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domenica 20 ottobre 2019

IL CAMPO ( Presentazione )



C'è stato un tempo in cui il campo era un semplice fazzoletto di terra disseminato di pietre e ranuncoli velenosi, tanto che l'agricoltore a cui apparteneva era stato felice di sbarazzarsene dandolo alla comunità. Ora, al riparo di un muro sgretolato e infestato da cespugli di sambuco, tra cui cantano i merli, il campo ospita le tombe degli abitanti di Paulstadt.
L'erba è alta, l'aria pervasa dal ronzio degli insetti, e nel vecchio cimitero non si reca più nessuno eccetto un uomo che , quasi ogni giorno, siede su una panca sotto una betulla e lascia vagare i pensieri. Le mani intrecciate sullo stomaco e il mento affondato nel petto, l'uomo pensa ai morti, a quelli che ha conosciuto di persona o incontrato almeno una volta. La maggior parte erano semplicemente abitanti di qual villaggio: artigiani, o commercianti in uno dei negozi dei dintorni.
Se qualcuno lo vedesse in quei momenti - magari uno dei giardinieri - potrebbe credere che l'uomo stia pregando. La verità è che lui è convinto di sentirli parlare, i morti. Non capisce cosa dicano, eppure ne percepisce le voci, nitide come il cinguettìo degli uccelli. A volte riesce a cogliere anche delle singole parole o dei frammenti di frase, e si domanda che cosa racconterebbero quelle voci se avessero la possibilità di essere ascoltate ancora una volta. Parlerebbero della vita, ora che se la sono lasciata alle spalle? Discuterebbero della morte, di cosa voglia dire trapassare, o forse continuerebbero a lamentarsi come facevano da vivi, a parlare di sciocchezze, di inezie, dei loro malanni?
Intimo e commovente affresco delle emozioni umane, Il campo è uno struggente romanzo corale attraversato da ventinove voci - liriche e suggestive- che mettono in scena , ora e per sempre, il grande teatro della vita e della morte, formando un diorama insuperabile di sentimenti, vizi e passioni.



                                       ( f. )



IL CAMPO DI ROBERT 1

 
 

" Morire per dormire. Nient'altro. E con quel sonno calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne. Questa è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire per dormire. Forse sognare…" ( W. Shakespeare )



SONJA MAYERS

(..)Il sabato dopo la scuola passavo a trovare il nonno.Ci sedevamo
     al tavolo e giocavamo a scacchi. Ogni tanto si dimenticava il
     mio nome, o quello del pezzo che teneva in mano. A volte
     chiedeva quando sarebbe rientrata in casa sua moglie.La nonna
     era morta da vent'anni, ma questo non potevo dirglielo. Così
     gli dicevo che sarebbe rientrata più tardi. Lui si calmava e
     continuava a giocare. C'era una fotografia della nonna sopra
     il comò. Una giovane donna non particolarmente bella, su un
     viso su cui non spiccava niente. Portava una camicia chiara e
     una collana. Aveva un sorriso sottile da cui non trapelava nulla,
     ma il nonno era dell'idea che si prendesse gioco di lui. Una
     volta tolsi la foto dalla cornice per guardarla meglio. Sul retro
     c'era scritto qualcosa a matita.


     21/ 3 /III

     Mi sono ammalata
     e sono morta
     da protagonista
     della mia tragedia
     intitolata:
     TUTTO INVANO

     Neanche il nonno seppe cosa dire. Rimisi la foto nella cornice e
     continuammo a giocare. Pensò a lungo, poi disse:
     " Metto il soldato in C7 ".    (…)



               Robert  Seethaler    da     Il campo


IL CAMPO DI ROBERT 2



HERM  LEYDICHE

( Riesci a sentirmi? Mi senti ? )


(…) Quando è toccato a me, tu avevi quindici anni. Quanti ne hai
       adesso?Qui da noi il tempo non c'è. Ma facciamo conto che tu
       ne abbia ancora davanti parecchio. Devo partire da questo
       presupposto, altrimenti nulla di quanto intendo dirti avrebbe
       senso. Il fatto è che vorrei levarmi qualche sassolino.Sono cose
       che mi piacerebbe averti detto quando ero ancora vivo. Che mi
       piacerebbe che qualcuno a suo tempo avesse detto a me. Così
       forse certe volte mi sarei comportato in maniera diversa.Anche
       se non è detto, anzi.
       Non ero un genio. Non è un segreto. Tua madre lo sapeva. Lo
       sapevo anch'io. Ne ho viste tante, ma non vuol dire nulla.
       Tutta l'esperienza di questo mondo non serve a niente se non
       hai sale in zucca per rifletterci e farne tesoro. O se non hai
       più la forza di alzare il sedere dalla poltrona. Sono pochissimi
       gli anziani saggi, la maggioranza sono anziani e basta. E io
       facevo decisamente parte della maggioranza. Avessi compreso
      ( e non intendo " saputo ", ma proprio compreso ) che tutto
      passa così in fretta, tante cose me le sarei risparmiate. Per me
      ormai è tardi, perciò voglio illudermi di poter risparmiare
      qualcosa almeno a te. Non sei partito coi migliori presupposti,
      e questo è un fatto di cui forse ho qualche responsabilità. Ma
      quel che è stato, non si può cambiare. E tu almeno sei ancora
      vivo, che è più di quanto si possa chiedere.Mi rendo conto che
      sto cominciando a straparlare. Allora adesso ti dico
      semplicemente un paio di cose. Poi tu fanne quel che ti pare.(..)



                    Robert  Seethaler   da    Il campo


                                                                           ( continua )



IL CAMPO DI ROBERT 3


          ( continuazione )

   (..)   Non darti la pena di cercare la donna giusta.Non c'è. Appena
         crederai di aver trovato la donna giusta, si rivelerà essere
        quella sbagliata. Semmai puoi divertirti a cercare in quella
        sbagliata più cose giuste possibili.
        Ma questo è quanto.
    

                                                                      ***


      La donna giusta è una donna che ha coraggio.La senti arrivare
      dallo scricchiolìo della ghiaia sotto i suoi passi ancora prima
      che abbia girato l'angolo. E' una che riesce a tirar giù un
      colombo dalla grondaia con una mela. Ha una gonna gialla e
      una debita porzione di cervello, una risata fin troppo fragorosa
      e le unghie rosse di smalto. Nella borsetta tiene un coltello, una
      saliera e un minuscolo posacenere tascabile di bronzo: il
      posacenere le serve perché è una donna che fuma sigarette
      senza filtro. E' una donna con dei principi che getta - quando
      serve - nell'immondizia. Una che picchia col pugno sul volante
      fino a farsi saltare lo smalto dalle unghie. Una donna che non
      te le manda a dire, una che non si vergogna. Una donna che
      piange al cinema, ma che mai, mai e poi mai sta attenta alla
      linea. Le piacciono le patate con la buccia e in segreto crede
      alla Madonna; una che si fa gli affari tuoi, ma ancor di più i
      propri. La donna giusta è una che sa cos'è l'amore e il giorno
      in cui lo dimentica ci dà un taglio in maniera rapida e indolore.


                                             ***

Non fidarti dei medici.


                                           ***

Pensa ai morti e perdonali.


                                          ***

Cerca degli amici. Ne puoi trovare ovunque: per strada, dietro l'
angolo, al distributore di benzina, mentre cerchi di aprire il tappo
del serbatoio. Ovunque. Il segreto - credo - è che te ne devi
interessare. Il miglior amico che ho avuto in vita mia era mio
padre. Com'è possibile? Aveva trentun anni più di me.


                                         ***

Vai da tua madre e posale una mano sulla guancia. Rimani un
momento così. Io non l'ho fatto ed è stato un errore.


                                       ***

Di' : " Ti amo! ". Lo so che alle tue orecchie suona idiota e falso.
Alle loro però, no. Io non l'ho mai detto. Non ho idea del perché.
Non ero capace. Me l'hanno chiesto. Ritenevano gli spettasse.
Lo hanno preteso, più e più volte, ma io non ce la facevo. Loro lo
dicevano spesso : Ti amo!. E poi lo volevano sentire da me. Io
sostenevo che l'amore non è un baratto, perciò non l'ho mai detto.
Neanche una volta. E con una certa sicurezza è stato l'errore più
grande di tutti.   (…)


             Robert  Seethaler   da     Il campo




IL CAMPO DI ROBERT 4



GERDA BAEHR

(…) Sto qui sdraiata e penso a te.Forse sei solo un sogno, ma tanto
       non fa differenza. Oggi è domenica. Lo so perché lì sopra c'è
       un bel trambusto. Certe volte, noi la domenica restavamo a
       letto a fare l'amore, e poi rimanevamo semplicemente lì distesi
       in silenzio. Prima di allora non avrei mai creduto che fosse
       possibile divertirsi tanto con un uomo grasso.
       Ovviamente non restavamo tutto il giorno a letto. Chi è che fa
       una cosa del genere? Però era bello anche fuori. Alle
       domeniche senza di te mancava qualcosa.
       Fare l'amore con te e poi rimanerti accanto nel letto, nell'erba,
       nella neve.
       Era tutto lì.  (…)



                                Robert  Seethaler   da     Il campo