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lunedì 2 gennaio 2017

BREVIARIO DEI VINTI 1



70

(...) Quell'uomo che ha colpito tutto ciò cui teneva, profanato i suoi
       idoli, soffocato le sue adorazioni, ha finito per restare vittima
       del suo stesso assassinio. Voleva spargere sangue: l'unico a
       scorrere è stato il suo. Si è colpito da solo: il pugnale gli si è
       conficcato nel cuore. Carnefice dei suoi istinti, non ha
       raggiunto nessuno. Lo si credeva malvagio e spietato, mentre
       lui - roso dal bisogno di intenerirsi - si impietosiva di sé e
       piangeva in silenzio l'ampiezza della sua sfortuna. Occhi di
       donna si saranno bagnati di lacrime. Ma solamente per lui
       separarsi è stato doloroso. Temendo la felicità, ha ucciso il
       paradiso dell'amore. Temendo l'eccesso della buona sorte, se
       n'è andato. E quando lei gli ha dato del miserabile, dell'
       ipocrita o del bellimbusto, solo lui amava ancora.
       Era lei a divenire crudele.
       Che ne sanno, le guance di Eva...   (...)


        Emil  Cioran  da   Breviario dei Vinti II ( 70 frammenti inediti )

BREVIARIO DEI VINTI 2



75

(...) Solo accanto a una donna si avverte a qual punto si è guasti, a
       qual punto la coscienza è presente nei brividi della carne. Chi
      è stato un tempo perseguitato dall'assoluto, constata  ovunque
      la sua incompetenza nella vita. Costui non ha un ruolo nella
      stabilità del mondo perché nessuna tentazione è abbastanza
      forte da sottrarlo alla sua croce. All'apparenza non può che 
      essere un buffone. 
      L'assoluto rode il midollo. Ai riflessi esso concede prolungate
      quanto amare voluttà; agli istinti dispensa un balsamo
      melodioso che li muta in musica della carne. L' amore si perde
      così in un furore lunare, l' Astro non geme nel sangue : il 
      sangue sogna. E il sogno, come una pausa nell'amore, cresce.
      Tra una Bibbia e un Pugnale, mordere l'eterno principio della
      femminilità....  (...)


           Emil  Cioran  da     Breviario dei Vinti II 

BREVIARIO DEI VINTI 3



81


(...) Talvolta desidererei un amore più puro di un'idea nauseata di
       se stessa. Più immacolato del presentimento della sventura in
       un giglio non fiorito. Qualcosa che evocasse un angelo visto
       dall'immaginazione di Dio. O simile a una casta primavera
       in cui il seme - alla radice delle piante - piangesse la vergogna
       della sua fertilità. La natura, colpita nel suo pudore,
       stenderebbe allora sulla sua opulenza un velo di pio sogno
       sotto il quale l'uomo celebrerebbe un assoluto privo di viscere.
       Istanti simili mi avvicinano a Santa Gertrude. E' scritto che
       Gesù, " piegandosi con tenerezza verso di lei e trasportato
       dall'impeto amoroso, impresse  sulla   bocca della sua
       anima un bacio la cui dolcezza superava infinitamente quella

       del miele ".   (...)


           Emil   Cioran   da   Breviario dei Vinti II

BREVIARIO DEI VINTI 4



137

(...) Quando la musica, o la pietà, o l'afflizione, si avvicina a un'
       anima liberata, questa riversa - sulle sommità del mondo -
       un urlo tempestoso, intonando gli accordi del suo epilogo. E'
       l'ultimo spreco di un troppo - pieno, il canto di un giardino
       strappato alle stagioni o la fuga di qualche pioppo sradicato.
       E' un suono che distrugge e interrompe il dolce flusso della
       sua linfa per consolarsi di quaggiù...
       La vita è una melodia d'anacoreta stanco della redenzione, ma
       con gli occhi rivolti lontano, è l'ultimo accordo che ci protegge
       tra la nullità di un inizio e la fine non diversa: un frastuono tra
       due silenzi. E noi forzati a cadere in questo " per sempre"
       decretato fin dal primo fermento del nostro sangue! E' il
       sospiro trascendente della natura spaventata dai suoi limiti.
       Quanto all'uomo: lo strumento rumoroso o pensante di uno
       spaventevole stupore.  (...)


            Emil  Cioran   da    Breviario dei Vinti II ( 70 frammenti inediti)