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martedì 14 febbraio 2023

L' AMORE PER TE


                                                                    Amo in te l'impossibile..




Quando Nazim Hikmet conobbe Vera  Tulyakova, non ebbe dubbi : era lei la donna immaginaria che per diciassette anni aveva popolato i suoi sogni di carcerato. E così iniziò a farle un corteggiamento serrato che la donna tenacemente rifiutava. I due avevano trent'anni di differenza e, all'epoca, Hikmet era già al suo terzo matrimonio mentre lei non voleva diventare  un'altra delle sue conquiste. Lui però non mollava: le inviava fiori e poesie e sembrava avere la capacità di materializzarsi dovunque lei si trovasse. Vera era il suo tormento, la sua ossessione, ma anche la sua musa ispiratrice, qualcosa di cui lui non poteva fare a meno. Nel 1960 Nazim e Vera si sposarono, ma il matrimonio purtroppo ebbe vita breve per i problemi cardiaci di lui : il suo cuore faceva le bizze proprio nel momento in cui avrebbe dovuto essere risanato dall'amore. Vera aveva solo trentun anni quando Nazim morì, il 3 giugno del 1963. Dopo la sua morte, ella si recava ogni giorno sulla sua tomba per cercare di lenire il dolore della perdita e, non potendo più parlare con lui, Vera decise di raccogliere in un libro le conversazioni con l'amato ( Bahtiyar of Nazim ) perché le loro parole non andassero perdute e perché rimanesse una traccia del loro amore.





AMO IN TE


Amo in te

l'avventura della nave

che va verso il polo


amo in te

l'audacia dei giocatori

delle grandi scoperte


amo in te le cose

lontane


amo in te l'impossibile


entro nei tuoi occhi

come in un bosco

pieno di sole

e    sudato   affamato

infuriato

ho la passione del 

cacciatore

per mordere nella tua

carne.


amo in te l'impossibile

ma   non   la

disperazione.



                    Nazim Hikmet



venerdì 6 gennaio 2023

LA STRADA DEL RITORNO

 


                                                                   se mi pensi, mi ritrovi...

 

 

 

 Le sei del mattino.

Ho aperto la porta del giorno ci sono entrato

ho assaporato

l'azzurro nuovo nelle finestre

le rughe della mia fronte di ieri

sono rimasto sullo specchio


sulla mia nuca una voce di donna

tenera peluria di pesca

e le notizie del mio paese alla radio


vorrei correre d'albero in albero

e al di là della notte

mi aspetterà

spero

il sapore di un nuovo azzurro.



                        Nazim Hikmet   da     Poesie d'amore

 

 

Ai lettori :

Ancora una volta mi vedo costretta a lasciare ( momentaneamente) la cura di questo sito. Non sarà un bel viaggio, ma mi auguro di ritornare presto e - come dice il poeta - " spero di trovare il sapore di un nuovo azzurro..."

A presto.

 

 

                                          frida

 

lunedì 21 settembre 2020

SEPTEMBER MORN

 



                                        Soprattutto se credo che quella che amo mi ami...



FOGLIE  MORTE


Veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali

soprattutto se sono ippocastani

soprattutto se passano dei bimbi

soprattutto se il cielo è sereno

soprattutto se ho avuto - quel giorno -

una buona notizia

soprattutto se il cuore - quel giorno -

non mi fa male

soprattutto se credo - quel giorno -

che quella che amo mi ami

soprattutto se quel giorno

mi sento d'accordo

con gli uomini e con me stesso.

Veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali

dei viali d'ippocastani.



            Nazim  Hikmet    da    Poesie  d' amore



domenica 14 aprile 2019

POESIE DEL DOLOROSO AMORE DI NAZIM

 
 
 
                                     Mi sono svegliato anche stamattina e ti amo


QUEL CHE HO SCRITTO SU DI NOI E' TUTTA UNA BUGIA

Quel che ho scritto su di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete tirata dal pozzo dei miei sogni
è il disegno tracciato su un raggio di sole
quel che ho scritto di noi è tutta la verità
è la tua grazia cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
è la tua assenza quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della vita
è la mia gelosia quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità fiume soleggiato che irrompe sulle dighe.

Quel che ho scritto di noi è tutta una bugia
quel che ho scritto di noi è tutta la verità.


                                                 ***

LE SEI DEL MATTINO

Le sei del mattino.
Ho aperto la porta del giorno ci sono entrato
ho assaporato
l'azzurro nuovo delle finestre
le rughe della mia fronte di ieri
sono rimaste sullo specchio

sulla mia nuca una voce di donna
tenera peluria di pesca
e le notizie del mio paese alla radio

vorrei correre d'albero in albero
nel frutteto delle ore

verrà il tramonto - mia rosa -
e al di là della notte
mi aspetterà
spero
il sapore di un nuovo azzurro.


                                               ***

ANCHE QUESTA MATTINA

Anche questa mattina mi sono svegliato
e il muro la coperta i vetri la plastica il legno
si sono buttati addosso a me alla rinfusa
la luce d'argento annerito della lampada

mi si è buttato addosso anche un biglietto del tram
e il giallo della parete e tre righe di scritto
e la camera d'albergo e questo paese nemico
la metà del sogno caduta da questo lato s'è spenta

mi si è buttata addosso la fronte bianca del tempo
i ricordi più vecchi e la tua assenza nel letto
la nostra separazione e quello che siamo

mi sono svegliato anche questa mattina
e ti amo.


                                        ***

L' ADDIO

L'uomo dice alla donna
t'amo
e come:
come se stringessi tra le palme
il mio cuore, simile a scheggia di vetro
che mi insanguina le dita
quando lo spezzo
follemente.

L'uomo dice alla donna
t'amo
e come:
con la profondità dei chilometri
con l'immensità dei chilometri
cento per cento
mille per cento
cento volte l'infinitamente cento.

La donna dice all'uomo
ho guardato

con le mie labbra
con la mia testa con il mio cuore
con amore con terrore curvandomi
sulle tue labbra
sul tuo cuore
sulla tua testa.
E quello che dico adesso
l'ho imparato da te
come un mormorìo nelle tenebre
e oggi so
che la terra
come una madre
dal viso di sole
allatta la sua creatura più bella.
Ma che fare?
I miei capelli sono impigliati alle dita di ciò che muore
non posso strapparne la testa
devi partire
guardando gli occhi del nuovo nato
devi abbandonarmi.

La donna ha taciuto
si sono baciati
il libro è caduto sul pavimento
una finestra si è chiusa.

E' così che si sono lasciati.


                                           ***

SOTTO LA PIOGGIA CAMMINAVA LA PRIMAVERA

Sotto la pioggia camminava la primavera
coi suoi piedi esili e lunghi sull'asfalto di Mosca
chiusa tra i pneumatici i motori le stoffe le pelli
e il mio cardiogramma era pessimo quel giorno
quel che si attende verrà in un'ora inattesa
verrà tutto da solo
senza condurre con sé
coloro che già partirono
suonavano il primo concerto di Ciajkowskj sotto la pioggia
salirai le scale senza di me
un garofano sta all'ultimo piano della casa al balcone
sotto la pioggia camminava la primavera
coi suoi piedi esili e lunghi sull'asfalto di Mosca
ti sei seduta di fronte a me non mi vedi
sorridi a una tristezza che fuma lontano
la primavera ti porta via da me ti conduce altrove
e un giorno non tornerai più ti perderai nella pioggia.



                  Nazim  Hikmet -Ran   da     Poesie d'amore