venerdì 1 dicembre 2017

PINK FREUD ( Van De Sfroos ) 3



(...) Il pericolo esiste, effettivamente. Ma il tragico è come
      dissimulato in questo luogo - il lago per l'appunto - che è nel
      contempo un altrove e la sua negazione, il sogno di una fuga e
      il suo impedimento. Sulla riva - il protagonista lo sa - sono tutti
      lì a pregare : " me ciàpen per un matt che veul dumà negà...
     ( mi prendono per un matto che vuole solo annegare ...).
      Perseguendo il suo obiettivo, lui si lascia, vuole lasciarsi
      trasportare dal vento:" la spùnda la ciàma, ma la barca la và.."
     ( la sponda chiama, ma la barca va...). E finalmente il
      protagonista è con la sua barca in mezzo al temporale :" tui-
      vess foe di ball che a me me piaa inscé..." ( toglietevi dalle
      scatole che a me piace così ...). Lontano dalla riva, in balìa dei
      venti e delle onde, in preda alle forze di madre natura, il
      protagonista sembra un bambino felice di farsi cullare da
      questo movimento. Quel che mette paura conserva al suo
      interno un cuore familiare, mitico e agognato in cui perdersi,
      dove leopardianamente o - anche il naufragare - è dolce.
      Quest'acqua di lago - da una sospettosa diffidenza - spalanca
      le sue porte e il suo grembo a un'accoglienza - in definitiva -
      non meno preoccupante. Un'inquietante estraneità, direbbe
      Freud. L' alterità, l'imprevedibilità si rovescia nel simile, nel
      ricercato. E l'acqua corrobora immagini regressive di
      natalità, di un luogo nostalgico al quale tornare, ma dove,
      trascinato fatalisticamente da quegli stessi movimenti, è facile
      perdersi, addormentarsi, scivolare nell'eterno non nato come
      Pinocchio o Jona nel ventre della balena. Il lago e le sue acque
      così care ai romantici, sembrano fatti apposta per incarnare
      una malinconia soffusa e claustrofobica che forse vorrebbe, che
      forse ambirebbe a qualcosa che nemmeno lei stessa saprebbe
      indicare con precisione..Una sensazione che , in " Akuaduulza"
      come in " Brèva e Tivàn " l'incedere della melodia, quasi
      strascicato e stanco , consegna all'ascoltatore. (...)

Angelo Villa  da  Pink Freud ( Psicoanalisi della canzone d'autore da Bob Dylan a Van De sfroos "


                       
                                         la spùnda la ciàma ma la barca la và...      
     

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