giovedì 28 agosto 2025

OGNI GIORNO UN CIELO DIVERSO


                                                                           E non è la quiete delle ombre...



"  Scrivo in versi da vent' anni e ho pubblicato sei libri di poesie, troppi. In Italia si produce un numero spropositato di libri perché quasi  nessuno confessa, per profitto o per ipocrisia, che quello che scrive non vale assolutamente niente. Per molti anni ho utilizzato la poesia come esercizio intellettuale per dar voce alle mie frustrazioni e per lungo tempo mi sono considerato un essere umano dotato di una sensibilità superiore, un uomo migliore degli altri. Finalmente, rileggendo le mie opere, un giorno mi sono ritrovato ridicolo e inutile, soffocato da tutto quel personalismo e da quella visione claustrofobica che traeva nutrimento dalle mie misere vicende di giovane uomo arrabbiato con il mondo. Infatti in quel periodo ho cominciato a realizzare che la poesia non poteva limitarsi a un' analisi sterile delle proprie disgrazie, ma che poteva e doveva diventare un luogo d' incontro dove svestire i propri egoismi alla ricerca di una giustizia che potesse risuonare in tutti gli esseri viventi. Così ho deciso di continuare a scrivere solo con l' impegno e l' obbligo di non usare più la parola " io " e ho avuto enormi difficoltà nel portare a termine un testo, perché da troppi anni cercavo la poesia non più lontano dalla distanza tra il mio corpo e la mia ombra. Chi davvero insegue una nuova strada con impegno e sincerità, tuttavia viene sempre accolto dalla provvidenza e in quel periodo di sperimentazione mi è giunto in lettura il libro " Sulla Poesia " di Giorgio Caproni, che è per me l' opera di riferimento a cui devo tutto il mio scrivere attuale ".

Luca  Bresciani



Così è - credo - il libro che vi propongo oggi , edito da Ronzani nel 2022.



Se la polvere ci parlasse

di sé non racconterebbe niente

ma ci direbbe delle crepe e dei ragni

e dell' infelicità dei pavimenti.

Svelerebbe l' ambizione dell' armadio

di non vivere con un fianco cieco

e la pena del chiodo nel sostenere

ciò che gli è impedito di ammirare.

Infine ci chiarirebbe la morte

dopo l' appello delle sveglie

quando dalla tenda alla trapunta

un nugolo d' oro ci circonda.



                                                    ***


Le camere da letto

obbediscono al sonno

diventando degli ostensori

dove possiamo tornare sacri

e non è la quiete delle ombre

a innalzare lo sguardo delle lancette

ma la traccia di un cielo comunque

che si mischia alle coperte.

Un principio che ci riporta

al principio di ogni esistenza

nell' aldilà più vicino alla materia

che ancora si affida alla vita.



                                                   ***


Nuove luci nella notte

sfuggono da due finestre

nel punto in cui la montagna

ci ha abituati a un' assenza.

Forse quelle fronde sfoltite

aprono allo scambio di intese

tra frammenti che ogni sera

risalgono la propria caduta

e viene da scacciare i vetri

e imbrigliare i sipari

per costringere al coraggio

chi ci chiama dal buio.



                                           ***


Grigio il fondo degli specchi

il trattenere dei rubinetti

e grigio il muscolo delle stanze

nell' abduzione delle tende.

Qui non abita il distacco

ma il contatto senza bisogno

e non v'è avviso per rendere noto

che tutto in noi è incustodito.

Veglierà per condannarci

la giustizia degli oggetti :

mandria di materie forme

che tutto crea e ci distrugge.



                                                  ***


Non pronunciamo i nomi

di chi ci rende felici

preferendo un titolo generico

mamma - amore - amico

o lavoriamo in abbreviazioni

utilizzando codici intricati

per non svelare a chi origlia

la nostra strategia di salvezza.

Non nominiamo i nostri cari

per sfilarli dalla lista dei caduti

lasciando scollare quel bersaglio

che ebbero in anticipo sul mondo.





                              Luca  Bresciani    da   Ogni giorno un cielo diverso



mercoledì 27 agosto 2025

TORNEREMO ANCORA

 


                                                            Torneremo ancora.... di Franco Battiato *



Propongo oggi alla vostra attenzione ( per una lettura o una ri - lettura ) un libro di Silvio Raffo che, se pur datato, ( 2015 ) sa ancora stupirmi per la sua " leggerezza corposamente ironica " che invita alla riflessione. Senza contare la piacevolezza che ne ho ricavato dalla rilettura di questo testo quasi ( per me ) dimenticato.




TRITICO DEL VEGGENTE


I

Mi stupisco di essere ancora vivo

- sul ciglio dell' abisso come tanti -

in attesa di incontri interessanti,

di un riconoscimento, di un furtivo

abbraccio, una smentita della sorte -

illuso di sconfiggere la morte.

 

II


Ma quel che doveva accadere,

di bello e di orrendo, è accaduto,

sali al tuo belvedere

si dissolverà in un minuto.


III


Tutt' a un tratto la vidi arsa, svanita -

fino a un attimo prima sorridente,

di sé sicura, la mia dolce vita

in nuvola di fumo evanescente

sarà così l' estrema dipartita -

un lampo breve , un' ombra poi più niente.



                                                      ***


IL BUIO DELLA MENTE


Nessuna voce mai come il silenzio

sa darci l' ineffabile misura

di ciò che siamo. L' unica sicura

coscienza che non dà miele né assenzio

quella del freddo nulla indifferente -

il cuore immoto, il buio della mente.



                                                        ***


TIMOR  FATI


Si avvera sempre ciò che temi. Il fato

è ciò che è stato dagli dei deciso

ma recede dinanzi al tuo sorriso


impavido, si arrende sconcertato.

Se hai paura, confermi il suo potere.

Disprezzalo, e sarà il tuo fido alfiere.



                                                        ***


LA VAGA  SCIA


Tutto ciò che ci avvenne, consumando

linfa e vigore in delirante ebbrezza -

tutto ciò che si perse andando o stando

inerti o in folle volo ad ogni altezza


andrà dissolto in una sconfinata

nebulosa di polvere dorata.

E resterà, di tanta gioia o affanno,

la vaga scia di nuvole che vanno.



                                                         ***


LA NUDA  VERITA'


Scende la nuda verità nel cuore

vinto si placa ogni risentimento -

innocuo anche l' uncino del dolore

( nel cielo non un alito di vento ).


Nessun ' eco di gioia o di timore

né consapevolezza né tormento -

si congela in un livido sopore

l' attesa di un inaspettato evento.



                                                   ***


A QUALSIVOGLIA  AMPLESSO


Giungi al distacco estremo

dell' arida speranza,

quando il bene sognato

annulla ogni distanza :


è il momento supremo

che hai da sempre aspettato

ma la gioia è una vergine morente

a qualsivoglia amplesso indifferente.



                                                    ***


LA DIVINA INDIFFERENZA


Nonostante le insidie del maligno

e la volgare torbida violenza

del suo perenne agguato,


tutto sarà perfetto. Azzurro cigno

trasvolerai le tenebre inviolato,

splendido di divina ( in ) differenza.




                                Silvio  Raffo    da     Corpo segreto



*  " Torneremo ancora " è il titolo di un singolo di Franco Battiato inserito nell' omonimo album, pubblicato nel 2019 e scritto con Juri  Camisasca, suo collaboratore storico fin dagli anni '70.

Dice l' autore : " Tutti noi siamo esseri spirituali e siamo in cammino verso la liberazione. Fino a quando non saremo liberi, torneremo ancora - più volte - a questa vita terrena. L' esistenza è ciclica e si ripete fino a quando l' anima non sarà del tutto libera dalle emozioni perturbatrici dell' ego che la tiene avvinta. Siamo esseri schiavi delle passioni che ci dominano. La liberazione - invece - non può avere legami ".

Il brano trae ispirazione dal concetto della trasmigrazione delle anime e il titolo originario era " I migranti di Ganden " . La loro storia è quella di monaci costretti ad abbandonare il monastero di Ganden, regno della sapienza tibetana. Costoro hanno cercato altrove un luogo dove poter proseguire la propria ricerca spirituale : un costante vagare, proprio come l' anima fino alla sua definitiva liberazione.



martedì 26 agosto 2025

LACRIME DAI PONTI DI MADISON COUNTY

 


                                              " E' per sollievo che sei vivo... che siamo ancora vivi... "




" C' è una pieve, una chiesa giocattolo di pietra chiara, con una piccola croce piantata fra le tegole. Scendo dalla macchina. Cammino. Voglio arrivare fin lì e fare esercizi di umiltà. Cammino spedita. Voglio pregare, con la voce, come prescrive mia figlia. Magari mormorando. Oppure gridando. Mi inginocchio sul gradino davanti a una porta di legno divelta dai cardini, nel bel mezzo di un giardino di rovi. Dico soltanto  : " Dio, " come per stabilire un contatto. E rimango lì, con gli occhi chiusi. La borsetta appoggiata nel fango. Mi sforzo di parlare, ma le frasi non si compongono. " Dio, " dico di nuovo, " potrebbe finire qui, non credi ? ". Riprovo. " Dio, se prendi lui, prendi anche me ". Mi risponde il latrare dei cani, in lontananza. Mi rialzo a fatica. Le ginocchia doloranti per l' umido della notte. Mi sento ridicola. Falsa. Una vecchia superstiziosa e opportunista. " E' lo pavento", mormoro, " scusami ". E mi faccio svelta il segno della croce. Per accomiatarmi.

Torno alla macchina zoppicando veloce, sporca di fango, con le mani graffiate. E vedo un' ombra che mi viene incontro. Il bastone che picchia sul selciato, la papalina a proteggere il cranio nudo. Vorrei essere abbracciata, abbracciarlo, ma lui è arrabbiato. " Dov'eri finita ? ".

Mentre aspettiamo il carro attrezzi ( l' ha chiamato lui con il cellulare ) piango ininterrottamente.

" Adesso puoi anche smettere. Ti ho perdonata " , dice Carlo.

" E' per il sollievo.... che sei vivo.... che siamo ancora vivi.... "

" E allora piangi pure."




                          Lidia  Ravera   da      Piangi pure



domenica 24 agosto 2025

RIPAR - AZIONI

 


                                                                      Mais la vie sans toi, je sais pas...



RIPAR - AZIONI


Scrivo per me, per dirmi quello che non voglio capire

di quando ti guardo voltarmi le spalle

per vendere il futuro al giusto prezzo.


Nel mentre accatastiamo di ( s ) tratti senso e rotta

al mare d' inchiostro già versato

con il sollievo di farci scudo.


Reciproca - mente.




                                              frida



LA GRANDE FESTA DI DACIA

  

Forse sarà la voce della poesia...




                                    

" Quando considero la piccola durata della mia vita assorbita nell' eternità che la precede e la segue "  scrive Pascal " quando considero il piccolo spazio che io occupo e quello pur così piccolo che io vedo, inabissato nell' infinita immensità degli universi che io ignoro e che mi ignorano, mi spavento e mi sorprendo di vedermi qui piuttosto che là, poiché non v'è ragione per cui io stia qui piuttosto che là, per cui adesso piuttosto che allora. Chi mi ci ha messo ? Per ordine e per opera di chi sono stati destinati a me questo luogo e questo tempo ? Memoria hospitis unius diei praetereuntis ( Ricordo dell' ospite di un giorno che subito passa , Libro della Sapienza ) ".

Severo e terribile discorso che vuole ricordarci la brevità del nostro stare al mondo e la vanità delle nostre stupide presunzioni. Giusto, caro Pascal, hai ragione, ma pure ti dico che un corpo vivo ha bisogno di prolungarsi nel tempo nell' immaginazione, anche dopo la sua fine terrestre, immergendosi in un sogno di continuità rassicurante. Non è abbastanza crudele la vita quotidiana perché non sia legittimato un sogno di pace nel dopo vita ? La crudeltà del nulla paralizza le membra e le rende nemiche di sé stesse. La nostra mente rifiuta di mettersi addosso cilici segreti. Vuole trovare la gioia del vivere e del morire. In vista di un giardino dei pensieri lontani. Un giardino soffice, fitto di alberi ombrosi, dove passeggiano leoni e cervi e orsi, senza mangiarsi l' un l' altro. Mi piace immaginarlo così, nella mia mente che invecchia, il giardino dell' aldilà. Un luogo delicato e accogliente in cui i nostri amati morti, fatti leggeri e savi, camminano agili, riflettendo. Ci saranno angeli ? Ci saranno santi, martiri, divinità; si vedrà l' ombra di un dio potente e punitivo ? Forse no. Forse sarà la voce della poesia a tenere in movimento le menti. E le parole penderanno dai rami come frutti. E si faranno canto, mentre la lira di Orfeo riprenderà a suonare scendendo dal cielo stellato.



                                Dacia  Maraini   da    La grande festa



LA MACCHIA

 


                      Io non lo capisco il tempo giusto del saluto, che trova le parole e nega la distanza...




LA  MACCHIA


Ci si macchia inavvertitamente

pensando che sia acqua

ma è solamente amore.

S' imprime e s' intaglia,

fluisce e scava, s' insinua

lento in reticoli indelebili

e al fine si arresta

nel profanarti l' anima.




                                      frida



sabato 23 agosto 2025

L' ATTIMO DI FRIDA

 


                                                                 Sei seduto sul ciglio dei miei battiti...




L' ATTIMO DI FRIDA


Sei seduto sul ciglio dei miei battiti

stringendo nelle mani l' immenso

che sottovoce ti mormoro.

Non sai che ho già spruzzato cipria 

d' anima sul rosso vivo della tua alba.

Poi, sfogliando tra le parole celate

nei miei gesti, ritrovi stille di attesa

tra le tue dita, fissando nel cuore

l' attimo del mio eterno volerti.




                                               frida



giovedì 21 agosto 2025

DOMANI è UN ALTRO GIORNO

 


                                                                          E vorrei domandare al vento...




MA SE POI NON VOLO


Appartengo all' autunno

come un figlio alla madre

come l' inchiostro al libro

come la foglia all' albero

scosso di pioggia e d' ottobre

da cui non so recidermi

se non è ancora tempo.


E mi ingiallisco il desiderio

d' essere strada a passi conosciuti

o farmi nido per ritorni stanchi,

senza sentire la carezza del crepuscolo

sulle nervature scoperte della pelle

prima che avvenga il freddo inverno.


E vorrei domandare al vento

quando si parte.


Ma se poi non volo.




                                                 frida



mercoledì 20 agosto 2025

C'E' TEMPO PER UN AMORE ADULTO

 


                                       Io dico che c'è un tempo sognato che bisogna sognare...




L' amore adulto non si cerca.

Non c'è.

Non lo compri.

Non si conquista.

L' amore adulto cresce e si

espande tra due cuori presenti

e disponibili.

Ecco un evento magico.

Due persone disponibili

non si trovano per necessità.

Non vengono a coprire nessun

posto vacante.

Non sostituiscono nessuno.

Non prendono il posto di

qualcuno che c'era prima.

Due anime disponibili si

guardano con rispetto e si

dicono :

" Tu con te e poi con me. 

Io con me e poi con te ".




                              Alejandro  Jodorowsky



L' ODORE DEL MARE

 


                                                             Continua a respirare l' odore del mare...




COME SE IL MARE SEPARANDOSI


Come se il mare separandosi

svelasse un altro mare,

questo un altro, e i tre

solo il presagio fossero

d' un infinito di mari

non visitati da riva -

il mare stesso al mare fosse riva -

questo è l' eternità.


                                   (  Emily Dickinson )



                                                   ***


AD ATTIDE RICORDANDO L' AMICA LONTANA


Forse in Sardi

spesso con la memoria qui ritorna

nel tempo che fu nostro : quando

eri Afrodite per lei e al tuo canto

moltissimo godeva.

Ora fra le donne Lidie spicca

come, calato il sole,

la luna dai raggi rosa

vince tutti gli astri, e la sua luce

sparge sull' acque del mare

e i campi folti d' erba :

e la bella rugiada discende,

e fioriscono le rose e il gracile

timo e il trifoglio simile a fiore.

Spesso vagando, la dolce Attide

con desiderio ricorda nel suo

tenero

cuore ; e pena le grava l' anima.

E d' improvviso - Venite ! - urla ;

e questa voce non ignota

a noi per sillabe risuona

scorrendo sopra il mare.


                                        (  Saffo  di  Lesbo )



                                                  ***


NON SI RIPOSA IL MARE


Gli anni si accavallano ai riccioli  di

spuma

e a intermittenti ondate nere.

Mi divide dal mare una spiaggia

che cresce

nel cuore della notte e mi ributta

relitti di naufragi.

Bel museo in disordine. Gli oggetti

non sono compatibili. Fra i libri

della mia adolescenza vigoreggiano

i balocchi dei figli, e a brandelli

sfilacciati il mio abito da sposa. In

prospettiva  

si inazzurra il passato. E benedico

i miei e altrui peccati.


                              (  Maria Luisa  Spaziani )



                                                      ***


EPIGRAMMA ALLA STATUA DI CIPRIDE


E' sacro a Cipride il luogo, poiché

fu caro a lei sempre

scorgere dalla riva il luccicante

mare,

per dar felice la rotta ai navigatori :

dintorno

trema l' onda alla vista della sua

fulgente statua.


                                   (  Anite di Tegea )



                                                ***


POESIE SUL MARE E SULL' AMORE


VICINO. Parola inutile.

Ti cerco

dove la mia distanza arriva.

Vicino.

Un istante sicuro di sorprese.

Volo sonnolento di impennate

di me, per me.

Vicino.

Dove il mio cuore ti sente :

pulsazione del mare,

ticchettìo dell' assenza,

piccolo sentiero sicuro,

ondeggiante.

Vicino.

Dove l' indecisione non lascia

traccia.

Dove la parola

svolta,

segna un segno sicuro.

Vicino.


                           (  Josefina de la Torre )

                                                 


DOLINA

 


                                                                                      Come cupa voragine...




 
                                                                                                 DOLINA


                                                      All' apice degli occhi
                                                                deflagrante mi trapassa il silenzio.

                                                      Si schianta come cupa voragine
                                                                 a centro cuore.





                                                                             frida


lunedì 18 agosto 2025

SE QUESTO TRENO VA...

 


                                                           Aprendomi la strada tra banchi di nebbia...




SE QUESTO TRENO VA...


Voglio andare senza fuggire,

aprendomi la strada tra banchi di nebbia

nel mio castello di cartapesta e niente.


Lascia che scappi da un sole malato,

ché di raggi forti che scottano il viso

ho bisogno, e che riempiano stanze.


Lascia che scenda dalle tue mani incerte

ancora quel raggio a illuminare la via,

ché di cadere io temo da fragili steli.


Aspetto - ancora di te - il nostro vagone

carico di ciò che noi siamo.




                                                      frida




sabato 16 agosto 2025

VOLTARSI INDIETRO

 


                                                                    In silenzio soffro i danni del tempo....




VOLTARSI  INDIETRO


Sarebbe bastato un sorriso a chiudermi la bocca.

Un sorriso immaginato tra le pieghe del sangue,

proprio dove una lacrima mi ha accoltellata,

proprio dove le parole uccidono di più : al centro

di un cuore ammalato di sogni.


D' accordo, il teatro era truccato fin dalle prime scene,

e a noi era toccata la parte di amanti clandestini

a vita, ben noti alle morti effimere.

Per questo il mio sorriso ha una violenta storia 

di dura allegria, e di dolcezza conquistata a forza.


Ma so ancora lacerarmi il cuore quanto basta

con la lama beffarda di una luna a metà, tra passi

che ancora risuonano su un selciato tagliente e

voci che tuttora sento , ma che altri

- per dono o per maledizione - hanno dimenticato.


"  Sarà domani "  mi dici.

"  Forse".

Ma quello che sento adesso è

uno strano gelo d' agosto che mi brucia le dita.




                                         frida



venerdì 15 agosto 2025

LE OMBRE

 


                                                                                Edward Munch  -    Gelosia




                                    "  Nessuno è veramente sano

                                    se non sa entrare in contatto

                                    con la propria ombra "





                                                  Eugenio  Borgna  da   I  conflitti del conoscere



CREATURA

 

                                                                           Si faceva tua carne il respiro...




CREATURA


Si faceva tua carne
il respiro
nel chiamarti a nome.
Per immense foreste camminammo :
i muschi
racchiudevano l' orma del tuo piede.
Foglie di quercia
ai capelli
furono piccole mani
alate di sole.
Ma a riva d' invernali fiumi
c'è sconosciuta
quest' alba :
la voce varca grigie onde
senz' echi,
gli aliti in nebbia rappresi e dissolti
ci consumano gli orli del tuo viso.




                                            Antonia  Pozzi  


giovedì 14 agosto 2025

IL CASO E LA RAGIONE DI DANIELA

 


                                                                           Sul ciglio dell' ora incerta...




A MORSI


Mentre mordevo la vita

un dente si spezzava,

mi chinavo a raccogliere

il pezzo mancante

e con dita maldestre

rinsaldavo quello

che era stato un incisivo,

ma che ora somiglia

a un insulso canino

la cui natura animale

mostra solo il ringhio


e la vita se la ride

del mio morso a mezz' aria.



                                               ***


GRAFFI


Siamo graffi  di ossidiana

meteoriti che collidono

solo attimi si sfiorano

scagliati contro cosa chissà dove.



                                                   ***


SENZA SUTURA


Si dovrebbe ogni piaga

di vecchio dolore

cucire a mano

con filo di ferro,

ma se si potesse la ferita

con una cerniera

richiudere a piacere

si saprebbe ogni volta

riprovare un tremore

a dare un' occhiata

alla guerriglia mai interrotta,

a quella scalfittura

senza sutura

che resta viva odorosa aperta

sempre succosa

di sangue appena spillato.



                                                 ***


UN SOLO GRIGIO


Se un occhio corre al precipite mondo

già l' altro vaga dentro un sogno opaco,

se stride un orecchio a quel farfuglio

l' altro s' acquieta a un' ombra senza suono,

laddove due labbra d' un solo grigio

ripetono eguali un tacito assolo.



                                                 ***


SUL CIGLIO DELL' ORA


Costruire ampliare ristrutturarsi.

Affastellare versi, appendere

alle pareti percorsi, deviazioni,

varianti di visioni di uno stesso cielo,

spremuti da penne insonni

confezionati, stipati

sugli scaffali, in transito perenne

da cervello a cervello.

Traffico universale, pur riservato

a pochi, di merce stupefacente,

mistura necessaria per ingoiare

l' attesa sul ciglio dell' ora incerta

lungo la notte d' assedio.




                           Daniela  Pericone   da    Il caso e la ragione



LE DODICI ORE DI MARIACHIARA

 



                                                                    Essere qui o altrove non conta...






EUROPA DELL' EST


Tutte le città si assomigliano

perché l' umanità non prende mai le distanze

da se stessa.

Per le anime sensibili si può essere in ogni luogo,

e ogni arco che si tende e si flette

mi ritorna sotto forma di serpente

intimorendo il mio piacere appena schiuso

nell' impatto boscoso del confine.


Ogni conifera è palma, ogni sospetto

una fuga e tutto ti chiama.

Essere qui o altrove non conta,

importa se tu vuoi che io ti porti

dove mi vanno gli occhi e gli arti

e ti conservi nel sogno

di queste regioni sole.




                            Mariachiara   Rafaiani   da     Dodici ore



LE POESIE DI KAMALA

 


                                                                                      Kamala  Das


   


Kamala Das, nata Madhavikutty, è considerata in India  " poeta laureato ", la voce più incisiva e autorevole della moderna poesia indiana in lingua inglese, e allo stesso tempo uno degli autori più determinati in lingua malayalam.  Nata nella casta aristocratica Nair, da padre giornalista e da madre famosa poeta, manifestò precocemente il suo amore per la scrittura e la poesia. A quindici anni fu data in sposa a Madhava Das, dirigente di banca molto più anziano di lei, che la incoraggiò a scrivere, e Kamala lo fece, scrivendo indistintamente in  inglese e hindi , senza rinnegare la  lingua malayalam perché in quella di radicavano le sue robuste radici, quelle che le permisero di lanciarsi oltre le convenzioni e le limitazioni di una condizione femminile per lei troppo angusta e soffocante.     




                                              

KRISHNA


Il tuo corpo è la mia prigione, Krishna,

oltre esso non vedo.

Mi acceca la tua tenebra,

le tua parole d' amore

esclodono il fragore del mondo saggio.



                                                 ***


I VERMI


Al tramonto, sulla riva del fiume, Krishna

l' amò per l' ultima volta e se ne andò...


Quella notte tra le braccia del marito, Radha si sentì

così morta, che lui le chiese : Che hai ?

Ti spiacciono i miei baci, amore ? E lei rispose,

No, affatto, Ma pensò Che cosa importa

al cadavere se lo mordono i vermi ?



                                                ***


ETA' DELLA PIETRA


Tenero sposo, antico colono della mente,

vecchio ragno pingue che tessi ragnatele di sconcerto,

sii gentile. Tu mi trasformi in un uccello di pietra, in una

colomba di granito, mi costruisci attorno una misera stanza,

e mi accarezzi distratto il viso butterato mentre 

leggi. Parlando ad alta voce frantumi il mio sonno antelucano,

ficchi un dito nel mio occhio sognante. E

tuttavia, sognando ad occhi aperti, uomini forti proiettano un'ombra, sprofondano

come bianchi soli nei flutti del mio sangue dravidico, 

segretamente scorrono le fogne sotto le città sacre.

Quando vai via, con la mia auto azzurra scassata, guido

lungo il mare più azzurro. Salgo di corsa i quaranta

gradini rumorosi per picchiare all' altrui porta.

Attraverso lo spioncino osservano i vicini

mi osservano arrivare

e andare come la pioggia. Chiedetemi tutti, chiedetemi

cosa ci vede in me, chiedetemi perché lo chiamino leone,

libertino, chiedetemi perché oscillino le mani come un cobra

prima che il pube m' afferri. Chiedetemi perché come

un grande albero, abbattuto, s' accascia sui miei seni

e dorma. Chiedetemi perché la vita sia breve e l' amore sia

più breve ancora, chiedetemi che cosa sia l' estasi e quale sia il suo prezzo...



                                                 ***


INVERNO


Sapeva di nuove piogge e di teneri

germogli di piante - e il suo calore era il calore

della terra in cerca di radici... persino la mia

anima - pensavo - dovrà inviare le sue radici da qualche parte...

E amavo il suo corpo senza vergogna,

nelle sere d' inverno in cui gelidi venti

ridacchiavano contro i vetri bianchi.



                                                     ***


LA PIOGGIA


Lasciammo quelle casa sgraziata e vecchia

quando morì il mio cane, dopo il

funerale, dopo che la rosa

fiorì due volte, sradicandola,

e portandocela via con i nostri libri,

con gli abiti e le sedie di gran fretta,

Ora viviamo in una nuova casa

e il tetti non perdono, ma, quando

qui piove, vedo la pioggia inzuppare

quella casa vuota. La sento cadere

dove ora giace il mio cagnetto.

Solo.



                                                ***


LO SPECCHIO


Farsi amare da un uomo è facile

solo sii onesta nelle tue esigenze di

donna. Sta nuda con lui di fronte allo specchio

così che possa vedersi più forte

e che lo creda, e te molto più

morbida, più giovane e graziosa. Ammetti la tua

ammirazione. Nota la perfezione

delle sue membra, i sui occhi arrossati sotto

la doccia, il cauto camminare sul pavimento del bagno,

seminando asciugamani e il modo a scatti

in cui urina. Tutti i dettagli teneri che lo rendono

maschio e il tuo unico uomo. Donagli tutto,

donagli quel che ti rende donna, il profumo

dei capelli lunghi, il muschio del sudore tra i seni,

il caldo shock del sangue mestruale, e tutti i tuoi

infiniti appetiti di femmina. Oh sì, farsi

amare da un uomo è facile, ma vivere

poi senza di lui potrebbe essere

qualcosa da affrontare. Un vivere senza vita quando ti

muovi, incontri gli estranei, con occhi che

hanno rinunciato a ricercare, con orecchie che sentono solo

la sua ultima voce chiamare il tuo nome e il tuo

corpo che un tempo sotto il suo tocco scintillava

come ottone brunito, ora misero e privo di colore.




                         Kamala  Das   da   La danza degli eunuchi e altre poesie    -   Trad. di  Francesca Diano



mercoledì 13 agosto 2025

LA SAGGEZZA DI HANYA

 

  

                                                                      " Hai scelto me... ho scelto te..."




                                                 " Ora non puoi capire le mie parole,

                             ma un giorno le capirai : il vero segreto

                            dell' amicizia - credo - è trovare

                            persone migliori di te... più gentili,

                            più generose, più comprensive...

                            e fidarti di loro ".



                       Hanya  Yanagihara     da    Una vita come tante


                                                               

domenica 10 agosto 2025

IL CANTANTE DELLE ETERNE MELODIE


     
                                                                                Il canto delle stelle...




" La notte scorsa, nel silenzio che dominava le tenebre, ascoltavo da solo la voce del Cantante delle Eterne Melodie. Poi, andato a riposare, ho chiuso gli occhi fissando la mia mente in questo ultimo pensiero : anche quando dormirò nell' incoscienza del sonno, proseguirà sul campo silenzioso del mio corpo addormentato la danza della vita, in armonia con quella delle stelle. "




                                               Rabindranath   Tagore




giovedì 7 agosto 2025

AI CONFINI DEL SILENZIO

 


                                                                 Non serve spiegare, soltanto sentire...




Gli occhi sorridono mentre il

volto rest' altero

come se l' anima n' avesse già

intuito' l siero

prima ancora che le labbra

possano confessare...

In equilibrio sottile tra emozione

e controllo,

tra ciò che vuoi mostrare

e ciò che traspare,

inevitabilmente.

Forse dietro quella luce

si nasconde qualcosa di più...

una verità non detta,

un' intensità che silenziosa

brucia.

Non chiede permesso lo

sguardo,

afferma sempre quando vuole,

non implora l' istante, è senza

parole,

e l' universo plana come un

airone,

svela l' obiettivo, e rest' ad

osservare...

Una vibrazione sottile s' insinua

nell' anima,

non serve spiegare in quel

momento,

soltanto sentire, l' assoluto

allineamento.



                                       Cinzia  Rota



mercoledì 6 agosto 2025

IL PRATO BIANCO

 


                                                                             Rimane quel congedo...


                      

                                                  Rimane quel congedo

                                     ad ora incerta,

                                     ciascuno col suo sogno

                                     ed i suoi panni

                                     per vie diverse ed altre,

                                     sotto i lumi che mai

                                     vedranno accesi,

                                     quando l' ombra si volta

                                     e vieta il viso

                                     al futuro che siamo

                                     e che non sanno.




                                Francesco  Scarabicchi    Il prato bianco