non spendibile" in termini scolastici perché si comporta un po' come un " cavallo pazzo". Tamaro cita  Simon Baron - Cohen, direttore del centro sull' autismo a Oxford, che " ipotizza che siano state proprio le persone Asperger ad aver guidato, negli ultimi settantamila anni, il progresso umano proprio per questa loro facoltà di aprire delle porte invisibili ". Ma , al di là dei geni e degli " originali " ( come venivano chiamati una volta i neurodivergenti ), qual è la quotidianità di una persona con Asperger ?  " Quella degli eccentrici geniali e felici ? No", risponde la scrittrice con disarmante onestà. " Direi piuttosto quella di avere una sedia a rotelle interiore. C'è un limite non visibile che riduce di molto la qualità della nostra vita. " Non siamo tendenzialmente persone squilibrate, anzi , però lo diventiamo nel momento in cui lottiamo contro situazioni totalmente inadatte alla nostra fragilità neurologica. Non sopportiamo i suoni troppo alti, gli stimoli luminosi troppo intensi, la confusione visiva, per questo è molto complicato riuscire ad avere occupazioni normali " Ma, sottolinea, " se veniamo messi in condizioni adatte, siamo degli instancabili lavoratori, perché il perfezionismo e la ricerca del massimo fanno parte del nostro DNA." Tamaro critica poi la retorica vuota " dell' inclusione" chiedendo azioni concrete . " Penso ad esempio ai treni ad alta velocità il cui continuo e inutile ripetersi degli annunci, rende impossibili i nostri viaggi. E nella scuola : " Se io- negli anni Sessanta, sono riuscita a sopravvivere in classe, è perché allora queste erano segnate da un ordine e da una disciplina assolute, e dunque dal silenzio. Il disordine e il frastuono, infatti, aumentano in modo esponenziale il nostro disagio sensoriale ". Infine, una riflessione amara e potente sulla ricerca genetica e il rischio della selezione prenatale: " Qualche anno fa in Inghilterra si è tenuta una manifestazione di persone dello Spettro Autistico che chiedevano di fermare le ricerche sulle cause dell' autismo. Si  temeva - giustamente- che una volta scoperto il gene " colpevole", si dovesse passare sotto le forche caudine della selezione genetica prenatale, come è già accaduto per le persone Down". E aggiunge una nota personale : " Se a mia madre - per esempio - avessero detto che avevo questa predisposizione, sono abbastanza sicura che avrebbe seguito il " saggio " consiglio del medico di non farmi nascere ".

" Lottiamo tanto e giustamente per preservare la biodiversità della natura, ma su quella dell' umano è calata una pesante cappa di silenzio . E' su questo mondo di " perfetti " che la scienza ci propone come menu à la carte , che forse è arrivato il momento di riflettere. La diversità è sempre stata la ricchezza del mondo: è faticosa, certo, ma il fatto che la vita sia una passeggiata sulla spiaggia in una giornata di sole, non è scritto da nessuna parte. La vita non è eliminare i problemi, ma crescere insieme imparando a risolverli. In un mondo sempre più piatto, sempre più gestito da entità oscure, abbiamo più che mai bisogno di persone che sappiano vedere quella porta che nessun altro scorge ".



                                   Susanna  Tamaro 


N.B. Questo è il pensiero di Susanna, che prova sulla sulla sua pelle cosa vuol dire essere " autistica ". Ma gli autistici, specie quelli " ad alto funzionamento ", cioè gli Asperger, sono - a parte qualche caratteristica comune - ognuno diverso dall' altro. ( Poi ci sarebbero da considerare gli autistici a basso e medio funzionamento, per i quali la vita è ancora più dura perché hanno difficoltà cognitive, spesso non si esprimono verbalmente e non hanno la minima autonomia, tanto che devono essere seguite anche nell'espletamento delle più elementari funzioni di vita. )

Per questo- avendo a che fare con persone portatrici di questa " diversità " non sono del tutto d' accordo che quello che ha detto la nostra autrice ( specie per ciò che riguarda l' affettività e le capacità da " spendere" a scuola ) siano concetti validi per tutti. E indistintamente.


                                                      ***


A proposito, vogliamo vedere - nella Storia recente perché il concetto di  Asperger ( come è possibile leggere su questo blog sotto l' Etichetta " Autismo" ) è stato coniato da un medico nei famigerati campi di sterminio tedeschi - qualche personaggio Asperger , che mai avremmo  immaginato fosse tale ?


Leonardo da Vinci, Vincent van Gogh, Steven Spielberg, Alfred Hitchcock, Thomas Edison, Benjamin Franklin, Henry Ford, Ludwig van Beethoven, Wolfang Amadeus Mozart, Bob Dylan, James Taylor, Charles Darwin, Carl Gustav Jung, George Orwell, Jane Austen Charles M. Schulz, Elon Musk, Nikola Tesla, Sir Isaac Newton, Michelangelo, Bill Gates, Bobby Fischer, Emily Dickinson, Anthony Hopkins, Albert Einstein..............


Per chi avesse qualche osservazione da fare in proposito , la discussione è aperta.



                                          frida


martedì 1 aprile 2025

IL SILENZIO DI ROSETTA

 



     Stai riprendendo il posto che tu non avevi perso mai...





ENTRA NEL MIO SILENZIO


ché con le parole ho fallito

in amicizia e con gli sconosciuti,

con il mondo e con te.


Ho sbagliato l' approccio,

la sillaba, il suono

o forse è normale che la parola

tradisca il Pensiero

per eccesso o per difetto,

per limite, pretesa, disegno non

appropriato.

Ho commesso i miei errori.


Entra nel mio silenzio

ed abbracciami,

ché il cuore ha le sue inflessioni,

l' anima il suo codice.

L' aria ci domanda più ampio

respiro

e così anche il sole, così la luna.


E non c'è vuoto così vuoto

che non possa riempirsi di vento

e del profumo delle stagioni.

Non c'è vuoto che non possa

colmarsi d' amore.



                                   Rosetta  Sacchi



LA STAGIONE DELL' AMORE

 


                                                                La stagione dell' amore viene e va...



Dal momento che ci siamo incamminati sul sentiero dolce e tortuoso dell' amore, propongo - a compendio dell' argomento - una riflessione del filosofo Umberto Galimberti , perché ci offra qualche ulteriore spunto di riflessione :



"Parlare d' amore non è mai semplice. L' amore è forse il sentimento più discusso, raccontato e frainteso nella storia dell' umanità. Eppure, ci troviamo spesso a viverlo senza comprenderlo pienamente. Quando parlo d' amore, non mi riferisco solo alla passione romantica o all' attrazione fisica, ma a quell' esperienza che ci mette di fronte alla parte più profonda e vulnerabile di noi. L' amore è - prima di tutto - un rischio. Amare significa consegnare una parte di noi a un' altra persona, sapendo che potremmo soffrire, che potremmo essere non ricambiati o, peggio, che potremmo perderci nell' altro fino a smarrire noi stessi. Questo- però- non è il limite dell' amore, ma la sua essenza. Amare significa accettare che l' altro esista non come proiezione dei nostri desideri, ma come individuo autonomo con i suoi bisogni e i suoi limiti. Nel mondo contemporaneo, l' amore si scontra con le dinamiche di un' epoca che tende a ridurre tutto a consumo, persino i sentimenti. La velocità con cui viviamo ci porta spesso a confondere l' amore con l' eccitazione del momento o con il bisogno di riempire vuoti emotivi. Ma l' amore, quello vero, richiede tempo. E' un sentimento che cresce, si trasforma e resiste alle tempeste della vita. E' un atto di pazienza, di ascolto e di cura ".




                                   Umberto  Galimberti



L ' AMORE NON AMORE DI FRANCO

 


                                                                                Foto ricavata dal web



La poesia minimale e semplice di Marcoaldi, composta - tuttavia -  con un metro di stampo classico e orecchiabile,  si serve intelligentemente del distacco e dell' ironia, rendendola così un vero e proprio atto di resistenza, un empatico antidoto da usare contro la presunzione dell' Io. Un Io che cerca di essere portatore universale e non univoco di valori, un Io che vorrebbe poter essere intero per darsi all' altro da sé, ma che tuttavia si trova ad essere iniziato verso un viaggio interiore, a combattere una lotta. La lotta di Amore, un sentimento determinato e testardo, e quella con il suo opposto, che in certi casi si trasforma grottescamente in odio, indirizzato alla persona un tempo amata con tanta foga. ( Che cos'è stato Amore ? / Soltanto una finzione / per abbracciare il vuoto /. Nulla per me eri prima - / creatura della mente /. Puoi figurarti ora / che è chiuso l' incidente ).




Vorrei amarti come un gatto

che solo se gli va

si struscia sul tuo corpo

con sensuale voluttà.

Vorrei amarti come un cane

che risponde al tuo richiamo

in totale fedeltà. Non essendo

però cane né tantomeno gatto -

egoista ma indeciso,

obbediente ma distratto -

anziché donare amore,

mi si dice che procuro

pena angustia malumore.



                                                  ***


Forse durò troppo l' attesa

o ti pensai con troppa gioia.

Certo che quando ti rividi,

totale, senza appello, fu la noia.



                                            ***


Non invidio chi è ricco, potente

e miete successi. Invidio

( talvolta ) soltanto l' eccesso

dell' Amore per Dio, l' Assoluto,

il Signore della Terra e del Cielo -

un Amore totale a cui niente

fa velo. Lo invidio e lo temo

e lo sento lontano : perché

io vivo di amore profano.



                                                  ***


E' un dio ben strano, Amore :

promette a un tempo eccitazione e pace,

sangue che infiamma e riposante luce,

la quiete familiare e sconosciuto ardore.


E' un dio decisamente ambiguo, Amore.

Meglio prendergli bene le misure,

ché ti sospinge in lidi opposti

a cui sottrae per primo ogni valore.



                                                       ***


Se la promessa d' Amore

nove volte su dieci porta

dritti dritti alla rovina,

è vero anche 

che - scomparso Eros - l' orizzonte

 di vita s' abbuia, perfino

quando albeggia, perfino

in una assolatissima mattina.




                     Franco  Marcoaldi     da    Amore non Amore - Cento poesie



lunedì 31 marzo 2025

QUANDO NON CI SONO ( Fuoco nel fuoco )

 


                                                               Rimani qui, dove tutto è possibile...


[...]

Se mi dai fuoco

non lasciare legna per un giorno

che potrebbe non arrivare mai,

e gettati nel gioco proibito

che ignora l' aritmetica e il calcolo.

Non nasconderti, non conservare :

organizza la tua vita per il fuoco.

Questo è il patto : se mi accendi,

brucia con me.



                                                  ***


Continuai a sognarla per tutta la notte.

Al risveglio era lì, proprio

come appariva nei miei sogni :

con la purezza intatta di un mondo

che si stiracchia prima di mettersi a girare.


Quando compresi che era vera

come la vita stessa, fuggii all' istante

dalla realtà e dai suoi travestimenti

e chiusi dolcemente gli occhi

per poter tornare a sognarla.



                                              ***


Rimani qui,

 dove tutto è possibile.

Non avere paura

anche se tutto è buio.

La realtà è qui.

Perché ci sarà sempre qualcuno

che tornerà ad aprire questo libro

e arriverà a pronunciare questa pagina,

e nel pronunciare i nostri nomi

ci ritroverà.



                                          ***


A volte ritorniamo sulle pagine

dove una volta siamo stati felici.

E' facile come lasciare che corrano

all' indietro tra le dita,

tornare ai segni che abbiamo lasciato,

e quelle brevi note con cui

volevamo indicare a un altro lettore

che proprio lì doveva fermarsi.


Basta cercarle per vedere

che non sono più le stesse :

qualcosa è cambiato in questo breve

intervallo in cui ce ne siamo andati.


Tornare è un altro modo di misurare

la grandezza incerta della ferita.



                                               ***


Tante e tante lingue

e sono andato a scegliere la tua,

l' unica che riesce

a non farmi capire nulla

e che - per di più - mi piace.



                                                  ***


LA MALEDIZIONE


Possa tu perderti in un bosco.

Possa tu provare

molte volte

per molti anni

a trovare una via d' uscita.


E che quando riuscirai a venirne fuori,

e mi cercherai,

ma non mi troverai,

comprenderai finalmente

che tu eri l' amore

e io, il bosco.




                   Alfonso Brezmes   da   Quando non ci sono



giovedì 27 marzo 2025

L ' INTRAVISTO DI BIAGINI

 


                                                                    Sono venuta a potare il respiro...




L' intravisto è ciò che osserviamo con difficoltà, per frammenti, con " l' occhio appoggiato alla crepa". Un impedimento - dunque - che nei versi dell' autrice diventa forza per conoscere meglio sé stessi e l' altro da sé ; uno sguardo obliquo che apre orizzonti in cui situare i ricordi. E quanto più fortemente la poeta percepisce l' altrove, tanto più sembra toccare il profondo di sé, per guardarsi veramente e riorientarsi. E così, insieme alla consapevolezza , a poco a poco affiorano le istantanee di un dialogo con un " tu " : una comunicazione difficile, fatta di frasi interrotte, frammenti, silenzi. Quella della Biagini è una poesia ermetica, difficile a volte da cogliere compiutamente, intrisa di metafore, che sta nel mondo in modo dialettico, cogliendone il conflitto e dandogli voce, raccontando ad occhi aperti, " quanto rimasto dalla cancellatura".





LE CORNATE


Quel ruvido che sveglia

scoperchia il bulbo e spinge

fuori il vedersi


                           così il tremendo

confondersi tra provare e pensare

affiora come un capillare dopo l' urto,

si fa disegno chiaro, direzione.



                                                 ***


LIBRI FULGURALES


Coi visi bianchi 

come licheni

facciamo nodi

all' erba prima

di scendere

nel fumo e il

suo ferro,

gli scalini

che ci affettano

le ombre.



                                                ***


BIDENTAL


Sotto un cielo color

bucchero leggiamo

i resti della cena,

ricostruiamo un

ciglio d' antenato,

un dito, la direzione

del prossimo nostro

andare


                      quando

un lampo ti illumina

gli anelli concentrici

del viso :


                       ti vedo

l' orecchio smangiato,

un frammento di ceramica

per mano, una lingua

che può scomparire

all' improvviso.



                                            ***


Stasera un cane mi

guida nella notte, scompare

a tratti. Ascolto

il brusìo del racconto,

dell' erba che spunta

dal tavolo : alla curva di

questa strada della fame

c'è odore di volpe,

c'è il traslucere del ricordare

e le sue uova. Pensarmi qui

è una camicia di spilli, è il dopo

del sasso nell' acqua


                                 oltre il prato.



                                                    ***


Sono venuta a potare

prima un respiro di

acqua e poi di sasso,

a stare al passo con

l' evaporare delle alghe


sono venuta a cercare

le voci arrochite, le corde

sfilate, le tracce

che si perdono nell' erica


sono venuta a sudare

le tossine della mia storia,

a portare le spore sotto

le suole, ad aprire il

libro del lì


sono venuta a studiare

il disfare, la piega dell' erba,

a mandare avanti la coda,

a vedere il colore di un odore

in controluce


ho seguito l' altro cane che sono

cercare nella biblioteca delle ossa.




                       Elisa  Biagini    da      L' intravisto



martedì 25 marzo 2025

LIO PICCOLO ( Guida a un luogo dell' anima )

 


                                                                       Ivano Mercanzin  - Foto di Lio Piccolo


Questo testo fa parte di  una Collana denominata "Solo Venti " ( nel senso che pubblica esclusivamente venti liriche corredate ognuna da una fotografia originale. La Collana  e' edita da Ronzani.  La particolarità di questo testo è che ogni singola  poesia riporta il testo  sia in lingua tedesca che inglese.


                                                  ***



" Lino Roncali ha scritto, serbato e riscritto queste poesie per un tempo lungo abbastanza per far sì che diventassero parte della memoria, e non soltanto reso conto dell' esperienza. Per questo hanno il sapore di un vissuto che non è solo incontro con un luogo e sorpresa per la sua unicità , ma di una nostalgia epurata da ogni sentimentalismo [...]

Lio Piccolo è un' isola della laguna veneta, anzi un insieme di isolotti separati da canali molto stretti, collegati da ponti. E' vicino a Cavallino, a Treporti, vale a dire che  a pochi minuti di barca o di traghetto c'è Venezia ed è' quasi necessario immaginare la città appena dietro lo sguardo. Lio è una contrazione locale della parola Lido; l' io è una funzione grammaticale che mette in evidenza il soggetto della parola. Un piccolo lido incontra un soggetto che restringe i propri confini, li fa aderire al tempo, alle cose, agli accadimenti che lo coinvolgono. Un super - luogo in un certo senso. Ecco che anche noi - allora - percorrendo le pagine di questo piccolo libro, sentiamo di visitare e di essere visitati ( mai invasi, mai urtati ) da un altrove che - in fondo - riconosciamo ancora parte della nostra coscienza e della vita quotidiana. Un altrove che ritroviamo nella nostra vita anche quando è troppo piena, assediata da troppo altro. C'è dell' intelligenza - certo ; c'è dell' artigianato e il rischio di riproporre in termini attuali quello che una volta si chiamava " bozzettismo". Ma i pregiudizi si formano e si sciolgono : quello che ci resterà sarà un piccolo libro di serenità " 

(  Dalla Prefazione di Gian Mario Villalta  )



                                                                                   Ivano Mercanzin


LIO  PICCOLO


Qui c'è solitudine e non c'è pace
è diverso
mi dice il cameriere frenando la balbuzie


escono insieme le donne puliti i fuochi e le cucine
scopano e sbarazzano e memoria senza guardarti in viso
un avanzo fra gli avanzi
ora fugge controvento il cameriere
chino sulla piaggio gialla e quello che resta del pomeriggio


sbatte forte il tendone
più tardi non mancherà la pioggia.


                                             ***

                                                                Ivano Mercanzin


SCHERIA


C'è naufrago e naufraghi
talora inconcludenti per lo più maestri di voga
o di bottega
maestri di fornasa


ho veduto un arlecchino strepitoso
e tanti altri canovacci
qualcuno anche mi ha riconosciuto.


                                                  ***

                                                                      Ivano Mercanzin


ARRIVO A LIO PICCOLO


Le femmine qui si muovono in branco
prima le bimbe poi le mamme lente e maestose
sorridono e neanche si guardano attorno
poi anche le anziane querule e traballanti


i maschi invece non si assortiscono
passano
circola tra loro una nostalgia di tabacco
e macchine veloci.


                                              ***


                                                                     Ivano Mercanzin

PANCHINA


A lungo vi ho guardato stamattina


congiunte le mani a lui disteso
sulla panchina sorridevi


silenziose parole con gesti benevoli
il tuo braccio accompagnava


era come una danza antica
dove la tua grazia oggi rinnova
la presenza di un dio semplice che ogni giorno si sposa.


                                                 ***

                                                                      Ivano Mercanzin

PARTITA

Bisognerebbe che le ragazze si potessero guardare
anche a lungo senza passare per molesto

decifrare da vicino i sorrisi bisbigliati
così da vicino da sentire
il profumo dei loro pensieri

che mi diresti allora bella ragazza
che ascolti la patita
più del tuo allungarti come un maschio sulla sedia
più dei tuoi jeans bassi in vita

forse di un segreto assillo
uno screzio d' impazienza

si leva il tuo profilo e cerca il vento
come un airone che s' innalza sull' acqua lentamente
poi vola via bianchissimo
nella mia mente.



            

                      Lino  Roncali    da     Lio Piccolo - Guida  emotiva a un luogo dell' anima



venerdì 21 marzo 2025

ADDIO A UNA VISTA ( Il primo giorno di Primavera )

 


                                                                   Non ce l' ho con la Primavera...




ADDIO A UNA VISTA


Non ce l' ho con la primavera

perché è tornata.

Non la incolpo perché adempie ogni anno

ai suoi doveri.


Capisco che la mia tristezza

non fermerà il verde.

Il filo d' erba, se oscilla,

è solo al vento.


Non mi fa soffrire

che gli isolotti di ontani sull' acqua

abbiano di nuovo con chi stormire.


Prendo atto 

che la riva di un certo lago

è rimasta - come se tu vivessi ancora -

bella com'era.


Non ho rancore

contro la vista per la vista

sulla baia abbacinata dal sole.


Riesco perfino ad immaginare

che degli altri, non noi,

siedano in questo momento

su un tronco rovesciato di betulla.


Rispetto il loro diritto

a sussurrare, a ridere

e a tacere felici.


Suppongo perfino

che li unisca l' amore

e che lui la stringa

con il suo braccio vivo.


Qualche giovane ala

fruscia nei giuncheti.

Auguro  loro sinceramente

di sentirla.


Non pretendo alcun cambiamento

dalle onde vicino alla riva,

ora leste, ora pigre

e non a me obbedienti.


Non pretendo nulla

dalle acque fonde in mezzo al bosco,

ora color smeraldo, 

ora color zaffiro,

ora nere.


Una cosa soltanto non accetto.

Il mio ritorno là.

Il privilegio della presenza -

ci rinuncio.


Ti sono sopravvissuta solo

e soltanto quanto basta

per pensare da lontano.




               Wislawa   Szymborska    da    La fine e l' inizio - Trad. di Pietro Marchesani



N.B..  Chiedo venia per il ritardo. L' Equinozio di Primavera è stato - in realtà - il giorno 20.

Ad ogni modo che la bella stagione porti a tutti tanta leggerezza...



                                          frida



giovedì 20 marzo 2025

LA DONNA COMETA

 


                                                                      Ti spoglio come un fiore...



" Donna cometa " è una silloge che accoglie in sé quarantotto brevi composizioni, concentrate tutte sulle conseguenze di un' amara perdita; sull' assenza - definitiva - della donna amata. I testi sono pervasi da un eros delicato e leggero, ma soprattutto, la donna - qui - è metaforicamente intreccio, cioè " ciò che lega " : lega tessere di tempo immoto, frammenti di identità dell' altro, lega a sé il poeta. E' trama che intreccia i gesti e i volti in uno scopo, " le cose che da sole non sono niente". Per questo era ed è ancora per il poeta - pur se  morta - datrice di senso.




E'  come se i tuoi passi

avessero un pensiero

come se sorgessi scendendo da me.


Semini tempo

con il gesto ampio

di chi semina grano.



                                            ***


LUNA


Nuova nella notte antica

ti veste e ti sveste la luna.

Sulla tua pelle nessuna fatica

ti taglia e intaglia la luna.


Come fulgori ti frugano i fari,

chi è più bianca, la luna o la sposa ?


Siamo soli, qui vicini, non siamo pari,

non c'è pace, fra noi qui, non c'è posa.


Togli il fiato, tagli il respiro, fai mute le voci,

ti tocco e tu bruci, come il sole sulle croci.



                                               ***


DUNE


Duna fra le dune,

il tempo ti modella,

ti cambia e ti respira.


Sei un giunco, una fune,

un' onda ti bagna e ti fa bella,

io sono lì, sono la mira.


Mi guardi e chiudi gli occhi,

ti avvicini tanto da sentirmi,

tanto da non toccarmi.



                                               ***


RAME


Rame,

come una dea greca.

Rame,

il vento vale la vita

fra i tuoi capelli.

Sulla tua pelle bianca

il sole rimane piano :

carezza celeste

tenerezza astrale.



                                              ***

           

TI SPOGLIO COME UN FIORE


Ti spoglio come un fiore,

piano, lento, per ore e ore,

amore.

Mi abbaglia il tuo candore

a tratti, a lampi, ad ogni ardore,

amore.


Le vele dei tuoi fianchi

sono petali bianchi,

le colline dei tuoi seni

parentesi in cui tu avvieni.


Scivola via la nostra clessidra,

l' aria tutto intorno vibra.




                 Ernesto  Franco     da      Donna cometa



mercoledì 19 marzo 2025

LA CASA DI RIPOSO DI PIERLUIGI

 



                                                                              Per quanto vivranno così....




CASA DI RIPOSO, PRIMO PIANO


Per quanto staranno così

separati dalla propria armonia

note volate via

dallo stesso spartito,

per quanto vivranno così,

le nuche sulla federa sudata

il silenzio degli occhi

lo strepito delle mani accasciate

c'è tanto silenzio, qui, padre

la vita si alza in silenzio, qui, padre

respira salendo verso le tenebre

lo sforzo di un tronco strozzato dall' edera

e fuori sciama e chiama la gioventù fogliante

primavera mia

che ci sono finestre dove il sole

si affaccia come non desiderato

e azzurri che depongono

la loro azzurra dolcezza ;

la speranza è nel gesto, papà,

senza radice e puro

dalla tua mano alla mia

dalla mia mano alla tua

lo splendore di un frutto maturo.



               Pierluigi  Cappello   da    Alzheimer d' amore. Poesie e meditazioni per una malattia  di   Franca  Grisoni




lunedì 17 marzo 2025

IL VALZER DEL MARE

 


                                                   Placherà mai questo odore di risacca ventosa...




PLACHERA' MAI


Placherà mai frastuono

di maroso schizzato,

sciabordìo di marea notturna

ad incalzare quieti scafi ?


Placherà mai

nel turbinoso svenarsi

del mio cuore argilloso,

lo stesso moto perpetuo

che agita oceani infiniti

e minuscole arterie

segregate da buio vischioso ?


Placherà mai questo odore

di risacca ventosa,

questo aggrapparsi a labile secca

presto dissolta,

questa umida brezza pastosa,

di stelle scorrevoli

tra ante di cielo magico

ardito mosaico 

di luce disordinata ?




                       Franco  Battaglia  da      Non sono nuvola


mercoledì 12 marzo 2025

POESIE DI LOKA

 




                                                             Com'è bello ricominciare una nuova vita...




SE RICAMASSI IL TEMPO


Se ricamassi il tempo,

tra i labirinti

avrei messo pietre

per segnalare il mio respiro.

Se nell' ardore del momento

mi si inciampassero i piedi

prima che si brucino

con fuoco e febbre, prima di spremere l' attesa

la seta d' acqua

la lascerei sotto un ruscello.

 Mi sarebbe bastata

la tua ombra

e un tappetino morbido di

speranza;

per coperta

solo stelle che si bruciano

con fuoco e febbre.

 Se perdessi l' attesa

non comprenderei il cammino,

settimane e mesi,

dove vengo e dove vado,

i giorni se ne andranno ciechi,

le notti sarebbero diventate

sorde.

Entrambi mi sembreranno uguali.



                                                ***


UNA FARFALLA AZZURRA


Una farfalla azzurra 

ti raggiunge e si ferma sul ciglio;

senza chiave e senza bussare

ti apre la porta dell' anima

e misura

la profondità del sentimento

nell' alba sospesa,

mentre la notte

dal giorno si separa.

E tu,

novella luna,

dall' orbita

che sempre più si avvicina,

bruci

nella fiamma invisibile

del mondo al risveglio.

Poco del tuo respiro,

rimasto dentro me

basterebbe 

per un altro mondo,

senza luna

e il sole vecchio.



                                              ***


L' ALTRO TEMPO


Sei venuta per dirmi

che la parola è vento

che non ha forma.

La promessa è gioco.

Che il cane e l' uomo sono identici.

Sei venuta per dirmi

che il tempo ti invecchia barando

e le rughe sulla fronte nascono furtivamente

sussurrandoti

parole d' amore.

Mi hai inviato parole che

balzano da un abisso all' altro,

che il tempo rimane stretto

al tuo polso.

Nell' etere un altro tempo sta arrivando.

Il tuo tempo

con un altro sole

con un' altra luna.



                                                ***


HO VISTO


la mia infanzia,

ho progettato il tempo e lo spazio

un lago di desideri sotto un cipresso

all' ombra di una quercia.


Ho visto che sono caduto su quella riva

dove avevo seminato tempo, era germogliato il desiderio,

era tarda estate e non c'erano più fiori di montagna

tranne i frutti autunnali più rari.


In autunno quando mi sento vicino a me stesso

nei prati di basilico e rose

attraversando uno stretto sentiero d' immaginazione

annego in un lago di desideri.



                                           ***


RIPETERSI


Morire

come il sole,

con l' idea di risorgere

nel tuo crepuscolo limpido.


Tenere sempre per te

l' ultima lacrima,

l' ultimo sogno

e la speranza.


Perché domani 

di certo ci sarà rinascita...

Risorsero dalla polvere cosmica

le stelle morte già prima,

nacquero nuove lune e terre

e noi - sicuramente -

rinasceremo dalla stessa polvere.


Com'è bello ricominciare

una nuova vita

su un pianeta 

che non conosce il peccato.

Ancora morderemo 

la mela proibita.

peccatori moriremo

e peccatori rinasceremo.



                              Nikolle  Loka , poetessa albanese